MAGGIO SALTA, ORA SI PROVA A GIOCARE IN GIUGNO. MA C’E’ CHI VUOLE CHIUDERE QUI LA STAGIONE. LA FIORENTINA IN LEGA: PRIMA LA SALUTE DEI GIOCATORI. POSITIVO ANCHE TERIM. IL CUORE VIOLA PUNTA A 600 MILA EURO. LA DONAZIONE DI CHIESA

24.03.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
MAGGIO SALTA, ORA SI PROVA A GIOCARE IN GIUGNO. MA C’E’ CHI VUOLE CHIUDERE QUI LA STAGIONE. LA FIORENTINA IN LEGA: PRIMA LA SALUTE DEI GIOCATORI. POSITIVO ANCHE TERIM. IL CUORE VIOLA PUNTA A 600 MILA EURO. LA DONAZIONE DI CHIESA

Non si potrà più riprendere a giocare nel week-end del nove-dieci maggio, la data ipotizzata e caldeggiata dalla Federcalcio appena una decina di giorni fa è saltata e adesso tutta la stagione calcistica rischia fortemente di chiudere per Coronavirus.

I Signori del Pallone si stanno rendendo conto ogni giorno di più che è difficile ipotizzare date e trovare soluzioni. Con il Virus e questo dramma epocale che sta squassando la vita di tutti noi, bisogna fare i conti fino in fondo. Senza scorciatoie. Senza pensare a interessi privati. Senza indulgenze o improvvisazioni.

Il rinvio dell’Europeo all’anno prossimo e la cancellazione delle date per le Nazionali che avverrà fra oggi e domani, hanno liberato il calendario di giugno ma portare a termine i campionati nazionali e le coppe europee resta comunque complicatissimo se non impossibile.

E’ chiaro che tutto è legato all’andamento del contagio del Coronavirus che è ancora in una fase delicatissima. L’ultimo decreto Conte ha blindato sempre di più le attività e la vita di tutti i giorni, restare a casa è ormai una parola d’ordine che ci scambieremo per chissà quanto tempo. Quasi sicuramente il blocco sarà prorogato oltre il tre aprile, c’è chi ipotizza il quindici come nuova data limite. Ma dopo, comunque, non ci sarà il “libera tutti” e la ripresa sarà attentissima, graduale e sempre legata a possibili fenomeni di ritorno. Gli esperti stanno elaborando dati comparandoli anche con quelli cinesi e le proiezioni dicono di un possibile ritorno alla completa normalità non prima di agosto. Previsione pessimistica?

Può darsi, ma il calcio deve comunque ragionare con una situazione drammatica e imprevedibile, in costante evoluzione.

E poi, molti calciatori e familiari di calciatori sono stati contagiati. Altri sono ancora in quarantena. Molte cose le sappiamo, altre meno per la privacy. C’è chi dice che i contagiati sarebbero più di quelli emersi. Non solo in Italia.

L’ultimo della serie è una vecchia conoscenza viola, il simpatico Fatih Terim contagiato dal virus in Turchia dove si è giocato fino a poche ore fa.

Tornando a noi, pensare comunque che tutte le società di serie A possano riprendere gli allenamenti entro la metà di aprile sembra un azzardo. 

Oggi ci sarà un’altra videoconferenza fra le venti società della Lega Calcio per cercare di costruire una road map, ma sarà difficile trovare una linea comune.

La Federcalcio vorrebbe portare comunque a termine i campionati per evitarsi problemi enormi di ogni tipo, economici in primis, ma anche legali. Nella carte federali non esistono regole e norme guida per la cancellazione dei campionati in caso di eventi particolari e imprevedibili, c’è un vulnus, e quando non ci sono regole e si fanno cose in corsa può sempre succedere di tutto.

Ma come si fa a giocare in questa situazione e con i tempi così stretti?

L’UEFA dovrebbe rinunciare alla Champions e all’Europa League, annullarle, per lasciare tutto il calendario ai campionati nazionali. Ma ci sono in ballo un paio di miliardi di euro fra diritti Tv e sponsorizzazioni.

Ammesso e non concesso che si possa comunque giocare in giugno e luglio, ci sarebbero da cambiare e risolvere tutte le regole e le normative burocratiche, contratti e bilanci compresi, che chiudono la stagione agonistica il trenta giugno.

Vado oltre. Anche ammesso che i campionati si possano giocare entro luglio, non c’è poi il rischio di chiudere questa stagione fra mille condizionamenti e irregolarità per poi finire per condizionare anche la prossima che sarebbe costretta a cominciare un mese e mezzo dopo con gli Europei già fissati nel 2021 e comunque 38 giornate di campionato da giocare, coppe, coppette e coppa Italia comprese?

Come si vede, un rebus.

In Lega vanno tutti in ordine sparso con un unico denominatore comune: la consapevolezza che il calcio rischia il tracollo.

Se non si dovesse più giocare mancherebbero un terzo di partite alla fine della stagione, come dire perdite per circa 700 milioni fra diritti tv, sponsor, incassi al botteghino e introiti vari. Si chiederanno interventi normativi dal Governo (tipo il ripristino della pubblicità sulle scommesse), ma diverse società (anche di A) rischierebbero il fallimento.

Però sta comunque crescendo il partito di quelli che vorrebbero fermare tutto qui per ricominciare con i ritiri estivi dopo metà luglio e una stagione (la prossima) per tornare alla normalità. Almeno quella. Il presidente del Brescia Cellino l’ha già detto chiaro e tondo. Altri lo pensano.

Ma anche qui le domande fioccano.

Chi vincerebbe lo scudetto in caso di stop?

Chi andrebbe nelle Coppe?

E chi in serie B?

Qualcuno ora si chiederà: in questa discussione, da che parte sta la Fiorentina?

Rocco ha sempre detto ai suoi manager, in maniera molto chiara e onesta, che il primo obiettivo è salvaguardare la salute dei giocatori. Fino a quando non ci sarà il via libera dei sanitari gli allenamenti non riprenderanno. E in campo si tornerà soltanto quando tutti diranno che le partite non potranno più essere un rischio di contagio per nessuno, neanche a porte chiuse. La Fiorentina ha già pagato per due trasferte a Udine in una settimana quando il calcio avrebbe già dovuto essere fermo da un po’. Ora basta.

Sarà difficile che oggi si possa arrivare a una decisione univoca. Dubito che quelli del "chiudiamo tutti qui" possano avere la maggioranza da subito. Non resta che aspettare per capire l’evoluzione del contagio e nel frattempo preparare un paio di soluzioni alternative che facciano focus per eventualmente ripartire non prima di giugno.

C’è anche un problema sociale e psicologico non da poco al quale il calcio dovrà rispondere: è giusto riprendere così presto a giocare con un Paese nel dramma? Fra lutti e privazioni, con un futuro economico incerto per tanti.

Sarebbe sopportabile dall’opinione pubblica l’impatto con un mondo dorato come il Pallone? O trattasi di mossa impopolare? Da evitare.

Forse davvero è meglio chiudere tutto qui e ripartire quando, speriamo, ripartirà il mondo. E tutti ritroveranno energia e ottimismo.

E forse questa diventa anche l’occasione, auspicata dal presidente della FIFA Infantino, di una riforma profonda di un mondo malato di gigantismo economico e comunque vicino al collasso anche prima del Coronavirus.

Restando in tema, la grande raccolta di fondi “Forza e Cuore” promossa da Rocco Commisso e dalla Fiorentina per Careggi e Santa Maria Nuova, ha un nuovo obiettivo: seicentomila euro.

Si potranno toccare già oggi? Possibile. La corsa ha fare di più comunque sta infiammando il Popolo Viola e per Commisso un altro successo sottolineato anche di media USA. Che bella sarebbe da qui a qualche settimana raggiungere il milione di euro…Non poniamoci limiti.

Intanto è arrivata anche la donazione di Federico Chiesa che ha contribuito con diecimila euro. Bravo. Avanti il prossimo…