PERDERE OK, MA COSÌ NON CI SIAMO. FIORENTINA ARRESA PRIMA DI INIZIARE, NON SI SALVA NESSUNO. CAGLIARI IN ZONA CHAMPIONS: HA CALCIATORI DI GRANDE VALORE. LA CLASSIFICA VIOLA RESTA BUONA

11.11.2019 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
PERDERE OK, MA COSÌ NON CI SIAMO. FIORENTINA ARRESA PRIMA DI INIZIARE, NON SI SALVA NESSUNO. CAGLIARI IN ZONA CHAMPIONS: HA CALCIATORI DI GRANDE VALORE. LA CLASSIFICA VIOLA RESTA BUONA

Nemmeno a Genova, seconda di campionato, la Fiorentina aveva offerto una prova tanto disarmante. Sarà un caso, ma proprio da Marassi la Fiorentina non aveva più perso in trasferta. Dopo 8 punti conquistati lontano dal Franchi, la banda Montella è stata sbriciolata alla Sardegna Arena

La prova schiacciante di colpevolezza sta nel risveglio, dopo il lungo sonno, avvenuto sul 5-0 per il Cagliari, con tanto di colonna sonora, gli olè dei tifosi sardi ebbri di gioia di fronte ad uno spettacolo di simili proporzioni. Gli uomini di Maran avrebbero potuto avere la maglia dei blancos di Madrid o dei blaugrana catalani, per come hanno manovrato con fluidità. 

La doppietta di Vlahovic, è arrivata quando il Cagliari aveva deciso di togliere gas. Il serbo, però, merita un incoraggiamento per i due gol, i primi in serie A e per come ha lottato nel finale. Il secondo centro è stato bellissimo, ce lo teniamo come incoraggiamento per il futuro, ma anche Dusan nel primo tempo e gran parte del secondo era stato un fantasma come i suoi compagni. Vlahovic ha 19 anni va aspettato e incoraggiato, certo ha bisogno di giocare per crescere. Non ci sono altre modalità.  

La partita è stata preparata male dal punto di vista temperamentale e giocata peggio. Montella in sala stampa si è addossato una buona fetta di colpe e ha parlato di vergogna, ma anche spiegato che con molti giovani può accadere, l’importante è che serva di lezione. Così come Pradè parlerà alla squadra quando a metà settimana prossima rientreranno tutti i nazionali.  

Quello che stupisce è la totale mancanza di combattività, una squadra che a Cagliari ha smarrito anima e sentimento, quasi fosse prigioniera di paure e incertezze. La pressione? Si fa fatica ad immaginarla perché ai viola in questa stagione la proprietà non ha chiesto nessun obiettivo. Magari i giovani possono averla a prescindere perché con pochissime gare sulle spalle, anche se non lo fanno vedere, quando entrano in campo hanno lo stomaco chiuso. Allora si può ritenere che il Cagliari abbia fatto più paura del previsto, ma in formazione c’erano anche alcuni giocatori esperti e pure loro hanno fallito. 

Montella dovrà riflettere proprio su questo, altro che tattica: la formazione, sulla carta, era pensata bene, ma senza Ribery per la Fiorentina è durissima. Il campione francese, oltre ad averi numeri eccezionali, ha un carattere di acciaio, con lui nella mischia forse le cose sarebbero andate diversamente perché Franck avrebbe trovato le parole giuste per scuotere i suoi compagni. Non è stato un problema di schema, bensì di interpretazione della partita. Il Cagliari ha vinto ogni duello, sfondando la Fiorentina zolla dopo zolla. 

La squadra di Maran è terza perché in estate ha speso 60 milioni e perché il toscano Carli ha costruito, con l’incasso di Barella, un centrocampo da podio in campionato. E Maran in panchina aveva Castro e Oliva… Questo è un altro insegnamento: è vero, non si può costruire subito una formazione vincente, ma per raggiungere determinati obiettivi è necessario acquistare giocatori come Nainggolan, ad esempio. A gennaio e nella prossima estate la società viola dovrà profondere energie economiche per migliorare una squadra partita, quest’anno, dal sedicesimo posto in classifica. Per arrivare al sesto i viola devono scalare dieci posizioni, giusto per ricordarlo.  

Il belga con tre assist e un gol da consegnare ai posteri, è stato un mostro, anzi un alieno come lo chiamava Spalletti. Ma anche Rog ha fatto una grandissima partita, per non parlare di Nandez protagonista di un primo tempo fantastico. Bene anche il Cholito perché il suo sacrificio costante è zucchero filato per gli allenatori. Giovanni ha segnato di tacco, non ha esultato per rispetto dei tifosi viola, in particolare di quei 400 che hanno affrontato una trasferta disagiata, facendo molti sacrifici. Simeone ha pianto perché ha pensato ad Astori. Il minuto 13 è stato commovente, si sono fermati tutti imprigionati da un applauso emozionante. Era la partita di Davide e lo sarà sempre.

Nella Fiorentina di Cagliari non si è salvato nessuno, ma la classifica resta buona. I viola sono ottavi e se guardiamo le squadre che stanno sopra la Fiorentina, ci accorgiamo che sono tutte più forti. Alle spalle, poi, ci sono Torino e Milan, formazioni che nella scorsa estate erano quotate più dei viola. I conti tornano, insomma. Torna molto meno la prestazione di Cagliari, una cosa da cancellare immediatamente e soprattutto da non riproporre. 

Ora le nazionali, poi speriamo il riscatto immediato.