NON È LA SVOLTA, MA UNA SCOSSA SÌ. SCOZIA IDEALE TRAMPOLINO DI LANCIO. JOVIC-KOUAME, C'È FEELING. QUARTA LANCIA BUONI SEGNALI. LAZIO PER I VIOLA OTTIMA RIPROVA

08.10.2022 11:42 di Mario Tenerani   vedi letture
NON È LA SVOLTA, MA UNA SCOSSA SÌ. SCOZIA IDEALE TRAMPOLINO DI LANCIO. JOVIC-KOUAME, C'È FEELING. QUARTA LANCIA BUONI SEGNALI. LAZIO PER I VIOLA OTTIMA RIPROVA

Mettiamoci d'accordo su un punto: se le sconfitte sono lezioni per migliorare, le vittorie non vanno mai sottovalute. Perche' anche battere un avversario inferiore sulla carta e poi in campo, non e' mai banale. Basta sbagliare l'approccio ad una gara e il disastro e' servito. La narrazione del calcio e' piena di trionfi annunciati e mai consumati.

La Fiorentina in Scozia ha vinto perché era piu forte degli Hearts e in partita lo ha confermato. Ma in premessa non c'era nulla di scontato.
Alla sfida non era arrivata in condizioni ottimali; oltre a fare i conti con gli infortuni, diventati una triste costante di questa stagione, la Fiorentina era poco in fiducia, a causa di periodo brutto in termini di risultati e di gioco, segnatamente nella fase offensiva (i viola almeno in serie A sono la quarta difesa).

La Fiorentina viaggiava dentro una nuvola di scetticismo, cosi opprimente da presentare difficile pure la gara con i modesti scozzesi, che soltanto un anno fa sarebbe stata derubricata a passeggiata di salute. Inoltre i viola hanno cominciato la partita con un altro macigno sulle spalle: sapevano di avere un solo verdetto utile, i 3 punti. Altrimenti il passaggio del turno nel girone Conference si sarebbe complicato molto, con annesse polemiche.

Le criticità, dunque non mancavano, ma la Fiorentina ha avuto il merito di spazzarle via. Non solo vincendo. I viola hanno lanciato qualche segnale interessante, il sospetto che la Fiorentina si sia riaccesa e' concreto. Probabilmente anche a Bergamo non era tutto da buttare e l'Atalanta e' squadra fortissima (seppur non sia chiaro a tutti), ma le sconfitte portano amarezza e condizionano troppo il giudizio finale.

Nessuna esaltazione dopo la piovosa notte di Edimburgo, è presto per parlare di svolta, diciamo che c'e' stata una scossa, il motore è vivo.
La prestazione di giovedì sera potrebbe diventare un ideale trampolino di lancio per le prossime partite. Una botta di autostima efficace. La sensazione, poi, è che la Fiorentina si sia sbloccata in Europa: Twente a parte, dove l'adrenalina ha coperto alcune magagne, l'approccio col Riga è stato negativo. A Istanbul la Fiorentina non ha capito la gara, ancora preda di una condizione mentale errata. Al Tynecastle Park finalmente i viola, si sono calati appieno nella realtà che ci auguriamo possa portarli piu' lontano possibile in Conference.

Tra le indicazioni positive troviamo le prestazioni di Kouame e Jovic. Anzi, di Kouame&Jovic, una sorta di ditta produttrice di assist e gol. Perche' l'intesa e' stata robusta, tale da lasciarci immaginare un bel feeling tra i due. Hanno dialogato anche se le posizioni erano diverse, non hanno giocato infatti come una coppia di attaccanti in orizzontale, a distanza ravvicinata. Kouame in fascia, frizzante e sterzante verso il centro del campo, Jovic nel cuore dell'attacco bravissimo a ricevere palla adosso tra le linee e pronto allo scambio, alla triangolazione che, se effettuata in velocità, puo' diventare letale per la difesa avversaria. Si sono annusati, cercati e in questa corresponsione di amorosi sensi, a beneficiarne di piu' forse e' stato proprio Jovic. Kouame nel suo simpatico disordine può' scorrazzare in velocità, il serbo invece nel breve ha necessità di trovare sponde continue. Le palle lunghe non sono il suo pane, nel primo tempo si e' arrabbiato con Quarta per un lancio partito dalla difesa, per lui difficilissimo da gestire. Italiano ci sta pensando da un po' di tempo a sistemare Jovic con un'altra punta. Il modulo paradossalmente puo' trasformarsi in un elemento secondario, fondamentali invece sono i movimenti tra una posizione e l'altra. Per adesso Cabral sembra indietro rispetto a loro. Fa piu' fatica a sviluppare quel tipo di concetto. Il ritorno di Gonzalez potrebbe inserirsi in questo contesto perché l'argentino parla la stessa lingua calcistica di Jovic.

Si sono rivisti anche Milenkovic e Dodo', non due a caso. Sono mancati tantissimo alla Fiorentina, ma guai a dirlo perché rischieremmo di passare per produttori di alibi. Poi si arrabbierebbe anche Italiano che non vuole passare da "piangina", definizione piu' in voga sui Navigli che vicino a Ponte Vecchio. Contestualmente è cresciuto Quarta, notizia rassicurante. L'ex River avrebbe tutto per far bene, ma dovrebbe ricordarlo a se stesso. L'unico suo difetto e' l'inclinazione a rilassarsi su certe palle velenose, come se improvvisamente Quarta staccasse la spina. Se riuscirà a tenere alta la concentrazione per i 90 piu' recupero, Quarta potra' diventare un difensore di grande affidabilità. In Scozia ci e' piaciuto parecchio, lo aspettiamo ora a riprove piu' toste.

Applausi anche al ventenne Bianco, per nulla emozionato al debutto continentale. Lunedi sera i viola avranno un test di verifica con la Lazio molto probante. Al Franchi arriverà un collettivo tra i migliori in circolazione, guidato da un grande allenatore e con numeri interessanti, a partire dalla difesa, solo 5 gol subiti. Per non parlare dì Milinkovic Savic, prototipo del centrocampista moderno, secondo in Europa (primi cinque campionati) solo a De Bruyne nelle azioni decisive in cui ha inciso tra assist e gol. Negli ultimi 10 incontri in serie A, la Lazio ha perso una volta solo con la Fiorentina: l'8 maggio 2021 al Franchi (doppietta di Vlahovic...).

Immobile, bomber scatenato, e i suoi compagni vogliono tornare in Champions, ma non ci meraviglieremmo se poi li ritrovassimo a lottare per lo scudetto, in un campionato cosi' anomalo e con un potenziale tecnico-fisico eccellente. Sarà una bella riprova per la Fiorentina di Italiano. Se i viola dovessero vincere, allora saremmo autorizzati a parlare di svolta. La Fiorentina deve crederci.