PICCINI, MANCINI, ZANIOLO: L'AZZURRO SI COLORA DI (RIMPIANTI) VIOLA. ATALANTA-FIORENTINA DI COPPA ITALIA: VIOLA CON 48 ORE DI RIPOSO IN PIÙ. MA A PASQUA POTREBBERO "CONSEGNARE" LO SCUDETTO ALLA JUVE

27.03.2019 00:05 di Iacopo Barlotti Twitter:    Vedi letture
PICCINI, MANCINI, ZANIOLO: L'AZZURRO SI COLORA DI (RIMPIANTI) VIOLA. ATALANTA-FIORENTINA DI COPPA ITALIA: VIOLA CON 48 ORE DI RIPOSO IN PIÙ. MA A PASQUA POTREBBERO "CONSEGNARE" LO SCUDETTO ALLA JUVE

Facile parlare col senno di poi, è vero. Però fa un certo effetto leggere le formazioni della Nazionale del ct Mancini e trovarci tanti giocatori che sono transitati (o, peggio, cresciuti) in maglia viola. Sono ben sette quelli scesi in campo nelle due (facili) vittorie degli azzurri contro Finlandia e Liechtenstein nelle prime gare di qualificazione a Euro 2020: ma se Quagliarella e Chiellini è persino difficile chiamarli ex viola, Bernardeschi è ormai solo una ricca plusvalenza e Biraghi è l'unico ancora della Fiorentina, ci sono altri tre giocatori che meritano una riflessione a parte.

Cristiano Piccini, fiorentino doc e tifoso viola, è entrato nel giro azzurro lo scorso autunno e sabato ha esordito in Nazionale dal primo minuto: cresciuto nel settore giovanile gigliato dai 10 ai 19 anni, dopo i prestiti fra Carrarese (C), Spezia (B) e Livorno (A) nel 2014 svolge il ritiro a Moena con Montella, ma poi viene ceduto al Betis Siviglia dove resta (e cresce) per tre stagioni. La Fiorentina vanta su di lui un diritto di recompra intorno ai 2,5 milioni di euro fino all'estate 2017, quando viene acquistato dallo Sporting Lisbona per 3 milioni di euro e i viola - nel ruolo di terzino destro - si ritrovano a fine agosto a prendere Laurini dal neoretrocesso Empoli. La scorsa estate il grande salto al Valencia, per 10 milioni di euro, e poi la maglia azzurra.
Più complesso il caso di Gianluca Mancini, un intreccio fra pallone, plusvalenze e giustizia sportiva. Anche lui a Moena nell'estate 2014, dopo un altro anno di Primavera viene ceduto in prestito al Perugia (in B) che poi lo riscatta e due anni dopo lo cede all'Atalanta. I viola, a cui spetta il 50% sulla cessione, si devono accontentare però di pochi spiccioli perché a bilancio il trasferimento (avvenuto assieme al figlio del presidente del Perugia Santopadre, portiere) risulta di poche centinaia di migliaia di euro: una valutazione che la Procura Federale non ha giudicato illegittima (LEGGI QUI) ma che ha fatto infuriare Diego Della Valle (LEGGI QUI). La crescita di Mancini con l'Atalanta è storia recente: ieri sera, a Parma, l'esordio in azzurro.
Infine Nicolò Zaniolo. I giorni difficili e le panchine con gli Allievi della Fiorentina, lo svincolo ad agosto 2016 per andare all'Entella e poi il passaggio alla Primavera dell'Inter. Qui la storia è un po' più complessa e i rimpianti sono forse più del club nerazzurro, che ha girato Zaniolo alla Roma (assieme a Santon e 38 milioni) per prendersi Nainggolan. Ma vedere tutti questi azzurri transitati da Firenze impone una riflessione (anche) sulla valorizzazione dei giovani: con la squadra B (quella che finora solo la Juventus ha aperto e iscritto alla serie C) sarebbe cambiato qualcosa? La Fiorentina ci pensa e valuterà se iscrivere la propria Under 23 al prossimo campionato di C: servono risorse e un progetto tecnico, ma forse può valere la pena.

Una buona notizia per i viola è arrivata dalla Lega Serie A, che ieri ha ufficializzato le date delle semifinali di ritorno di coppa Italia e alcune variazioni al calendario. Se Juve-Fiorentina resta fissata per sabato 20 aprile alle 18, la gara Napoli-Atalanta è slittata da sabato a lunedì 22 aprile alle 19 (causa Europa League e perché domenica è Pasqua). Giovedì 25 aprile, poi, si giocherà Atalanta-Fiorentina per un posto in finale di coppa Italia: questo vuol dire che i viola avranno 48 ore in più di riposo rispetto ai nerazzurri. Cinque giorni per ricaricare le batterie contro tre: un piccolo (ma non trascurabile) vantaggio per gli uomini di Pioli che cercano l'impresa dopo il 3-3 dell'andata.

Ma attenzione all'aspetto psicologico: sabato 20 aprile, infatti, la Juventus potrebbe festeggiare l'ottavo scudetto consecutivo proprio allo Stadium contro i viola. Ad oggi, infatti, i bianconeri hanno 15 punti di vantaggio sul Napoli (con lo scontro diretto a favore) e dopo il turno pasquale mancheranno proprio 5 giornate alla fine: questo vuol dire che se alla vigilia del sabato di Pasqua il distacco sarà ancora di 15 punti, una vittoria contro i viola consegnerà agli uomini di Allegri la certezza matematica dello scudetto. Una festa a cui i tifosi viola preferirebbero non essere invitati...