MURIEL VIOLA, CON LO ZAMPINO DI CUADRADO: GRAN COLPO MA AVRÀ BISOGNO DI TORNARE IN FORMA. OSARE È LA NUOVA SFIDA DI PIOLI, PUÒ NASCERE UNA FIORENTINA PIÙ DIVERTENTE. CORVO SOGNA ALTRI COLPI: SEGNALE CHE L’EUROPA È UN OBIETTIVO REALE

02.01.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
MURIEL VIOLA, CON LO ZAMPINO DI CUADRADO: GRAN COLPO MA AVRÀ BISOGNO DI TORNARE IN FORMA. OSARE È LA NUOVA SFIDA DI PIOLI, PUÒ NASCERE UNA FIORENTINA PIÙ DIVERTENTE. CORVO SOGNA ALTRI COLPI: SEGNALE CHE L’EUROPA È UN OBIETTIVO REALE

C’è lo zampino di un grande ex viola nell’arrivo di Muriel a Firenze. Juan Cuadrado e il neo acquisto di Corvino sono amici per la pelle (le loro famiglie sono unite da quando i due arrivarono a Udine) ed è logico che si siano sentiti prima della firma di Luis con la Fiorentina: Juan ha parlato benissimo di Firenze, della passione dei tifosi, della città e del club. Una dimostrazione tangibile di quanto l’esterno colombiano sia rimasto attaccato al suo passato e allo stesso tempo un grande assist al lavoro di Pantaleo, da sempre grande estimatore di quello che anni fa chiamavano il “nuovo Ronaldo”. Ronaldo, il Fenomeno, è di un’altra categoria, ma Muriel, oggi come oggi, è uno de migliori acquisti che poteva permettersi la Fiorentina. Arriva in prestito oneroso, con un riscatto fissato intorno ai 15-16 milioni (una cifra leggermente più alta rispetto ai 13 paventati in un primo momento) e l’ingaggio pagato parzialmente dal Siviglia: a queste cifre è un affare, che da una parte rinforza l’anemico attacco di Pioli e dall’altra permette di evitare immediati esborsi economici. 

Scatto, dribbling e fantasia sono le armi più interessanti del colombiano, che però dovrà mettersi sotto a lavorare sodo per cancellare mesi di panchina e tribuna. Non è un mistero infatti che il tallone d’Achille del nuovo attaccante viola sia una certa facilità a prendere peso, a scadere di forma. In Spagna ha giocato col contagocce (solo Montella gli aveva dato fiducia), tanto che i tifosi andalusi hanno quasi festeggiato il suo addio: avranno ragione loro, oppure Luis si rimetterà a lucido e tornerà a entusiasmare come ai tempi di Udine, di Lecce e di Genova? Di sicuro Corvino è stato bravissimo a bruciare tutti sul tempo - il Milan è rimasto a bocca a asciutta e già questo non è poco - e a consegnare a Pioli un giocatore ancora prima della riapertura del mercato. Il ritiro di Malta dunque sarà doppiamente importante, per rimettere in peso-forma Muriel e farlo ambientare nella nuova squadra. L’idea è - quando la condizione sarà ottimale - farlo giocare al fianco di Simeone, in un modulo che potrà variare tra il 3-5-2 e il rombo di centrocampo visto contro il Genoa. Se le cose in coppia col Cholito non andranno, si potrà comunque tornare al vecchio 4-3-3: Muriel può giocare anche da unica punta, l’importante sarà imparare a servirlo con la palla sui piedi. Perché con uno come lui, più che i cross, serviranno i fraseggi palla a terra. Nascesse spontaneo il feeling con Chiesa sarebbe una gran cosa, Muriel infatti è un giocatore tecnico ma poco fisico e per rendere ha bisogno di spazio e di compagni che diano del tu al pallone. Gioco e qualità insomma, un contesto dove anche Pjaca potrebbe finalmente trovarsi a suo agio. Ora dunque Pioli ha davanti una nuova sfida: innalzare il livello tecnico della squadra, osare, rendere la Fiorentina più divertente e offensiva, anche a costo di pagare qualcosa dietro. Intanto però la parola d’ordine è pazienza: chi lo conosce giura che Muriel ha voglia di rifarsi e arriva a Firenze con grandi motivazioni e il fatto che abbia voluto mantenere la parola data alla Fiorentina, nonostante la corte di Gattuso, ne è la dimostrazione. Personalmente sono molto fiducioso, Firenze è una piazza che ama chi fa divertire e Muriel, sudamericano nell’anima e nei piedi, è un centravanti con le caratteristiche giuste. Se saprà convincere, potrà rimanere viola a lungo: a 27 anni, anche per lui è arrivato il momento della maturità. 

Il mercato però è solo all’inizio e Corvino lavora a un altro colpo a centrocampo. Il massimo sarebbe Diawara, il regista africano che il ds portò a Bologna da sconosciuto e che oggi è chiuso nel Napoli di Ancelotti. Prenderlo sarebbe straordinario, con lui Veretout tornerebbe stabilmente mezzala e soprattutto il centrocampo viola aumenterebbe di parecchio il suo tasso tecnico. Sognare non costa nulla, ma va detto che strapparlo a De Laurentiis sarà un’impresa. Non sarebbe male neppure accontentarsi di Rog, sempre del Napoli, un altro che ha la qualità per rinforzare la Fiorentina. Potrebbe insomma diventare un mercato a tinte viola, un bel segnale per far capire quanto la Fiorentina voglia realmente tornare in Europa. Ovvio però che ci sarà da sfoltire: Thereau, Eysseric, ma anche Sottil e Dragowski (andrà preso anche un portiere di riserva) sono destinati a partire. Perché va bene rinforzarsi, ma l’autofinanziamento resta inderogabile. Intanto però l’anno inizia in quinta marcia: di Muriel, uno come Di Natale diceva che potenzialmente è meglio di Alexis Sanchez. E Totò è uno che se ne intende…