MA I SOLDI SONO O NON SONO UN PROBLEMA?

21.01.2022 10:51 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
MA I SOLDI SONO O NON SONO UN PROBLEMA?

È bene avere il denaro e le cose che il denaro può comprare, ma è bene anche, ogni tanto, controllare ed essere sicuri di non aver perso le cose che il denaro non può comprare, così diceva un  grande giornalista come George Horace Lorimer,  editore del Saturday Evening Post.

La pillola di saggezza, par fatta per attagliarsi alla situazione della Fiorentina col suo uomo migliore, Dusan Vlahovic, destinato ad andarsene in cambio di tanti soldi, impoverendo moltissimo il potenziale e quindi le ambizioni del club. Non a caso, proprio in queste ore, un grande uomo di calcio come Ariedo Braida, che ha lavorato molti anni in una società che ha vinto tutto come il  Milan di Berlusconi e nel Barcellona, ha detto chiaro chiaro che: ‘alla Fiorentina conviene portare Vlahovic a scadenza se ha l’ambizione di arrivare in Champion’s…. un giocatore così lo perdi per denaro, se hai bisogno di denaro, se no ti tieni il giocatore….’, ipse dixit.

Intendiamoci subito, che il giovane fuoriclasse serbo abbia agito in ogni modo, pur di respingere le generose offerte viola è un fatto, così come è un fatto che il club lo abbia più volte pubblicamente attaccato e nonostante gli stracci volassero, il ragazzo si è comportato da grande professionista, anzi anche qualcosina di più. Dentro la vicenda Vlahovic, sono finite tutte le umoralità tossiche dei tanti duelli dichiarati da Commisso da quando è proprietario della Fiorentina: quello contro i procuratori, quello contro l’amministrazione comunale fiorentina. Come se, agli occhi del padrone americano, la ribellione del calciatore incarnasse tutti i mali del pallone italiano. E dopo aver variamente interpretato le varie parti in commedia, prima il giocatore faceva il corteggiato riottoso e la società l’innamorata disposta ad ogni sacrificio pur di averlo.

Adesso è la Fiorentina che vuol vendere il suo centravanti e Vlahovic invece vuol restare fino a giugno, qualcuno sostiene fino a giugno ’23, quando andrà in scadenza e si libererà a 0 euro. E’ senz’altro vero che per un club, è preziosa una plusvalenza da oltre 50 milioni di euro, e qui parliamo di 70 o 80. Ma gioverà ricordare quel che disse Commisso, con fare tonitruante: ‘i soldi non sono un problema…’.

Ora, di grazia, è il momento di dimostrare quanto o meno fosse una rodomontata tale affermazione, perché se è vero che i soldi non sono un problema, vien buono il consiglio di Braida: meglio tenersi il miglior attaccante del campionato italiano, tanto poco permaloso che continua ad impegnarsi e far gol, anche quando la sua stessa società lo mette all’indice e lo attacca pubblicamente, meglio tenersi un fuoriclasse che prende solo 800mila euro di stipendio all’anno.

Venderlo adesso, a gennaio, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, come pure ha detto di voler fare la Fiorentina ( parole di Joe Barone), sarebbe folle, un vero delitto sportivo ai danni di una squadra che corre per l’Europa, un’autocastrazione che lascerebbe la squadra coi soli Piatek e Kokorin nei ruoli d’attacco ( roba da ridere se non ci fosse da piangere).

A giugno prossimo, in sede di allestimento della squadra per il campionato successivo, le condizioni sarebbero diverse, anche se andare a sostituire un Vlahovic, sarebbe impresa titanica, se non proibitiva, visto che si dovrebbe incassare 70, per spenderne altrettanti alla ricerca di un attaccante da doppia cifra in Italia, ma a giugno si apriranno di nuovo le danze e le discussioni e potrebbe starci tutto: compreso tenere Vlahovic fino al giugno 2023, quando gli scadrà il contratto e si libererà a zero ( nel frattempo il giocatore potrebbe anche decidersi a rinnovare onde guadagnare uno stipendio congruo).

Adesso, in quest’ultima parte di gennaio e a giugno ‘22 vedremo se i soldi sono o meno un problema per Rocco Commisso e vedremo se egli anteponga il bene sportivo della Fiorentina, al proprio portafogli. Colpisce infine la ferale notizia della querela di Commisso nei confronti de La Gazzetta dello Sport. Si può proprio, ma tristemente, dire: Rocco come Diego, fu infatti l’ex proprietario del club viola a farmi una causa civile con richiesta di risarcimento danni  da mezzo milione di euro ( richiesta respinta in sede di giudizio), per un articolo, pubblicato sul sito in cui lavoravo, era il 2010.

Due storie simili, con una piccola differenza,  perché una cosa è prendersela con uno dei più grossi giornali italiani che non sbatterà fuori l’autore dell’articolo ( peraltro vicedirettore) anche perché gli si rivolterebbe contro tutta e compatta l’intera categoria dei giornalisti. Tutt’altro è gettare sulle spalle di un povero cristo che vive di stipendio una richiesta danni milionaria, con il poveraccio messo per la strada dal suo editore ed ostracizzato dalla sua stessa categoria per timore di inimicarsi i proprietari della Fiorentina.

Ad ogni modo, pur con tutti i distinguo, è sempre sgradevole dover commentare le azioni legali di un uomo ricchissimo e potente contro la stampa. Un uomo che dovrebbe ritrovare il sorriso aperto con cui debuttò a Firenze e, invece di andar per tribunali, godersi la squadra e uno dei più forti centravanti del mondo, tenersi stretti entrambi e puntare ad entrare nella storia riportando la Fiorentina a vincere.