PIOLI IN DIFFICOLTÀ, IL MERCATO È UN ALTRO FLOP. QUATTRO CENTROCAMPISTI SENZA PERSONALITÀ. VERETOUT DEVE TORNARE MEZZALA. AVETE PUNTATO SU VLAHOVIC? ALLORA FATELO GIOCARE. CON LA ROMA IL 4-4-2. MISTERO SAPONARA

30.10.2018 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 10189 volte
© foto di Federico De Luca
PIOLI IN DIFFICOLTÀ, IL MERCATO È UN ALTRO FLOP. QUATTRO CENTROCAMPISTI SENZA PERSONALITÀ. VERETOUT DEVE TORNARE MEZZALA. AVETE PUNTATO SU VLAHOVIC? ALLORA FATELO GIOCARE. CON LA ROMA IL 4-4-2. MISTERO SAPONARA

Il tanto disprezzato punto di Torino non lo butto affatto via. Anzi. Confesso: avendo viste tutte le partite del Toro e della Viola, con il diverso stato di forma del momento, temevo fortemente un’altra sconfitta in trasferta. Il pareggio è frutto del carattere di questa squadra che non molla mai.

Il calo della condizione generale e dell’intensità restano comunque evidenti.

Le difficoltà nello sviluppare il gioco e accompagnare la manovra offensiva purtroppo sono ormai una costante.

Il momento di forma molto scadente di alcuni giocatori (Simeone in particolare) e le difficoltà di altri (Pjaca soprattutto) sono diventati un problema serio.

Si spiega così il momento difficile che ha portato a conquistare appena due punti nelle ultime tre partite vanificando la buona partenza.

Cosa sta succedendo?

Tante cose messe assieme che abbiano detto e scritto a più riprese dall’estate scorsa. Proviamo a fare un riepilogo delle puntate precedenti.

1) Il mercato è stato ancora una volta poco efficace e confuso nelle scelte e negli obiettivi, ha dato a Pioli una squadra imperfetta costruita negli ultimi giorni con scommesse in prestito (Pjaca e Gerson) giovani da scoprire (Norgaard o Edimilson) o esperti con un grande avvenire dietro le spalle (Mirallas). Falliti invece gli acquisti di giocatori veri come De Paul e altri.

2) Mancano almeno almeno un terzino destro, un regista, una alternativa a Simeone e volendo anche un portiere esperto.

3) La partenza lanciata che ha illuso quelli che parlano di calcio perché hanno la lingua in bocca o degli interessi personali da difendere, era chiaramente dovuta alla preparazione anticipata per i preliminari di Europa League che poi la Fiorentina non ha giocato.

4) Stanno venendo meno i due giocatori che avrebbero dovuto portare qualità (Pjaca e Gerson) e l’unico uomo-gol (Simeone).

5) In pratica la Fiorentina si regge sui 4-5 giocatori forti dell’anno scorso (Chiesa, Veretout, Pezzella, Benassi e Milenkovic), gli altri luci e ombre.

In questo momento di chiara difficoltà e scarsa lucidità collettiva i limiti tecnici diventano ancora più evidenti e si fa fatica anche a battere squadre più deboli (Cagliari) o al tuo livello (Torino). Non so quanto durerà la crisi, durante la stagione certi momenti capitano. Il problema ce l’hanno soprattutto i trombettieri che non sanno più cosa dire e cosa fare. Dove sono finiti quelli che hanno dato 7,5 e anche 8 al mercato di Corvino? E quelli che parlavano di Champions League? Oppure quelli che raccontavano di trecento milioni di possibili plusvalenze con offerte (mai pervenute) da decine e decine di milioni per tutti o quasi i giocatori, forse anche per i magazzinieri targati Corvino? L’imbarazzo è evidente.

Ora gli obiettivi da colpire sono soprattutto Pioli inadeguato e i giocatori che non avrebbero più lo stesso atteggiamento grintoso e umile. Ma cosa dovrebbero fare se questa più o meno è la loro dimensione?

Pioli ha risposto bene cambiando la squadra a Torino e tenendo fuori i tre giocatori più in difficoltà, vale a dire Simeone, Gerson e Pjaca. Cosa è successo? Ne ha dovuti rimettere dentro due dopo un tempo perché i sostituti sono più scarsi. Ma si sapeva. Nella decisione di Pioli ci leggo anche la volontà di dimostrare (finalmente) che lui sarà anche un "normal one", ma la rosa è questa. Sono due anni che lo dico: se Simeone ha un raffreddore non c’è soluzione. L’anno scorso per tappare la falla presero Falcinelli che fa la riserva anche a Bologna. Voglio vedere cosa si inventano quest’anno. Ma siccome non sento altro che parlare di giovani, si spendono 10 milioni per i giocatori della Primavera, mettiamo allora questo Vlahovic e chissenefrega se è un duemila. Dicono che è forte? Fatelo giocare, può solo maturare e sarà comunque accolto con simpatia. Altrimenti ci prendiamo in giro anche con i giovani. O sono pronti e allora facciamoli giocare, altrimenti è stato un errore non darli in prestito.

Ma le contraddizioni abbondano e Pioli un po’ del suo ce lo mette. Non c’è un regista vero? E’ evidente. Ma togliere Veretout dal suo ruolo di interno è un errore e lo scrivo da agosto. Se metti un altro anche meno efficace in regia (Edimilson o Norgaard) comunque ci guadagni con Veretout più avanti. Vi siete accorti che non c’è forza e non ci sono idee in mezzo al campo? E non c’è nessuno che vada dritto per dritto senza palla? Manca il raccordo con gli attaccanti, quello che faceva Veretout. Ma vogliamo anche dirlo o no che di quattro centrocampisti corviniani (Dabo, Edimilson, Gerson e Norgaard) non se ne fa uno buono e pronto e soprattutto non si fa un Badelj? E’ questo il problema dei problemi.

Cosa si potrebbe fare? Inventarsi qualcosa. Proviamo?

Contro la Roma che gioca molto sulle fasce, passerei al 4-4-2. E’ chiaro che dopo averlo tenuto fuori per una gara stavolta devi riproporre Pjaca sperando di recuperarlo. E’ altrettanto evidente che Simeone serve. Allora io giocherei come detto il 4-4-2 con Pjaca più vicino a Simeone in attacco. In mediana Chiesa tornante a destra, Benassi-Veretout coppia centrale e Biraghi esterno alto. Biraghi? Certo, facendogli coprire le spalle da Hancko che in nazionale l’ho visto far bene. Otterresti una buona catena di destra con Biraghi più lucido per fare quello che gli riesce meglio: cross e fase offensiva. E in fase di non possesso scalando Hancko al centro potresti anche difendere a cinque. In difesa i soliti Milenkovic, Pezzella e Hugo, c’è Dzeko e non toccherei nulla almeno in questa partita anche se c’è qualcuno stanco come Milenkovic e avendo un terzino vero…ma non c’è.  Nella Roma non ci sarà De Rossi, la sua anima. Non è poco.

Chiudo con una domanda: avete visto Saponara? Un’altra persona prima che un altro giocatore. Un gol fantastico, ma poi grinta, rabbia, corsa, tecnica. Peso forma, qualità e quantità. Ma ai campini cosa gli hanno fatto in un anno e mezzo, la macumba? Un mistero quasi buffo.