MURIEL E TRAORE', LA FIORENTINA E' LA REGINA DEL MERCATO. L'ACQUISTO DELL'EMPOLESE SA DI BUONO, PER RIENTRARE DELLE SPESE CI SARA' TEMPO. CEDERE NON DEVE ESSERE UN TABU', MONCHI E IL NAPOLI INSEGNANO. MA SU CHIESA DELLA VALLE TIENE DURO

16.01.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi  articolo letto 10026 volte
MURIEL E TRAORE', LA FIORENTINA E' LA REGINA DEL MERCATO. L'ACQUISTO DELL'EMPOLESE SA DI BUONO, PER RIENTRARE DELLE SPESE CI SARA' TEMPO. CEDERE NON DEVE ESSERE UN TABU', MONCHI E IL NAPOLI INSEGNANO. MA SU CHIESA DELLA VALLE TIENE DURO

Prima Muriel, ora Traoré. Siamo solo a metà gennaio, ma la Fiorentina finora è stata indiscutibilmente la regina del mercato. Il ragazzo venuto dall’Africa è un acquisto che sa di buono, è uno di quei classici colpi dei primi anni di Della Valle, dei tempi in cui arrivavano Pazzini, Bojinov o Ljajic, è l’indizio che fa sperare che qualcosa stia cambiando sul serio. In questo inizio di 2019 Corvino aveva offerto 10 milioni per Obiang e trattato perfino Michy Batshuayi, centravanti che il Chelsea pagò qualcosa come 39 milioni di euro: tanta roba, soprattutto se confrontata con le mestizie delle ultime campagne acquisti. Da quando è tornato viola, il Corvo aveva lavorato sempre come un ministro senza portafoglio, cercando occasioni qua e là, ma senza mai poter offrire soldi freschi neppure per profili giovani e interessanti come Traoré. Ora finalmente non è più così: giusto quindi salutare l’acquisto di questo giovane e promettente centrocampista con soddisfazione, con la speranza che il suo arrivo sia davvero la dimostrazione della volontà dei Della Valle di non accontentarsi del solito, grigio campionato di metà classifica.

Per rientrare dei soldi spesi ci sarà tempo, i bilanci viola chiudono il 31 dicembre. A giugno, c’è da crederlo, arriveranno offerte importanti per i vari Veretout, Milenkovic, Chiesa. Resistere a tutti sarà impossibile, ma in fondo il calcio moderno porta a questo: vendere non deve essere un tabù, la differenza la fa chi ricompra bene, chi ha le idee chiare e riesce (come nel caso Traoré) ad anticipare la concorrenza. Monchi al Siviglia ha costruito le vittorie così, ma anche il Napoli, in Italia, ha ceduto fior di campioni sempre restano super competitivo. Sul golden boy fatto in casa comunque la Fiorentina vuol tener duro: Diego lo ha sempre considerato incedibile (chiedere a De Laurentiis per conferma) e proprio per questo, il discorso relativo al prolungamento di contratto non va considerato chiuso. Anzi. Certo, per tornare alla Fiorentina di Prandelli o Montella la strada resta ancora lunga e tortuosa, ma da qualche parte si doveva pur cominciare. E prendere Muriel e Traoré, significa già qualcosa.

L’empolese è la classica mezzala a tutto campo, corre per tre e nonostante i suoi 19 anni ha già un’ottima intelligenza tattica. A Empoli ha stupito tutti e non a caso ha bruciato le tappe, fino a diventare un insostituibile con un allenatore come Iachini, pragmatico per definizione, che sceglie solo chi dà il massimo delle garanzie. Da un punto di vista tecnico, tattico e soprattutto caratteriale. Per il modo di giocare mi ricorda Kessie, anche se il milanista ha ha più potenza e ovviamente più esperienza: di sicuro da ora in avanti seguiremo l’Empoli con ancor più curiosità, di sicuro Hamed, figlio d’arte e italiano d’adozione, ha la stoffa per imporsi.

Tornando al calcio giocato, la bella vittoria di Torino dimostra come la squadra abbia voglia di cominciare l’anno con l’acceleratore schiacciato. Chiesa è stato formidabile, Simeone ha tirato fuori le unghie e la difesa ancora una volta è rimasta imbattuta: con la Roma ci sarà da divertirsi, perché giocare al Franchi sarà un valore aggiunto.

Domenica però intanto arriva la Samp. Una squadra in forma e appena rinforzata dall’arrivo di Gabbiadini. Giampaolo esattamente un anno fa dette una lezione ai viola (finì 3-1 a Marassi) e per prendersi la rivincita la Fiorentina dovrà giocare una grande partita. Aggressiva e coraggiosa, provando a sfruttare la velocità di Muriel e Chiesa, ma allo stesso tempo senza lasciar giocare gli abili palleggiatori doriani. E’ uno scontro diretto, vincerlo vorrebbe dire agguantare proprio la Samp in classifica e regalarsi una buona dose di adrenalina per un girone di ritorno da giocare tutto all’attacco. Di loro ovviamente temo l’eterno Quagliarella, ma anche Ricky Saponara. Uno che da queste parti (ahinoi) ha fallito, ma che in questa Fiorentina, ne sono convinto, avrebbe saputo imporre la sua classe.

In casa viola a proposito restano le perplessità su Pjaca e su Gerson, entrato in campo a Torino come se ci facesse un favore. Ma anche qui il mercato potrebbe dare una mano: Corvino infatti ha in mente di comprare ancora, magari un centrocampista dai piedi buoni e pronto subito. L’autofinanziamento resta, ma finalmente la Fiorentina sembra aver cambiato passo.