MILENKOVIC CI SIAMO: RESISTE ANCHE ALLE OFFERTE DI ARSENAL E SIVIGLIA. FIRMA CON ROCCO? LO CELSO, SI FA DURA: MA LA FIORENTINA C’È. ARRIVA ANCHE UN DIFENSORE. NICO RECUPERA. TORREIRA HA PROVATO FINO ALL’ULTIMO A RESTARE

09.08.2022 11:09 di Enzo Bucchioni Twitter:    vedi letture
MILENKOVIC CI SIAMO: RESISTE ANCHE ALLE OFFERTE DI ARSENAL E SIVIGLIA. FIRMA CON ROCCO? LO CELSO, SI FA DURA: MA LA FIORENTINA C’È. ARRIVA ANCHE UN DIFENSORE. NICO RECUPERA. TORREIRA HA PROVATO FINO ALL’ULTIMO A RESTARE

Nikola Milenkovic non cambia idea, vuole restare alla Fiorentina e anche le ultime proposte arrivate in queste ore dall’Arsenal e dal Siviglia non hanno fatto breccia in una decisione praticamente già presa.

Resterà in viola, sarà il leader della difesa e il futuro capitano di questa squadra che vuole portare sempre più in alto, magari in Champions. È ovvio, e non vorrei dirlo più, che nel mercato i contratti valgono soltanto quando sono depositati, ma non mi aspetto dietrofront da Milenkovic e tradimenti da Ramadani, quindi in società sono pronti alla firma e l’allenatore Italiano è sicuro di aver convinto il suo centrale con il martellamento ai fianchi durato settimane e del quale abbiamo parlato spesso.

E allora perché non si chiude?

Per le ragioni di sempre. I contratti sono ormai dei trattati, dopo l’accordo economico attorno ai tre milioni con prolungamento per altri tre anni dal 2023 quindi fino al 2026, vanno definite tutte le altre clausole, da una clausola rescissoria (se ne sta parlando) ai bonus.

Non è escluso che l’annuncio del rinnovo possa avvenire con il presidente Commisso già a Firenze, magari proprio con la presenza in diretta di Rocco. Vedremo.

Certo è che la riflessione di Milenkovic è stata lunga e profonda, con intelligenza ha valutato tutti i pro che offre il rinnovo con la Fiorentina, dall’ingaggio rivalutato alla possibilità di giocare da titolare e in questo momento non è poco. A novembre e dicembre si giocheranno i mondiali in Qatar e Nikola vuole arrivarci al massimo delle condizioni, dopo aver giocato, e non dopo un cambio di società e di squadra che potrebbe condizionarlo in termini di presenze, ambientamento e prestazioni. Fra l’altro un giocatore con il suo fisico ha assoluto bisogno di giocare. Per Milenkovic questo è il secondo mondiale dopo quello di Russia e vuole essere un protagonista nonostante l’età, 25 anni, ancora giovane. Tutte componenti decisive per restare, oltre all’affetto per Firenze e la Fiorentina e all’idea che sia dentro un progetto di crescita. Di sicuro si è chiesto: dove si sta meglio che a Firenze? La risposta è sempre la stessa: da nessuna parte. Chiedere per conferma, e qui faccio una digressione, a Torreira che fino all’ultimo, prima di dire ok al Galatasaray, è rimasto in città non solo per il trasloco e secondo indiscrezioni avrebbe fatto di tutto per restare cercando di riallacciare un rapporto con la Fiorentina e trovare un accordo. Tutto inutile. Troppo tardi, se la prenda con sé stesso e con il suo procuratore.

L’ho detto, era una digressione. Torniamo a noi.

Per completare la rosa, messo da parte il discorso Milenkovic, manca soprattutto quel centrocampista dai piedi buoni e dalle idee fresche che in questo momento non c’è, aspettando Castrovilli che purtroppo ne avrà ancora per molto.

La lista non è cambiata e neppure le gerarchie. Lo Celso resta in pole position, ma le complicazioni sembrano aumentate. Il giocatore mandato in tribuna da Conte nella prima di Premier, è ovvio che voglia andar via e il corteggiamento della Fiorentina è gradito. Il Villarreal però non molla, l’allenatore Emery sta pressando l’argentino che in Spagna ha fatto sei mesi alla grande. Il rinnovo del prestito è difficile, il Tottenham vuole vendere, ma l’ostacolo Villarreal per la Fiorentina non è da poco. Dagli incontri di questi giorni non è arrivata una fumata positiva, è in programma un nuovo vertice per valutare tutte le soluzioni. Italiano ha chiesto un profilo internazionale per fare subito un altro step di crescita e Lo Celso ha una quarantina di presenze nelle coppe oltre la Nazionale argentina.

Se non dovesse arrivare si punterà su un giocatore simile, anche grazie all’entusiasmo di Rocco che vuole regalarsi un’altra emozione. E’ anche chiaro, tatticamente, che senza Torreira e con un centrocampo più fisico e meno qualitativo con Amrabat e Mandragora, rapidità e imprevedibilità vadano ricercate nel terzo centrocampista.

In alternativa c’è sempre Bajrami che piace all’allenatore per qualità tecniche e capacità tattica, ma trattasi di un altro profilo, giovane da crescere e da inserire. Fra l’altro l’Empoli non vorrebbe neppure cederlo e se lo farà, la valutazione non sarà di sicuro inferiore ai dodici milioni. Oltre a Zurkowski all’Empoli piace anche Maleh, ma difficile farli rientrare entrambi in un giro del genere.

Il mercato, poi, non dovrebbe chiudersi qui perché resta pure il tema centrale difensivo. Nastasic, ma anche Quarta, si portano dietro dubbi e problematiche, non ultima la voglia di giocare sempre in ottica mondiale in Qatar. La Fiorentina si guarda attorno, uno di questi due potrebbe andar via con un turn-over fra le riserve. E se dovesse arrivare un’offerta interessante per Quarta (per ora non c’è) il giocatore non è più incedibile. I nomi e i modi per sostituirlo ci sarebbero a cominciare dal giovane serbo Zaknic, consigliato anche da Jovic.

A proposito di Jovic, il gol dell’altra sera con il Betis ha una grande importanza psicologica. L’attaccante va aspettato con serenità e già diverse volte ho scritto quanto poco abbia giocato negli ultimi anni e debba ritrovare il ritmo e l’intensità, ma psicologicamente segnare gol è sempre un carburante importante.

Lette e sentite quintalate di cazzate, ma ormai è un classico. Non si segna più, non si vince più, un te regge più. I soliti avvelenatori di pozzi mascherati da tifosi della Fiorentina con microfono in mano messo non si sa da chi. Da quando in qua si danno giudizi netti sulle amichevoli?

Vi dico di più: sarei preoccupato se oggi la Fiorentina fosse già al massimo.

Ovvio che i problemi ci siano, ma contro il Betis s’è vista una crescita fisica e la personalità di una squadra che si cerca e legge il suo copione tattico. Che vuole fare il suo gioco che è fondato sugli inserimenti, sui movimenti senza palla, sulla velocità con la quale corre il pallone e corrono i pensieri dei giocatori. Non si punta sulle individualità e far funzionare il gioco quando la condizione fisica è ancora precaria è più difficile. Ho visto anche cose da correggere, come la difficoltà nel chiudere sui cross dal fondo e quel guizzo negli ultimi metri che crea imprevedibilità che manca.

Ma Italiano sta lavorando a diverse opzioni con un centrocampista capace di affiancare o avvicinare la prima punta per creare un 4-2-4 in fase di possesso, anche Ikonè che si accentra lasciando spazio alla rapidità di Dodò. Ma ci sono in ponte anche lavori nell’atteggiamento tattico. Italiano si aspetta una crescita della squadra in modo che sappia alternare il possesso palla alla verticalizzazione profonda, a seconda dei momenti della partita e soprattutto a seconda dell’atteggiamento dell’avversario. La squadra deve saper leggere i momenti e questa è un’altra sfida per la crescita e per diventare più imprevedibili.

Domenica contro la Cremonese mi aspetto un miglioramento ulteriore con otto giorni in più di lavoro sulla velocità, ma l’appuntamento vero di questo inizio stagione è la sfida con il Twente (presumibile) del 18 agosto. Per fortuna Nico Gonzalez ha recuperato, la sua era soltanto una botta all’anca smaltita con riposo attivo.

La formazione al debutto non dovrebbe discostarsi molto da quella vista in Spagna con Terracciano, Dodò, Milenkovic, Igor e Biraghi in difesa. Bonaventura, Amrabat e Maleh (o Mandragora) a centrocampo; Nico, Jovic e Sottil in attacco, ma c’è tutta una settimana davanti…