PARADISO O INFERNO IN UNA SOLA NOTTE. MA LA UEFA DIA PIÙ LUSTRO ALLA CONFERENCE. BARAK, UN COLPO DA 10. E NON È FINITA QUI

25.08.2022 11:08 di Andrea Giannattasio Twitter:    vedi letture
PARADISO O INFERNO IN UNA SOLA NOTTE. MA LA UEFA DIA PIÙ LUSTRO ALLA CONFERENCE. BARAK, UN COLPO DA 10. E NON È FINITA QUI

Paradiso o inferno. Dentro o fuori l’Europa. E, di conseguenza, stagione al galoppo o pronti-via zoppa. È tutto racchiuso nella serata del De Grolsch Veste l’immediato futuro della Fiorentina, che oggi contro il Twente si gioca in novanta (o forse più) minuti una fetta di maturità internazionale. Intendiamoci, la prima risposta in campo europeo dopo cinque anni di digiuno è stata più che confortante da parte di Biraghi e compagni ed è per questo che è giusto nutrire una moderata fiducia per l’impegno di oggi in Olanda, dove i viola ripartiranno dal prezioso 2-1 ottenuto a Firenze una settimana fa. Vincenzo Italiano, che ha vissuto una settimana racchiuso letteralmente in un frullatore di emozioni, è pronto a una nuova rivoluzione per l’undici ufficiale che affronterà gli uomini di Jans, con - ancora una volta - altri 9/11 di formazione che dovrebbero variare rispetto alla squadra che ha pareggiato a Empoli. Stavolta, però, non toccherà alle seconde linee o ai giocatori sulla carta più in ritardo, bensì ai titolarissimi che già sette giorni fa avevano saputo fare la differenza (più ovviamente i ritorni dal 1’ dell’esperto Bonaventura e del roccioso Igor). Motivi dunque per essere ottimisti, lo dicevamo, ce ne sono eccome.

In regalo, in caso di qualificazione alla fase a gironi della Conference, non ci sarà una pioggia di denaro come avviene in Champions League (appena 3 milioni di euro scarsi, ma del resto una competizione che prevede l’utilizzo della Var solo nei turni a ridosso della finale quale importanza può davvero avere agli occhi della Uefa?) ma probabilmente altri due colpi sul mercato che si andranno a sommare a quello di Antonin Barak, pronto a essere ufficializzato tra venerdì e sabato. Diciamolo subito, quello legato al ceco è un innesto - per costi e formula - a tratti formidabile. Un acquisto da 10. E non solo per la qualità del giocatore, che per caratteristiche era proprio l’elemento che serviva a Italiano, ma per le cifre in ballo che hanno portato alla conclusione dell’affare: prestito oneroso con diritto di riscatto a 10 milioni di euro (più 2 di eventuali bonus) con l’accordo che si tramuterà in obbligo al raggiungimento da parte della mezzala del 50% delle presenze da titolare nelle future gare che dovrà giocare in stagione la Fiorentina. Un’intesa più che vantaggiosa per la squadra mercato viola, che si va a sommare ad acquisti di primissimo piano (per il denaro speso) come quello di Jovic (arrivato di fatto a 0 dal Real Madrid) e di Dodô, pagato - bonus compresi - 18 milioni (due anni fa per lui il Bayern Monaco si era spinto fino a 40). Senza nulla togliere a Mandragora e Gollini, il podio dei colpi viola è presto fatto.

Per chiudere il cerchio, adesso, mancano ancora due pedine: una mezzala con spiccate doti offensive in grado all’occorrenza di trasformarsi in esterno d’attacco (identikit che porta dritto a Bajrami) e un centrale - possibilmente mancino - che possa garantire un adeguato ricambio a Igor, visto che gli esperimenti di Nastasic e Martinez Quarta in questo avvio di stagione hanno portato a risultati alterni. Rocco Commisso è pronto (di nuovo) ad aprire il portafoglio e a fare un altro paio di regali a Firenze. Ma solo, probabilmente, quando l’Europa sarà in tasca.