NON RESTA CHE VINCERE… HANCKO E NORGAARD, CHANCE VERA. DIAWARA TRA REALTA’ E SOGNO: UNO SFORZO ORA PER L’EUROPA DOMANI

26.01.2019 00:01 di Mario Tenerani  articolo letto 10556 volte
NON RESTA CHE VINCERE… HANCKO E NORGAARD, CHANCE VERA. DIAWARA TRA REALTA’ E SOGNO: UNO SFORZO ORA PER L’EUROPA DOMANI

Le tabelle non sono il massimo, ma ci riportano alla concretezza dei fatti. Rimangono 18 gare alla fine per 54 punti in palio e la Fiorentina deve farne almeno 33 per tagliare la meta dei 60 finali. Considerato che malauguratamente perderà qualche partita, la Fiorentina dovrà portare a casa almeno una decina di vittorie. Lo ha confermato anche Pioli oggi in sala stampa, non si è nascosto. Inutile fare poesia, il calcio è anche aritmetica: non conta tanto guardare quanto sia la distanza dalla zona continentale, quanto invece i punti che vanno messi in cantiere per arrivare in fondo. Da lì devi passare, altro che storie. Diciamo 10 vittorie e 3 pareggi. Il resto sarebbero 5 sconfitte che a questo punto ci potrebbero stare comode. 

La lunga rincorsa che è cominciata con una falsa partenza con la Samp, adesso propone la stazione di Verona, lato Chievo. Ci sono 19 punti di spread a favore dei viola, i veneti sono ultimi, insomma il pronostico è troppo sbilanciato su Firenze. Un dettaglio non trascurabile perché partite così si formano trappole incredibili: la Fiorentina deve temere questa partita come se davanti avesse la Juve. Sembrano banalità, ma il calcio regala spesso dei testa-coda amarissimi. Per i viola un solo risultato a disposizione da conquistare con ogni mezzo disponibile. Non resta che vincere…

Settima impegnativa per i viola: due trasferte in campionato, Verona e Udine, nel mezzo i quarti di Coppa con la Roma. Un modesto turnover sarebbe quasi obbligato, ma ci sono già le squalifiche a indirizzare Pioli verso scelte logiche. Domani al Bentegodi mancheranno Edimilson e Biraghi per squalifica, al loro posto verosimilmente dovrebbero subentrare Norgaard e Hancko. Per lo slovacco sarebbe l’esordio da titolare dopo 2 presenze da subentrante per 46 minuti giocati. Il ragazzo scalpita perché sa di essere forte e desidera dimostrarlo. Per il danese, invece, sarebbe la terza da titolare, mentre un’altra volta è subentrato per un totale di 201 minuti. Per Norgaard e Hancko Verona diventerà una grossa chance, da non fallire. 

Corvino ha spiegato che il mercato in entrata è praticamente chiuso, mentre qualcosa in uscita succederà. Pioli ha confermato tutto in sala stampa, ma per esperienza sappiamo che Corvino quando afferma queste cose spesso bluffa. Rientra nel gioco delle parti, il mercato poi è fatto di occasioni e se queste passano vanne prese al volo. La sensazione è che Corvino sia a pressione su Diawara, ma convincere il Napoli è un’impresa. Diawara è sospeso tra realtà e sogno e non sbagliamo, forse, nel dire che prevale più il secondo della prima. Ma provarci è giusto anche se le difficoltà sono enormi. La valutazione altissima del centrocampista è il vero ostacolo alla trattativa. Sarebbe una gran soluzione per il centrocampo viola, un settore che nel prossimo giugno subirà notevoli cambiamenti a giudicare dai movimenti attuali di Corvino già fatti (vedi Traorè) e da fare. 

Uno sforzo economico adesso però equivale all’Europa domani, questo è il passaggio decisivo. L’unico sistema per non coltivare rimpianti è intervenire ora con innesti tipo Muriel. E’ ancora possibile rinforzare questa Fiorentina.