POVERA FIORENTINA NOSTRA, CI MANCAVA ANCHE IL RICORSO… ROCCO FURIOSO, MA ORA CONTA SOLO BENEVENTO. FRANCK E JACK ANCORE DI SALVEZZA, MA TUTTI DEVONO DARE DI PIÙ. ALLENATORE COMPRESO

10.03.2021 10:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
POVERA FIORENTINA NOSTRA, CI MANCAVA ANCHE IL RICORSO… ROCCO FURIOSO, MA ORA CONTA SOLO BENEVENTO. FRANCK E JACK ANCORE DI SALVEZZA, MA TUTTI DEVONO DARE DI PIÙ. ALLENATORE COMPRESO

Povera Italia nostra. Anzi, vista la situazione, verrebbe da dire povera Fiorentina nostra. La classifica fa paura, il gioco non c’è e la squadra convive con timori antichi, mai sopiti e addirittura acuiti dagli ultimi, pessimi risultati ottenuti. Mancava solo il ricorso che rischia di bloccare l’unico grande progetto viola, per completare il quadro. E così, ecco le 26 pagine di Italia Nostra, che dicono che l’area comprata da Rocco ormai molti mesi fa, deve restare solo di utilizzo agricolo. Un controsenso bello e buono, una specie di evidente provocazione, visto che nel frattempo sindaco, Soprintendenza e architetti hanno lavorato sodo per trovare una sintesi e dare vita a un progetto a impatto zero, perfettamente ecosostenibile e inserito nella bellezza delle colline nostrane, pieno di pannelli solari e addirittura in grado di riciclare l’acqua piovana. Italia Nostra non è nuova a certi tentativi di mettere i bastoni tra le ruote, ma anche stavolta finirà come le altre: il Viola Park potrà rallentare il ritmo (non è detto comunque) ma andrà avanti, su questo ci sono pochi dubbi. Il problema semmai è l’umore di Rocco, che già stufo del tira e molla sullo stadio e dei mille problemi con cui convive la Fiorentina, adesso si vede costretto a mandar giù l’ennesimo boccone amaro. Per quello che conta possiamo solo dirgli di non mollare, la strada, almeno parlando di Bagno a Ripoli, è quella giusta. E soprattutto, adesso, conta solo il campo. Conta solo lo scontro diretto con il Benevento. E’ lì che si gioca il futuro viola, tutto il resto può aspettare, tutto il resto è contorno. 

Veder giocare la Fiorentina infatti è una specie agonia settimanale, un calvario che sta trascinando i viola sempre più in fondo alla classifica e sta portando all’esasperazione i tifosi. Oggi come oggi, non c’è squadra in serie A che abbia difficoltà così evidenti. Con il Parma la Fiorentina ha completamente rinunciato a giocare e pur trovandosi due volte in vantaggio quasi senza creare nulla, ha racimolato un punticino solo grazie a un autogol casuale. Prandelli ha chiuso il suo personale e deludente girone sulla panchina viola con una media sotto il punto a partita, il mercato, sia quello estivo (con Chiesa non sostituito a dovere) che quello invernale (con l'arrivo misterioso di Kokorin), ha tolto anziché dato, molti calciatori sono stritolati dai timori e non rendono come potrebbero. Nella Fiorentina, ormai è chiaro, i singoli non sono diventati squadra, manca un progetto credibile che dia un’identità tattica, mancano ricambi in ruoli chiave. Servirebbe una cimosa per cancellare tutto e ricominciare daccapo, ma non si può. Non ancora almeno. Adesso allora serve solo fare tutto il possibile per arrivare alla salvezza. Joe Barone nel suo discorso dopo il Parma, ha chiesto unità d’intenti, forza e cuore per centrare l’obiettivo e non farsi schiacciare dalla pressione.

Tutti uniti dunque per il bene primario. In teoria non fa una piega, polemiche e rabbia non servono e anzi rischiano di aumentare la confusione intorno a una squadra già fin troppo fragile. La vera unità d’intenti però, deve trovarla la squadra. In difesa i viola sono un mezzo disastro, gli ultimi minuti di partita una specie di condanna, il centrocampo non crea e non copre, in attacco Vlahovic si sbatte ma anche col Parma non ha potuto mai tirare in porta. Ci sono calciatori irriconoscibili, come Amrabat, che dovrebbero finalmente darsi una svegliata, e anche Prandelli non può pensare di guadagnarsi la salvezza a suon di mesti punticini. Anche perché il calendario è tosto, con quasi tutte le grandi da affrontare in casa e gli scontri diretti da giocare in trasferta. Serve di più, da tutti. Allenatore compreso. E serve subito. A Benevento torneranno Ribery e Bonaventura, due degli uomini più importanti della Fiorentina. Franck è l’unica luce, l’unico fuoriclasse in grado di prendersi la squadra sulle spalle. E Jack è l’unico dinamico, l’unico che si butta dentro senza palla, l’unico che prova ad allungare la squadra, mentre i compagni aspettano tutti la palla addosso. Dopo un grande girone d’andata, il Benevento è calato, non vince da 10 partite ed è, anche lui, in piena zona rossa. Batterlo si può, a patto però che l’approccio sia diverso, che la paura si trasformi in energia e non nelle gambe tremolanti viste con il Parma. Potrebbe far molto comodo affidarsi a gente di temperamento come Caceres (perché non gioca più?), a questa squadra, tra le altre cose, mancano gli attributi, mancano i leader che alzino la voce nei momenti difficili. Sarà un sabato di passione, in cui l’allenatore si gioca molto e la Fiorentina quasi tutto. La stagione è da buttare, non farla finire in tragedia però, è un dovere assoluto.