MONTELLA NON SI TOCCA, LA DIFESA DEL TECNICO. A PARMA SBAGLIATE LE SOSTITUZIONI, MA VISTE COSE BUONE. LE SCELTE PER DOMANI, SERVE UNA PUNTA. COMMISSO FURIBONDO PER LO STADIO, FRA UN MESE VUOLE CERTEZZE O VA A CAMPI

24.09.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
MONTELLA NON SI TOCCA, LA DIFESA DEL TECNICO. A PARMA SBAGLIATE LE SOSTITUZIONI, MA VISTE COSE BUONE. LE SCELTE PER DOMANI, SERVE UNA PUNTA. COMMISSO FURIBONDO PER LO STADIO, FRA UN MESE VUOLE CERTEZZE O VA A CAMPI

Lo dico per evitare equivoci: prima della gara un pari con l’Atalanta l’avrei firmato. Dopo sono molto deluso, per come sono andate le cose trattasi di una vittoria buttata via ingenuamente. E così, ancora una volta, si discute Montella.

Ecco la domanda delle domande che gira sulla bocca di molta gente: quanto si può continuare ancora a reggere un allenatore che non vince da venti partite di campionato, nove in Spagna con il Siviglia e undici con la Fiorentina?

Detta così, brutalmente, verrebbe voglia di dire basta, avete ragione, esoneriamolo prima possibile.

Ma secondo me, che montelliano convinto non sono mai stato, sarebbe una soluzione semplicistica e dannosa. E’ un errore sommare il fallimento del Montella spagnolo e di quello dellavalliano con il Montella di oggi. Con Rocco Commisso è cominciata un’altra storia e la storia è troppo breve per essere giudicata drasticamente. Non possono bastare quattro partite per bocciare un allenatore, tre delle quali (fra l’altro) giocate contro le prime della classifica dello scorso anno. E’ evidente che Montella sia un allenatore preoccupato e forse anche condizionato da queste sue negatività, ma il lavoro che ha fatto da luglio ad oggi con un gruppo quasi interamente nuovo e completato da poche settimane, non è sicuramente da buttare. E’ questo che dobbiamo valutare, la domanda da fare e farsi è: nonostante i pochi punti fatti, questa squadra sta crescendo o no?

La risposta onesta deve essere soltanto una: sì. Contro la Juve ho visto tante cose di calcio, ma anche a Parma per settanta minuti la partita l’ha fatta la Fiorentina, con personalità, con soluzioni tattiche, con evidente lavoro. Faccio un esempio. Il gol di Chiesa (per me è di Chiesa) su palla inattiva, con il ragazzo fuori dall’area ad aspettare la spizzata del difensore, è una roba studiata e provata in allenamento. Chiesa non era lì per caso. Ma ci sono molte altre cose. Se vogliamo prendere il famoso bicchiere, lo vedo mezzo pieno. Il vuoto è arrivato dopo il settantesimo e qui voglio essere drastico: le prime due sostituzioni sono sbagliate, sicuramente frettolose. Montella con l’ansia della vittoria ha perso lucidità, gli è venuto il braccino. L’Atalanta aveva già messo da una decina di minuti e passa sia Ilicic che Gomez e la Fiorentina non si era scomposta. Quella squadra tosta, in vantaggio per due a zero, non andava toccata, era troppo importante portare a casa la vittoria, invertire una rotta che si fa angosciante. Ribery era stanco? Pazienza. Al settantesimo non si toglie, era in fiducia, aveva appena segnato un gol fantastico, in quelle situazioni la fatica non si sente. Era a rischio per la Samp? Chissenefrega. Contro la Samp poteva partire dall’inizio Sottil, qualora ce ne fosse stato bisogno. Almeno altri dieci minuti Ribery avrebbe dovuto giocare e ce l’avrebbe fatta tranquillamente, non aveva la faccia di chi vuol essere sostituito. E poi l’Atalanta aveva paura di lui, lo marcavano e lo raddoppiavano. Non pago, sette minuti dopo Montella ha tolto anche Chiesa: secondo errore. Ha chiesto il cambio? L’allenatore gli doveva dire resisti, stringi i denti, gioca altri dieci minuti, anche correndo meno, anche se non stai benissimo. Soprattutto perché era già uscito Ribery. Ma sicuramente Montella ha pensato alla Samp, al mercoledì, al turn over e questo è stato l’errore più grande. E invece bisogna ragionare soltanto partita per partita.

Tolti Ribery e Chiesa, dal 77’ la Fiorentina ha giocato in nove. Usciti i due giocatori più forti, con Boateng lontanissimo da una condizione minima e Vlahovic non adatto a quella situazione tattica (perché allora non dentro Sottil, più vivo e veloce? Più simile a Chiesa?), l’Atalanta ha alzato la difesa, schiacciato minuto dopo minuto i viola nella metà campo prima, in area poi. Ripeto, ammesso e non concesso che Ribery e Chiesa non stessero bene, l’allenatore doveva tenerli in campo il più possibile, anche a mezzo servizio, quasi fino alla fine. Ribery stanco vale molto di più di Boateng fresco. Chiesa acciaccato e il doppio di Vlahovic. Ma anche psicologicamente, quella magia non andava toccata. Alla fine è andata anche bene, tre gol l’Atalanta li aveva fatti… Grazie Var…

E’ evidente, gli errori Montella li ha fatti e altri ne rifarà, però in questo momento mi piace analizzare la prestazione e la prestazione c’è stata.

Sono convinto che il tema allenatore non sia nell’agenda di Rocco, di Joe e di Pradè. Almeno per ora.

Certo, se la Fiorentina non si consolida, se la crescita non continua, se non arrivano i risultati neppure contro le squadre alla portata della Viola, allora il discorso dovrà essere ripreso, ma almeno fino a tutto ottobre e forse altro, Montella sa di poter lavorare con l’appoggio della società.

Gli americani sono così: guardano la meritocrazia, i risultati, il lavoro. E Montella sa anche questo. Ma i bonus non saranno infiniti. Se, ad esempio, e lo dico toccando ferro e solo perché nel calcio ne ho viste di tutte, domani la Samp dovesse vincere e umiliare la Viola, tutto potrebbe saltare in aria. Il pallone ha dei rituali ben precisi.

Mi risulta che un "ma lei verrebbe con noi", sia già stato detto a Spalletti. Ma è un discorso futuribile, guadagna 5 milioni, ha altri due anni di contratto con l’Inter, lo osservano grandi squadre). Gattuso viene ritenuto più o meno del valore di Montella, ma è una strada più facile. Per ora non usciamo da qui, anzi non usciamo proprio confidando in un ulteriore step di crescita proprio domani sera contro la Samp e domenica con il Milan.

Per domani sera mi aspetto qualche cambio di formazione. Sempre ricercando l’equilibrio, se Montella insiste con il 3-5-2 di base, potrebbe chiedere a Chiesa di fare il tornante (ma non sta benissimo fisicamente) mettendo Vlahovic al fianco di Ribery. Ma c’è anche Ghezzal che l’esterno lo fa. C’è pure un’altra soluzione. La difesa a quattro con Caceres esterno destro o sinistro al posto di chi sta peggio fra Dalbert e Lirola, i tre in mezzo e davanti Chiesa-Vlahovic-Ribery. Ma potrebbe anche essere Chiesa falso nove e Sottil esterno. Un po’ di turn over ci sta.

Il pareggio non ha certamente entusiasmato Rocco, ma quello che lo turba di più oggi è la situazione stadio. Come vi avevamo anticipato, continuano ad arrivare conferme su una forte inquietudine di Commisso e dei suoi manager ai quali era stata descritta una situazione più percorribile. Il Franchi non si tocca come vorrebbero. Sull’area Mercafir c’è da spostare la Mercafir, appunto. Il sindaco si affanna da tempo a dire che ha fatto tutto e non abbiamo ragione per dubitare del grande lavoro e del grande interesse, ma gli stessi dubbi di Commisso li ritrovo nelle parole dei Della Valle: faremo il progetto quando saremo sicuri di avere il terreno disponibile. E quel terreno non è disponibile neppure oggi. Oggi il sindaco parla di cinque anni di tempo, ma lo diceva anche due anni fa. Allora dovevano essere sette…Cosa è cambiato? Mi dicono poco o nulla, ma potrei sbagliare. Una cosa è certa: fra un mese, quando torna a Firenze, Commiso vuole sapere cosa potrà fare e cosa non potrà fare. Campi aspetta e anche qui capisco la fiorentinità, ma fatico a comprendere come un chilometro dentro o fuori il confine possa cambiare le cose. Nardella non è anche il leader della città metropolitana? Non vuole fare le Olimpiadi con Bologna?

Le motivazioni sono pratiche o di primogenitura? Intendiamoci alla svelta perché Rocco come è venuto e s’è innamorato fa anche presto a disamorarsi. A me la raccontano così, speriamo non sia vero, la praticità trionfi sulla burocrazia e sui burocrati e lo stadio si faccia. Sarebbe un delitto perdere anche la spinta di Rocco…