MONTELLA COME PIOLI, FALLIMENTO TOTALE. PARTITA E CLASSIFICA VERGOGNOSE. MA DIEGO È FURIBONDO PER LE CONTESTAZIONI E PREPARA L’ATTACCO. MURO CONTRO MURO. CORVINO IN BILICO. IN ARRIVO UN GIOVANE DS. FAGGIANO HA DETTO NO

30.04.2019 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
MONTELLA COME PIOLI, FALLIMENTO TOTALE. PARTITA E CLASSIFICA VERGOGNOSE. MA DIEGO È FURIBONDO PER LE CONTESTAZIONI E PREPARA L’ATTACCO. MURO CONTRO MURO. CORVINO IN BILICO. IN ARRIVO UN GIOVANE DS. FAGGIANO HA DETTO NO

Se al peggio non c’è mai fine, la Fiorentina è un buon esempio. Passare una partita intera in balia del Sassuolo, abbiamo dovuto vedere e sopportare anche questo in una stagione che fallimentare è dire poco. Ora si sta perdendo anche la dignità e il rispetto per la maglia. Da Pioli a Montella non è cambiato niente, se possibile la situazione è peggiorata. Perché? Semplice. Il problema, come abbiamo sempre detto, è questa squadra modesta, costruita male, piena di limiti tecnici e caratteriali. Ora sono tutti responsabili, non si salva più nessuno e non ci sono più scuse. Firenze è stanca di questi anni che hanno ridotto la Fiorentina peggio di una provinciale, con un punto in più della Spal, dietro a Cagliari e Sassuolo, appunto. Che non si senta il bisogno di dimissioni è intollerabile. E il silenzio che avvolge il mondo della Fiorentina davanti a sconfitte e contestazioni è imbarazzante. Di fronte all’evidente crac calcistico, non una parola, non un gesto verso la città e i tifosi, niente di niente. Un inquietante silenzio è calato su tutto e tutti dalla sera di Bergamo quando la sperata, illusoria resurrezione, è diventata la tomba di un progetto. Spariti. Tutti spariti. Dal più grande (Diego) al più piccolo, siamo davanti al classico fuggi fuggi da tutte le responsabilità. Vai avanti te che mi scappa da ridere, diceva quello…E’ un po’ la stessa storia. Nessuno sa che dire o che fare di fronte a una tifoseria e una città in evidente ebollizione. Colmo della sfiga ha perso anche la femminile, ultima ancoretta di salvataggio…

Che succederà adesso? Cosa hanno intenzione di fare i Della Valle? Vendono? Rilanciano?

Domande che si rincorrono e si intrecciano, tutte in attesa di risposte. E le risposte le può dare uno e uno soltanto: Diego Della Valle. Quando? Saperlo.

Diego riflette, ma non da oggi e ve lo abbiamo già raccontato. Da quando ha deciso di riprendere Montella, dietro le quinte si sta occupando in prima persona delle vicende legate al futuro della Fiorentina come non faceva da molto tempo. Sente Montella quasi tutti i giorni, si informa, analizza. Ha già detto che non vuol vendere Chiesa e ve lo abbiamo riferito in anteprima. Però le bocce non sono ferme, come si dice. Diego è molto infastidito dalle contestazioni che adesso, guarda caso, sono mirate proprio alla sua persona. Più la contestazione sale, più lui avverte fastidio. Si dice che avrebbe voglia di un gesto eclatante, uno alla Diego Della Valle doc, tanto per capirci. Un’uscita pubblica per replicare e contestare chi contesta. Ma deve essere evidente anche a lui, al di là delle contestazioni, alcune inaccettabile nei modi e nei termini,  che la Fiorentina è ridotta a un cumulo di macerie, c’è da ripartire quasi da una tabula rasa. E individuare le responsabilità di un fallimento così evidente dovrebbe essere la prima cosa da fare in una azienda normale. Pioli ha già pagato anche se le colpe non erano tutte sue. L’altro grande responsabile del fallimento, anzi, il vero responsabile è uno e uno solo: Pantaleo Corvino. Prima di ripartire è necessario risolvere questo nodo. Resta? Sarà rimosso?

Fosse per Andrea Della Valle non lo avrebbe neppure ripreso tre anni fa. Altri manager si rendono conto della situazione, ma Diego tergiversa. Mi dicono che non abbia voglia di cambiare, Corvino potrebbe davvero restare fino alla fine del contratto che scadrà fra un anno. Meno potere, più voce in capitolo sul mercato a Montella nuovo uomo di fiducia di Diego, ma Corvino al suo posto, almeno fino a ieri. E’ questa la linea? Possibile, anche perché il progetto sostanzialmente non dovrebbe cambiare. Si venderanno alcuni giocatori (Veretout, Milenkovic, anche Simeone), si reinvestirà su altri più pronti rispetto al passato, ma con grande ricorso ai giovani già in rosa e anche a quelli della Primavera. Il tutto con la convinzione che Montella sia più bravo di Pioli quindi in grado di far crescere i ragazzi, di dare un gioco attraverso il quale la Fiorentina possa fare quei dieci-dodici punti che oggi mancano per arrivare alla quota-Europa.

Al massimo si arriverà ad affiancare Corvino con un giovane direttore sportivo, destinato a prendere il posto di Freitas in uscita già dallo scorso mese di gennaio come già detto e scritto tante volte. Faggiano, il direttore sportivo del Parma, indicato a suo tempo anche da Corvino, ha fatto sapere di essere onorato, ma preferisce continuare a lavorare in autonomia. La Fiorentina si sta guardando attorno, presto farà la sua scelta. Potrebbe essere questa e soltanto questa, la novità societaria. Ma non tutti sono d’accordo, come detto c’è chi spinge contro Corvino e ad oggi, lasciamo aperte anche altre soluzioni. Perché Diego non molla Corvino? Si è sicuramente accorto di un lavoro fatto male, ma in questa situazione difficile, senza la voglia di impegnarsi in prima persona, Corvino resta un uomo dalle spalle larghe, in grado di gravarsi delle responsabilità e liberare i proprietari da tante incombenze e lavoro. Un parafulmine. E’ questa l’idea di Diego, poi fra un anno si vedrà.

Riuscirà in questo modo a superare le contestazioni?

Se prima a protestare c’era solo la Fiesole, ora è evidente che il malumore stia salendo. Presto i tifosi torneranno a riunirsi, se i Della Valle non parleranno, non spiegheranno le loro idee e i loro progetti futuri, se non arriveranno giocatori importanti, l’idea che circola è il boicottaggio degli abbonamenti unito ad altre manifestazioni mediaticamente eclatanti. Vedremo.

Ma, unito al fallimento calcistico, più si analizza il bilancio e più ci si rende conto come la Fiorentina si stia prosciugando. Il fatturato è calato, il main sponsor ha preferito pagare la penale e andare via, lo stesso ha fatto Infront che garantiva un minimo che adesso mancherà. E’ crollato l’appeal della  Fiorentina verso gli sponsor, non c’è un marchio nel petto e non solo e questo inciderà anche sullo sviluppo del comparto sportivo. Non si vive di sole cessioni di giocatori, se non tornerà a crescere il fatturato il futuro sarà stabilmente dietro Torino, Sampdoria e Atalanta. Purtroppo a questo ha portato il nuovo corso iniziato nel 2016 e affidato alle persone sbagliate. Oggi ripartire sarà molto duro se la proprietà non invertirà la rotta. E parlare dello stadio rischia di diventare un’altra utopia. Ammesso e non concesso, se si farà, prima che lo stadio porti soldi bisognerà aspettare almeno il 2025 o giù di li…Calcisticamente parlando sono anni luce…