PAPU NON È STATO CERCATO DAI VIOLA. PIATEK E MILIK MOLTO LONTANI. SPUNTA AZMOUN DELLO ZENIT. KOUAME CORTEGGIATO DA MOLTI CLUB. OBIETTIVO 5 PUNTI IN 3 GARE

09.01.2021 11:35 di Mario Tenerani   Vedi letture
PAPU NON È STATO CERCATO DAI VIOLA. PIATEK E MILIK MOLTO LONTANI. SPUNTA AZMOUN DELLO ZENIT. KOUAME CORTEGGIATO DA MOLTI CLUB. OBIETTIVO 5 PUNTI IN 3 GARE
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Tra il mercato e il Cagliari. La Fiorentina ondeggia tra due necessità, aggiungiamo, priorità. La società deve rinforzare con criterio la squadra e la squadra deve rinforzare la società con la classifica. Un sottile gioco di equilibrio, non facile da sostenere, ma necessario nella contingenza del momento. 

Prandelli ha dato le proprie indicazioni ai dirigenti, senza staccare nemmeno per un attimo l’attenzione dal campo. Cesare sta incontrando grandi difficoltà, ma resta lui la miglior polizza per la salvezza dei viola. Buon senso, esperienza, conoscenza del calcio, consapevolezza del pericolo, visione complessiva, sono le armi di Prandelli. Sta lavorando duro anche se non sempre si colgono i frutti, ma sotto la coltre del pessimismo generale, si intravede lo sforzo di Cesare. Compito ingrato. Il duplice ruolo di colui che deve aiutare e al contempo essere aiutato. Il fortino intorno all’allenatore non deve essere un tedioso esercizio di retorica, ma un’azione da portare avanti pervicacemente. Non ci sono alternative. Prandelli sta tentando di indirizzare la squadra su un percorso e i giocatori devono rispondere. Non in sala interviste, sul campo.

Il calcio somiglia alla politica, è l’aritmetica a far la differenza, al di là della poesia del gesto tecnico e della prosa della tattica. Le cifre ti inchiodano alla realtà, senza speranza. Alla fine del girone di andata mancano 3 turni, posta in palio 9 punti. Il minimo sindacale per i viola è a quota 5 per girare a 20 e così mantenere la barra al centro della media salvezza. Quaranta punti sono il traguardo della permanenza in serie A, senza essere un dogma. Potrebbero servirne in più come in meno, lo capiremo in corso d’opera. 

Cagliari (domani al Franchi) e Crotone (ancora a Firenze), con l’intermezzo del Maradona contro Gattuso. Da queste tappe dovranno arrivare i punti per sostenere la Fiorentina nella rincorsa della sua meta che a qualcuno ancora sfugge. Gli inguaribili ottimisti, seguaci convinti di Tonino Guerra e del suo mantra, “l’ottimismo è il sale della vita”. Ha ragione Prandelli, se la Fiorentina è in queste condizioni è anche a causa del carico di aspettative della scorsa estate, quando alcuni (pochi o tanti?) immaginavano una rincorsa all’Europa piuttosto che alla salvezza. Oggi è tutto molto chiaro: la Fiorentina deve lottare per mettere insieme altri 25 punti in 22 partite. Operazione possibile, ma tutt’altro che scontata se non si comprende fino in fondo la gravità del momento. Col Cagliari, altra formazione che non se la passa bene, vorremmo vedere una Fiorentina “sporca”, decisa, avvelenata. Undici giocatori con gli occhi della tigre. Lo schema non ci interessa, sono affari di Prandelli. Non sono le formule ad assicurare le vittorie, ma la voglia di metterle in pratica. E poi ormai dovrebbe essere naturale per tutti: dentro una gara ci sono più partite. Una, due, tre, magari pure altre. E’ anche il calcio dei 5 cambi, uno stravolgimento. Una briscola ulteriore da giocare per chi è lucido in panchina, un limite per chi si fa travolgere dall’abbondanza delle soluzioni. Si può partire con un assetto e finire con un altro. A Roma Prandelli ha concluso col 4-2-3-1 per sostenere la presenza offensiva di Callejon, impiegato nei precedenti 13 minuti da esterno di centrocampo, abito sprecato per l’ex Napoli. Callejon serve a questa Fiorentina, ancora di più nella domenica in cui saranno assenti Ribery e Castrovilli. 

Passiamo al mercato. Cutrone è tornato alla base inglese, si era capito da un po’ che la sua esperienza a Firenze fosse conclusa. Un’occasione persa. Per tutti. Logica imporrebbe l’acquisto immediato di un attaccante per sostituire Patrick. Invece sembra che la Fiorentina per adesso non intervenga, in attesa di trovare l’occasione giusta in giro. La verità è che Piatek e Milik sono molto lontani, così come la fiaba del Papu Gomez: la Fiorentina non si è proprio mossa sull’argentino. Dalla Russia, sponda Zenit, spunta l’idea Azmoun, attaccante iraniano, con le caratteristiche giuste per stare al fianco di Vlahovic. Stabilito, infatti, che chiunque arriverà davanti dovrà essere alleato e non avversario del giovane serbo. La vicenda Azmoun nasce dall’interesse dello Zenit per Kouame. Sulla punta viola ci sarebbe forte anche l’interesse del Toro, disposto a spendere 15 milioni (i viola lo avevano pagato 11 un anno fa). I granata sarebbero interessati anche a Duncan, altro acquisto del gennaio 2020 scomparso dalla formazione titolare ormai da molto. 

Ci sono cose misteriose in riva all’Arno: come è possibile che ci siano club disposti a investire molto su calciatori che a Firenze non trovano spazio? Delle due l’una: o sono impazziti gli altri oppure nella Fiorentina questi calciatori non sono stati valutati ancora nel giusto modo. Facciamo fatica a trovare una terza spiegazione. Se fosse vera la seconda ipotesi significherebbe che le scelte della dirigenza non sono state sbagliate in origine, ma allora la società di Commisso dovrebbe attivarsi per individuare e annientare il morbo annidatosi nella Fiorentina. Prandelli, Pradè e Barone dovranno stare attenti nelle valutazioni sul mercato, prima di dare il via libera alle cessioni. Al di là del fatto che una vecchia regola del calcio ricorda come non sia importante chi parte, ma chi arriva. Un esempio? Sottil ora avrebbe fatto comodo anche se a Cagliari ha trovato la continuità che gli serviva e quando tornerà a Firenze sarà un altro giocatore. 

A centrocampo il vecchio sogno resta Torreira, vecchia conoscenza di Pradè. La sensazione è che sull’uruguagio la Fiorentina giocherà le proprie carte per la sessione estiva, ma non si escludono sorprese per l’immediato. Intanto sbarcherà a Firenze il giovane Youssef Maleh, proveniente dal Venezia. Porterà in dote referenze interessanti. L’età poi è dalla sua parte. Sul fronte uscite di recente si è parlato di Pol Lirola, uno degli scontenti citati da Prandelli in conferenza, che è a un passo dall’addio. L’accordo il prestito con diritto di riscatto in direzione Marsiglia è vicino e potrebbero essere decisive le prossime ore. La Fiorentina necessità di trasfusioni importanti di qualità e fisicità. Gennaio è già iniziato da un po’…