MERCATO, VERTICE CORVINO-PIOLI: TORNA LA RUMBA DI GIOCATORI NON DA FIORENTINA O TROPPO GIOVANI. PER L’EUROPA SERVONO CERTEZZE. PIOLI DEVE URLARE CON DELLA VALLE, NON SOLO CON I GIOCATORI. MA IL PRIMO A SBAGLIARE ORA È L’ALLENATORE

13.11.2018 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:   articolo letto 11685 volte
© foto di Federico De Luca
MERCATO, VERTICE CORVINO-PIOLI: TORNA LA RUMBA DI GIOCATORI NON DA FIORENTINA O TROPPO GIOVANI. PER L’EUROPA SERVONO CERTEZZE. PIOLI DEVE URLARE CON DELLA VALLE, NON SOLO CON I GIOCATORI. MA IL PRIMO A SBAGLIARE ORA È L’ALLENATORE

Chiudete gli occhi e provate a pensare cosa sarebbe questa Fiorentina senza Chiesa. Più o meno il Bologna, il Parma, il Cagliari, il Genoa o giù di lì. Ma sapete quanto è costata questa squadra? Settantacinque milioni l’anno scorso più venticinque per i riscatti di fine stagione 2017-2018 che fanno cento milioni, una ventina nell’ultimo mercato fra Lafont, Norgaard, Hancko e compagnia che fanno la bellezza di 120 milioni.

E una squadra costata 120 milioni non è in grado di portare a casa una vittoria neppure contro il Frosinone?

Purtroppo questa è la realtà, questi soldi sono stati spesi male, si salvano 3-4 giocatori, il resto cresce fra modestia, prestiti, poco personalità, scommesse e pianticelle. Non si costruisce così una squadra che sulla carta dovrebbe puntare a ritornare in Europa, ma purtroppo questa è la realtà che stiamo descrivendo a malincuore dal triste gennaio del 2016. Sousa, con tutti i suoi difetti e la sua presunzione, aveva capito tutto con largo anticipo.

I Della Valle non investono più e l’interesse diventa sempre più flebile, il direttore dell’area tecnica sbaglia un mercato dietro l’altro e spende male i soldi che arrivano dalle cessioni, l’allenatore è troppo aziendalista e si adegua, i giocatori sono troppo giovani quindi dal rendimento altalenante o distratti da situazioni personali non chiare. Tanto per ricordarlo, Pjaca, Gerson, Mirallas e Edimilson sono in prestito. Si fanno così le squadre? Non credo, ma di tutti questi problemi, compresa la mancanza di un regista, di un vice Simeone, di un portiere esperto, di un terzino destro, sto scrivendo da mesi, scommetto che vi sono venuto a noia.

Speravo di sbagliare, speravo che qualche giocatore mi stupisse, che Pjaca tornasse quello dell’Europeo 2016, purtroppo la realtà che qualcuno cercava di drogare, è questa: nono posto in classifica al pari del Torino che paga 4-5 errori arbitrali clamorosi (anche sabato negato un rigore a Belotti e non solo) e della neopromossa Parma. Troppo poco. La partenza-lanciata della Fiorentina, ma anche di questo ho già detto, era dovuta alla preparazione anticipata per l’Europa League, ora la squadra è spiaggiata.

Comunque, e qui arriviamo all’attualità, anche dopo aver descritto la realtà, anche in queste discutibili condizioni, non è possibile e neppure accettabile farsi raggiungere dal Frosinone a pochi minuti dalla fine. E qui arrivo a Pioli.

Il pareggio è figlio dei suoi errori in fase di preparazione della gara, ma anche e soprattutto nella gestione e nella conservazione del vantaggio.

Ho come la sensazione che Pioli abbia lavorato e lavori su un modulo solo, sul 4-3-3, mi sembra che questa squadra conosca (e neppure troppo bene) solo i meccanismi di questo modulo. Tutto il resto è buio. Un grave limite. E’ una squadra talmente prevedibile (Chiesa a parte) che il giovane e interessante allenatore Longo del Frosinone a fine gara ha detto candidamente: "Sapevamo molto bene come gioca la Fiorentina". Infatti. Questo ha permesso a Longo, nonostante alleni una rosa dalle qualità tecniche non da serie A, di contenere la Fiorentina sull’uno a zero e poi di andare a pareggiare grazie a un paio di cambi azzeccati che hanno trovato Pioli impreparato.

Basta con questo prevedibile e triste 4-3-3, con il fantasma di Pjaca, Gerson che non è un interno, Veretout che non è un regista, Milenkovic che non è un terzino. Se segna soltanto Benassi ci sarà un perché…Ho già scritto anche di possibili alternative a questo modulo, pur nella modestia e nella incompletezza di questa rosa. Dal 4-4-1-1, al 4-3-3 cambiando interpreti (Gerson alto, Veretout interno, Edimilson davanti alla difesa), fino al 3-4-3 le soluzioni ci sono e tante.

Ma anche filosoficamente, lasciando stare i moduli, mi chiedo: ma contro il Frosinone era necessario togliere una punta e mettere un centrocampista per coprirsi? Certo che no.

Longo, infatti, ha cambiato modulo, è passato al 3-5-2 con il doppio centravanti e un centrocampista in più in grado di attaccare (Cassata) con il quale ha trovato la superiorità numerica e preso in mano la gara negli ultimi quindici minuti.

Pioli s’è coperto per conservare il risultato, aveva capito che non era serata ma c’erano altri modi per congelare l’uno a zero. Io mi sarei messo a specchio con Longo togliendo sì l’inutile Pjaca, ma accentrando Milenkovic facendo entrare Laurini (non può giocare neppure col Frosinone?) per passare al 3-5-2. Tre difensori centrali avrebbe chiuso meglio i due centravanti, Laurini a destra e Biraghi a sinistra sulle fasce avrebbe comunque spinto nelle praterie lasciate dal Frosinone. In mezzo al campo Veretout non l’avrei mai mosso dal suo posto davanti alla difesa, era un argine. Edimilson ha impiegato venti minuti per capire dove giocare, il buco su Pinamonti l’ha lasciato lui. E davanti Chiesa e Simeone più vicini, con tanto spazio, di sicuro avrebbero tenuto più basso il Frosinone.

Ma, come detto, al di la dei moduli è proprio la gestione delle partite che non convince più. Sbagliano i giocatori, ma l’allenatore non ha mai un guizzo, un’idea, un’invenzione. Fa giocare sempre i soliti 12-13, degli altri sparite le tracce. Cito uno a caso, Dabo. Non è un fenomeno, è un giocatore tatticamente poco attento, fisicamente buono. Ma io l’ho visto giocare in Francia sulla fascia e non in mezzo al campo dove lo mette (poco) Pioli e la sua forza fisica qualche risultato in Ligue One lo produceva. Ma se Norgaard non è buono, perché non s’è opposto all’acquisto? E ancora, siamo sicuri che Mirallas sul viale del tramonto sia più utile dell’energia di Sottil?

Sento parlare di pareggi regalati, ma non è così. I pareggi con Cagliari, Torino, Roma, Frosinone sono giusti. Non è che la Fiorentina abbia dominato la gara e poi sia stata beffata da una palla inattiva, da un rigore o roba del genere. E no. E’ andata in vantaggio, ma poi ha sofferto, ha faticato a tenere, ha perso il controllo della gara, alla fine in tutti questi casi il pareggio è il risultato più equo. Anzi, in alcune occasioni (Torino e Roma) la vittoria ai punti l’avrebbero meritata gli avversari. E questo è quello che deve preoccupare. I pareggi non sono vittorie mancate, ma risultati che rispecchiano l’andamento delle gare. Ma la Fiorentina non può valere un Cagliari o un Frosinone. Che ci sia qualcosa che non torna è evidente. Cosa?

Ho la sensazione che questa squadra si sia intristita e appesantita, non gioca più divertendosi, con energia e brio. Forse gli hanno chiesto qualcosa di più di quello che può dare e la spinta emotiva del dopo-Astori si è esaurita. Sono finite le energie nervose, restano i limiti e i difetti.

Pioli se l’è presa con i giocatori nel dopo-partita con il Frosinone. Le cronache raccontano di un confronto aspro. E’ vero, alcuni sono molli, poco reattivi, manca la cattiveria, si fanno errori banali, il calo fisico evidente ha le motivazioni che ho già scritto, tipo la preparazione anticipata. Quella vista a Frosinone è una Fiorentina al di sotto del valore che non è eccelso, ma non è neppure questo. Pioli però corre sul filo di una lama. Non può pretendere cose che certi giocatori non possono dare altrimenti gli succede come a Bologna, Lazio e in parte pure Inter, si ritrova lo spogliatoio contro e la storia finisce lì. Non vi potete arrabbiare con me se non scrivo come Gianni Brera, Pioli non può pretendere troppo da alcuni, ognuno ha il suo livello.

Per conto mio, Pioli farebbe bene invece a fare sentire la sua opinione decisa ai Della Valle. Poteva farsi sentire già in estate con tutti i ritardi sul mercato, gli obiettivi inseguiti e poi falliti (De Paul, Pasalic, Meret ed altri), gli acquisti dell’ultima ora (Mirallas, Edimilson, Norgaard e altri), l’ora della disperazione, come nell’estate precedente. Va bene essere aziendalisti ma che la Fiorentina sia imperfetta è evidente e poi il conto la piazza lo presenta all’allenatore e non a Corvino.

Mi raccontano che quelli del "Club della bistecca" stiano cenando con le tovaglie listate a lutto. I trombettieri si stanno nascondendo e danno la colpa ai giovani.

A proposito, volevo fare un altro giochino. Questa storia dei giovani è una mezza verità. La Fiorentina è giovane nei 25 della rosa, ma Pezzella e Hugo hanno 27 anni, Biraghi 26, Veretout 25, Benassi 24 ma gioca titolare in A da cinque, Mirallas 31 e questa è l’ossatura. Se volete pure Pjaca e Simeone (23 anni), bambini non sono più. Ma continuiamo a raccontare favole e novelle per nascondere la filosofia di una società che due anni fa ha dato un ordine preciso ai manager: andate avanti con i soldi della gestione entrate e uscite, noi non tiriamo più fuori un euro.

Aggiungo un piccolo particolare. La stagione dei rinnovi contrattuali non sarà indolore. Veretout ha chiesto 1,5 milioni più bonus, ora ne guadagna 900. Altri stanno battendo cassa. Per non parlare di Chiesa che aspetta una chiamata per rinnovare e alzare l’ingaggio ad almeno tre milioni, sempre due meno di quello che gli offrono altre squadre. Tergiversare potrebbe essere pericoloso.  

Che fare?

Serve programmare subito il mercato di gennaio. Ci sarà un vertice fra Corvino, Freitas e Pioli, forse già oggi. E’ evidente che manchino un attaccante, un regista e (volendo) un terzino destro. E’ ripresa la rumba dei nomi messi in giro dai soliti noti e qui mi fermo. Ancora bambini, ancora sconosciuti, ancora scommesse, ancora sogni irraggiungibili.

I Della Valle devono capire che se vogliono davvero l’Europa (ho i miei dubbi), se l’obiettivo è far crescere questa squadra in difficoltà, a gennaio devono chiedere a Corvino soltanto giocatori pronti, che conoscano il nostro campionato, che abbiano esperienza. Diffidate dai soliti sistemi della Casa, i risultati sono sotto gli occhi, magari arriveranno le plusvalenza con qualcuno, ma il rischio di rimanere fuori dall’Europa per il terzo anno consecutivo è altissimo. Se qualcuno come il Parma (non il Real) prende Gervinho e qualche altro prende Mirallas ci sarà un perché…