ORA TOCCA A VOI: LE COLPE DELLA SQUADRA, L’ENNESIMO CAMBIO IN PANCHINA E QUEL DOVERE DI SALVARE LA FIORENTINA. IL DISCORSO DI ROCCO A CHIESA, DA RIPETERE GIÀ PRIMA DEL GENOA. ASTORI E UNA VERITÀ ATTESA 3 ANNI

31.03.2021 11:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
ORA TOCCA A VOI: LE COLPE DELLA SQUADRA, L’ENNESIMO CAMBIO IN PANCHINA E QUEL DOVERE DI SALVARE LA FIORENTINA. IL DISCORSO DI ROCCO A CHIESA, DA RIPETERE GIÀ PRIMA DEL GENOA. ASTORI E UNA VERITÀ ATTESA 3 ANNI

E ora tutta a voi. A voi calciatori, a voi che in due anni avete visto passare allenatori come fossero treni alla stazione, a voi che avete deluso, che non vedete l’ora di andarvene e andare a guadagnare di più. Magari in un club da Champions, nei campionati più ricchi, alla caccia di una gloria perduta anche e soprattutto per colpa vostra. 

La vicenda Prandelli, l’ennesimo cambio in panchina, il ritorno di Beppe l’operaio, cancella ogni scusa, ogni pretesto, ogni flebile giustificazione che possa distogliere l’attenzione verso chi va in campo: adesso sta alla squadra battere un colpo. Salvare la Fiorentina è un dovere, poi ognuno per la sua strada. Chi non vuole starci, chi pensa che Firenze sia una tappa di passaggio o addirittura un fastidio, se ne vada pure. Non sarà rimpianto. Abbiamo visto andare Baggio, piangere Batistuta e Rui Costa, figuriamoci se si potrà rimpiangere protagonisti di questi anni avvilenti, diventati tristi nonostante l’arrivo di un signore dal portafoglio pieno e l’entusiasmo contagiante. Commisso con Chiesa, dopo averlo difeso dagli assalti bianconeri, fece proprio così: dai tutto, portaci fuori dai guai, poi sarai libero di andare, gli disse. Una promessa che potrebbe tornare utile anche in queste settimane di sofferenza. Per queste ultime dieci tappe di calvario, servono gli attributi. E solo chi va in campo può tirarli fuori per davvero. Iachini in questo senso è l’uomo giusto: da calciatore “picchiava per noi”, era un uomo squadra, correva per Baggio e sudava per la gente. 

“Prendetelo, manca poco mi seguisse anche in bagno”, disse Roby ai suoi dirigenti dopo un Fiorentina-Verona nel quale Beppe gli morse le caviglie 90 minuti. Mordere le caviglie, lotta, sacrificio e massima attenzione per non ripetere certi errori da matita rossa costati gol a raffica nelle ultime partite. Alla Fiorentina si chiede questo. Per salvarsi può bastare, anche perché il talento, almeno rispetto a chi condivide il timore di retrocedere, non fa difetto ai viola. Per ripartire, Beppe userà le armi che conosce meglio: motivazioni, compattezza difensiva, spirito di sacrificio. Il 5-3-2 è il marchio di fabbrica, i ballottaggi che ancora restano da risolvere (Amrabat o Pulgar, Castro o Eysseric, Malcuit o Venuti) non cambiano di una virgola il succo del discorso. A Genova sarà una partita fondamentale, una delle più importanti di quelle che restano da giocare, nella quale perdere sarà assolutamente vietato. Il calendario viola è tosto, l’Atalanta già la prossima settimana è roba tosta e subito dopo ci saranno due trasferte (Sassuolo e Verona) e la Juve al Franchi. Anche le altre però non ridono, il Toro ha la Juve, il Cagliari tra dieci giorni sarà a San Siro con l’Inter. E poi ci sono quei sette punti di vantaggio, che restano una dote invidiabile, almeno agli occhi di chi insegue. Guai però sottovalutare il pericolo e sbagliare un altro scontro diretto: il Grifone con Ballardini ha tirato fuori il meglio di sé, giocherà con due punte vere come Scamacca e Destro e soprattutto con quella ferocia che lo ha risollevato in classifica: per strappargli punti, la Fiorentina dovrà mettere in campo le stesse armi. A Vlahovic (uno dei pochi a salvarsi anche dal punto di vista della volontà), Ribery, Castrovilli e Bonaventura, il compito di far paura là davanti, per far sì che Marassi si trasformi nel crocevia che tutti aspettiamo, quello che porta alla costruzione della nuova Fiorentina e a un taglio netto col passato. 

Ps: Da oggi è online la raccolta fondi per dar vita al murale dedicato a Davide Astori (https://www.gofundme.com/f/muraleastori). Un’iniziativa bellissima proprio nella settimana in cui è attesa la sentenza del processo. A tre anni dalla sua morte, finalmente sapremo. Venerdì è il giorno dell’udienza. L’ultima, prima che la verità finalmente venga fuori. L'aspetta la famiglia, l'aspetta Francesca e l'aspettiamo tutti noi.