POCO GIOCO, TANTA PAURA: LA FIORENTINA NON SA PIÙ VINCERE. SERVE UNA SCOSSA DAL MERCATO, CUTRONE NON BASTA. PRADÈ VUOLE SOLO GIOCATORI ESPERTI. ROCCO-NARDELLA, ALTA TENSIONE SULLO STADIO

08.01.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
POCO GIOCO, TANTA PAURA: LA FIORENTINA NON SA PIÙ VINCERE. SERVE UNA SCOSSA DAL MERCATO, CUTRONE NON BASTA. PRADÈ VUOLE SOLO GIOCATORI ESPERTI. ROCCO-NARDELLA, ALTA TENSIONE SULLO STADIO

Ci stiamo abituando a non vincere. Anche nelle domeniche in cui trovi l’eurogol, anche quando di fronte non hai il Barcellona, ma una squadra normalissima, aggrappata quasi esclusivamente alla grinta del suo allenatore. E così i giorni di digiuno da successi sono 69 (2-1 al Sassuolo, era il 30 ottobre), che diventano quasi 100 se contiamo solo quelle ottenute in casa. Una mestizia insomma, che racconta bene quello che è la Fiorentina oggi: una squadra con poco gioco e scarsa personalità, con limiti evidenti anche e soprattutto sotto il profilo del temperamento. 

Il secondo tempo del Dall’Ara è stato in stile anni ’70: tutti dietro nella speranza di difendere il gran tiro al volo di Benassi, una sorta di coniglio uscito dal cilindro in un pomeriggio di nulla o poco più. Iachini ha dato un briciolo di grinta in più, ma cambi come quello tra Venuti e Castrovilli (l’avesse fatto Montella, apriti cielo) creano più insicurezze che la famosa identità che i viola inseguono invano ormai da agosto. Resta un mistero anche il motivo che spinge a puntare ancora su Boateng e se pure capitan Pezzella fa errori come il fallo regalato in pieno recupero, il dado è tratto…

Domenica arriva l’ultima in classifica, dire che la vittoria è d’obbligo è perfino banale, ma chi pensa che sarà semplice si sbaglia di grosso: la SPAL è viva e Semplici conosce alla perfezione la Fiorentina. Domenica ha pagato caro il rosso a Tomovic, ma nell’ultima trasferta a Torino aveva giocato alla grande e vinto con merito. Sarà una battaglia e la Fiorentina dovrà farsi trovare pronta, magari facendosi finalmente dare una mano dal mercato. A questa squadra servono rinforzi veri, pronti subito, che alzino il livello tecnico e di personalità del gruppo. A dirla tutta, era lecito aspettarsi almeno un nuovo arrivo fin dal primo giorno della riapertura delle trattative (l’anno scorso arrivò Muriel) e invece la sensazione è che dovremo armarci di pazienza. Cutrone - Wolves permettendo - è lì che aspetta solo una chiamata per prendere il primo volo, ma da Rocco Commisso i tifosi si aspettano qualcosa di più. Si aspettano il colpo che li faccia sognare. Pradè nel frattempo lavora sulle sue certezze, a caccia di gente matura che conosce bene la serie A: Juan Jesus è un obiettivo reale, anche se viene da mezzi fallimenti e non gioca da settembre. A centrocampo invece è ancora in corso il casting: dall’estero sono stati proposti profili molto interessanti, ma come detto il ds preferirebbe giocatori più esperti. Duncan allora resta un obiettivo, a meno che Rocco, come detto, non dia il via libera a qualche altra operazione che guardi anche alla costruzione della Fiorentina del futuro e non solo al grigio presente. 

A proposito di Commisso, oggi parlerà di stadio: i 22 milioni della Mercafir per lui son troppi, il progetto traballa. L’architetto Casamonti allora potrebbe ripensare al restyling del Franchi, mentre il sindaco di Campi, Fossi, aspetta una chiamata. Nardella invece ha scelto il silenzio: per lui quello di ieri è stato solo un incontro interlocutorio, senza novità sostanziali da comunicare ai cittadini. Una scelta chiarissima: il sindaco vuole che sia Rocco, semmai, a uscire allo scoperto. Tra uno stadio lì o uno stadio là, i tifosi invece preferirebbero un bel centravanti. Magari che faccia gol e faccia vincere qualche partita anche alla Fiorentina.