NUOVO FRANCHI, DALLE PAROLE ALLA REALTÁ

07.09.2022 11:00 di Donato Mongatti   vedi letture
NUOVO FRANCHI, DALLE PAROLE ALLA REALTÁ

La scorsa settimana non sono passate inosservate le parole di Matteo Renzi sulla questione stadio, pronunciate a Lady Radio all'interno del GR del Mattino.

L'ex Sindaco ed ora leader di Italia Viva ha spiegato che “l’idea di fare il nuovo stadio a Firenze con i soldi del PNRR non convince, è un errore, l’ho detto tante volte a Nardella ma il Sindaco è lui”. “Io – ha precisato – avrei fatto un accordo con la Fiorentina perché il nuovo stadio lo facesse lo stesso club viola. Continuo a pensare che nel 2022 ci voglia uno stadio di proprietà. A me lo stadio nuovo con i soldi del PNRR convince meno, se poi lo fanno io vado a tifare dappertutto e faccio il tifo perché la cosa si realizzi”. “Speriamo – ha sottolineato – che il progetto del Franchi con il PNRR parta. Ho l’impressione che manchino un po’ di soldi”.

Ad oggi i 150 milioni previsti dal bando di concorso per ristrutturare lo stadio sono già stati interamente assegnati (95 PNRR più 55 PNC-PNRR) e l'ultimo Governo Draghi ha varato misure per fronteggiare l'aumento dei prezzi dei materiali da costruzione (un fondo che prevede risorse dal 2022 fino al 2026). Malgrado quanto sopra, bisogna riconoscere che la situazione economica nazionale ed internazionale prefiguri grande incertezza per il futuro, basti pensare che molte aziende fornitrici dei materiali da costruzione, vista la continua altalena dei prezzi, propongono ai loro clienti preventivi validi pochi giorni.

Inoltre va ricordato che, anche in periodi decisamente più stabili rispetto all'attuale, l'aumento dei costi nella realizzazione delle grandi opere, rispetto a quanto preventivato, è una costante. Ne sa qualcosa anche il Presidente della Fiorentina Commisso, che in pochi mesi ha visto balzare le spese di edificazione del nuovo centro sportivo a Bagno a Ripoli dai 70 milioni previsti ad oltre 100.

All'aumento dei materiali si sommano i ritardi nelle forniture, che conseguentemente fanno dilatare i tempi di realizzazione (anche in questo caso il proprietario del Club viola ne subisce gli effetti – la previsione di ultimare tutti gli interventi entro il 2022 per il nuovo centro di allenamento non sarà rispettata, come ha affermato nella conferenza stampa di ieri lo stesso Commisso).

Quindi a cosa si riferiva il leader di Italia Viva nelle dichiarazioni della scorsa settimana? Un escamotage da campagna elettorale per far parlare di sé, oppure il senatore sa qualcosa di non ancora noto? Con l'opera finanziata, la procedura avviata (siamo in attesa del progetto definitivo da parte di ARUP – lo studio che si è aggiudicato il concorso – e la successiva Conferenza dei servizi che dovrebbe pronunciarsi entro la prossima primavera), ricordare che lui avrebbe preferito un nuovo impianto realizzato dalla Fiorentina (ipotesi, tra l'altro, da noi sempre preferita) sa tanto di dichiarazione per “allungare il brodo”.

Le disposizioni, per poter usufruire dei fondi stanziati, impongono di ultimare l'iter burocratico autorizzativo entro il 2023 ed i lavori devono essere ultimati entro il 2026. La riqualificazione di Campo di Marte (con i 15.000 metri quadrati di nuove funzioni commerciali, direzionali e ricettive), vedrà una gara per individuare chi finanzierà gli interventi, una volta che la nuova urbanizzazione sarà inserita nel Piano Operativo del Comune, mentre si attende che Ferrovie ci mostri il progetto del parcheggio da 2.500-3.000 posti auto lungo via Campo D'Arrigo che, stando alle dichiarazioni, da mesi e mesi vede i tecnici a lavoro.

Per il 2026 dovrebbe essere ultimata anche la Tramvia che passerà vicino al Franchi: a giudicare dalla “solerzia” con la quale si sta lavorando alla cosiddetta VACS (variante al Centro Storico) è probabile che nel 2026 si sia ben lontani dalla messa in esercizio della nuova linea di Campo di Marte.

Questa è la situazione.