NON SARÀ MAI UNA PARTITA NORMALE. DOPO UNA SETTIMANA COSÌ ANCORA DI PIÙ. SUPER LEGA: INCAPACITÀ E APPROSSIMAZIONE. COMMISSO: INTERVENTO GIUSTO

24.04.2021 11:05 di Mario Tenerani   Vedi letture
NON SARÀ MAI UNA PARTITA NORMALE. DOPO UNA SETTIMANA COSÌ ANCORA DI PIÙ. SUPER LEGA: INCAPACITÀ E APPROSSIMAZIONE. COMMISSO: INTERVENTO GIUSTO
FirenzeViola.it
© foto di Giacomo Falsini

Mai come in questa settimana nella quale è stato portato l’attacco al cuore del calcio, respinto per fortuna con ingenti perdite dell’armata Brancaleone, il sapore di certe sfide è diventato più intenso. La veemente, ma non violenta reazione alla malsana idea della Super Lega, ha ricordato quanto il calcio viva e si alimenti di valori, rivalità, senso di appartenenza, tradizioni, passioni brucianti. Radici che nessuno ha il diritto di estirpare. 

Fiorentina-Juventus sembra arrivare proprio al punto giusto nel ricordarci che non sarà mai una partita uguale alle altre. E guai se lo fosse. Chi lo pensasse dovrebbe chiedere asilo nella casa della sciagurata dozzina, incapace e superficiale. La sconfitta senza appelli di Florentino Perez e Andrea Agnelli, in testa, seguiti dai discepoli del cenacolo perdente. Sul piano politico una disfatta modello Waterloo, una devastazione. Quando in politica si compie un’azione senza aver analizzato la possibile reazione, significa essere totalmente impreparati, ancorché cialtroni. La tempesta prodotta dai tifosi, scesi in piazza schifati dall’operazione, e dai leader politici europei, è stata la risposta più bella al pensiero dell’anti-calcio e alla sua goffa rappresentazione. Non finirà qui questa storia. Ci saranno strascichi, cadranno teste, le tossine resteranno a lungo in circolo. Ma potrebbe essere anche una formidabile occasione per tirare una linea, rimettendo al centro del villaggio la correttezza dei bilanci. La stella polare dei conti a posto, prima di tutto. Non è più possibile aver a che fare con indebitamenti di 500, 800, 1000 milioni e oltre. Lo sprofondo rosso delle società. Soprattutto, guarda caso, quelle votate allo scissionismo. In un settore diverso dal calcio, con perdite così ingenti, si portano i libri in tribunale. In passato è accaduto anche nel pallone, Fiorentina docet. Il club viola aveva un passivo robusto, ma più leggero dei club attuali. Eppure ci sono esempi virtuosi come il Bayern: i bavaresi nel 2020 hanno raccolto 6 titoli e i bilanci sono quasi sempre in attivo. In Italia c’è l’Atalanta che può insegnare come si fa.  

Rocco Commisso è intervenuto giovedì, dopo qualche giorno di riflessione, ma il suo discorso è stato giusto nel metodo e nel merito. Il numero uno di Mediacom ha spiegato quanto sia sbagliato il modello americano del calcio, sprovvisto di merito sportivo e confinato in un recinto senza promozioni e retrocessioni. Mentre ha suggerito di importare dagli Stati Uniti il salary cap. Un tetto alle spese degli emolumenti per l’Italia sarebbe una conquista epocale, quasi una scelta eversiva… Commisso ha portato avanti una protesta e una proposta. Serviva un intervento così perché la Fiorentina non poteva rimanere silente di fronte ad uno scempio così grande e i tifosi viola avevano bisogno di parole nette. Ci sono momenti in cui schierarsi non è un’opportunità, ma un dovere. La gente voleva sapere da che parte stesse la società viola. 

Una settimana così finirà con Fiorentina-Juventus. Le motivazioni tra i viola sono lievitate: non è una partita come tutte le altre, occorrono punti salvezza e l’avversario è il manifesto dalla Super Lega. Tre motivi così evidenti che potrebbero trasformarsi in tre punti se la Fiorentina centrasse la gara perfetta e la Juventus, nettamente più forte, scivolasse in un pomeriggio anonimo. Qualcosa di simile è successo a Torino il 22 dicembre scorso, in una delle notti più brutte nella storia della Stadium. Uno 0-3 travolgente che segnò il picco più alto della gestione Prandelli. Iachini proverà ad emulare Cesare, pur consapevole delle grandi difficoltà nascoste nelle pieghe di questa sfida. Il successo di Verona ha dato un respiro diverso dalla Fiorentina, ma come minimo per salvarsi dovranno arrivare altri 5-6 punti in 6 giornate. Una bella lotta là dietro, può accadere ancora di tutto. 

Che peccato un Franchi desolatamente deserto. Pensate cosa sarebbe stato lo stadio di Campo di Marte dopo questi giorni tellurici. Un catino di entusiasmo, tifo incandescente, raffiche di amore per oltre 90 minuti. E invece c’è il Covid. Maledetto lui. Ma conoscendo i tifosi viola siamo certi che anche stavolta, a modo loro, sapranno esserci. Il sentimento non ha barriere. Perché questa non sarà mai una partita come tutte le altre.