NON C’È MERCATO, NON C’È POLEMICA CHE TENGA: UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO. IL MONITO DELLA SOCIETÀ, I BRIVIDI DEL DERBY E I MOSCHETTIERI VIOLA. LA TOSCANA ESCE DALLA ZONA ROSSA, ORA TOCCA ALLA FIORENTINA

06.12.2020 11:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
NON C’È MERCATO, NON C’È POLEMICA CHE TENGA: UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO. IL MONITO DELLA SOCIETÀ, I BRIVIDI DEL DERBY E I MOSCHETTIERI VIOLA. LA TOSCANA ESCE DALLA ZONA ROSSA, ORA TOCCA ALLA FIORENTINA

Stavolta serve la vera Fiorentina. Col Toro a lungo in vantaggio nel derby, i viola hanno rischiato di sprofondare addirittura terzultimi. La rimonta della Juve ha lasciato tutto inalterato, ma di certo è servita a prendere ulteriore consapevolezza di quanto si stia scherzando col fuoco: domani contro il Genoa sarà vietato sbagliare. Non c’è mercato, non c’è polemica sullo stadio che tenga, conta solo la reazione della squadra. E la vittoria, naturalmente. La società lo sa bene e infatti Barone e Pradè sono stati perentori: “Se siamo laggiù in fondo, la colpa è nostra. E sta a noi rialzarsi”. Commisso ha dovuto mordersi la lingua per non rispondere a chi ostacola il rinnovamento del Franchi, e ha fatto bene. Lo stadio rischia l’incuria e oggi come oggi avrebbe settori inagibili. Basterebbe questo per capire quanto la polemica sia anacronistica, ma non è questo il tempo dei botta e risposta. Siamo in zona rossa e dobbiamo tornare almeno ad essere arancioni. 

Faccia al vento, i giocatori avranno la loro occasione per riscattarsi, per iniziare un nuovo percorso che porti la Fiorentina almeno in acque meno agitate. Prandelli ci sarà, e questa è un’ottima notizia. Cesare ha preso in mano la squadra durante la sosta e senza tanti Nazionali, poi ha dovuto gestire tre partite in pochi giorni e questa dunque sarebbe dovuta essere la prima vera settimana per lavorare su testa e tattica. I tamponi c’hanno messo lo zampino (già giovedì scorso comunque il secondo test aveva smentito la positività dell’allenatore), ma la squadra sembra comunque aver recepito il messaggio: Ribery ha caricato i suoi via social e in generale, dal poco che filtra dal centro sportivo, il gruppo ha una voglia matta di ricominciare a segnare e vincere. Lo spirito da moschettieri viola insomma sembra quello giusto per tirar fuori gli artigli, ora la parola passa al campo, perché finora, anche quando l’approccio era stato giusto, la squadra si è spenta sempre alla prima difficoltà. Sul piano tattico, Prandelli darà continuità a quanto visto finora. Callejon dunque sarà ancora titolare (per portarlo in forma, l’unica via possibile è farlo giocare), con Ribery accanto a Vlahovic e Castrovilli più spostato a sinistra. L’unico dubbio è su chi affiancherà Amrabat in mezzo, ma sono dettagli. Ora ci vuole la rabbia di Firenze, l’impeto dell’orgoglio ferito e lo spirito battagliero. Cesare non vede l’ora di godersi il primo successo di questo ritorno romantico, sarebbe come una piccozza su un pezzo di ghiaccio, l’unico modo possibile per mettersi alle spalle la crisi e ricominciare a respirare. Il calendario in questo dicembre è durissimo e anche il Genoa non sarà avversario banale. Maran aveva iniziato benissimo, poi il covid ha demolito la squadra. Scamacca comunque è un signor attaccante (e dire che a Pradè è sempre piaciuto, fin dai tempi in cui era un ragazzino di Trigoria…) e soprattutto anche il Grifone giocherà col coltello tra i denti: per parlare di scontro diretto forse è ancora troppo presto, ma chi sbaglia anche questa volta avrà l’acqua alla gola. 

Come sempre, saranno fondamentali anche i cambi. Kouame, finora deludente, scalpita. E lo stesso vale per Cutrone, rimasto ai margini anche per problemi legati a logiche di mercato. Il suo manager ha fatto sapere che l’obbligo di riscatto non c’è più, che la Fiorentina sarà libera di utilizzarlo senza pensare ai soldi da pagare in Inghilterra. Per Patrick c’è comunque aria di addio, il feeling non è nato, le panchine sono state troppe rispetto ai pochi minuti in campo, e questo nonostante la crisi di Vlahovic. Possibile dunque una svolta a gennaio, Piatek è lì che aspetta, anche se prima ci sarà da chiarire il futuro di Pedro, con il Flamengo tutt’altro che sicuro di avere i soldi per pagare il cartellino alla Fiorentina. Si vedrà, le priorità adesso sono ben altre. Anzi, a dirla tutta, penso che l’elettricità di Cutrone possa fare ancora molto comodo. Non sarà un campione, ma l’ex milanista è comunque l’unico attaccante che dà profondità alla squadra e capace di creare una scintilla anche a gara in corso. Magari, chissà, questo lunedì ad alta tensione, potrà cambiare il destino suo e quello della Fiorentina. L’importante, come detto, è fare tre punti. Tutto il resto, il gioco, la serenità d’animo, la programmazione per l’immediato futuro e perfino l’infinita querelle sul Franchi, sarà una conseguenza. Resto convinto che ne usciremo, ora però le chiacchiere stanno a zero. Tocca solo alla Fiorentina.