L’UNICA STRADA DA PERCORRERE E LA SFIDA DA VINCERE DI SINISA IL DURO: TI ASPETTIAMO AL FRANCHI. IN USA VIOLA A RISCHIO FIGURACCE (MA ANCHE UNA SBERLA PUO’ ESSERE SALUTARE). BENTORNATO DAINO, IL NUOVO LUPATELLI

14.07.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
L’UNICA STRADA DA PERCORRERE E LA SFIDA DA VINCERE DI SINISA IL DURO: TI ASPETTIAMO AL FRANCHI. IN USA VIOLA A RISCHIO FIGURACCE (MA ANCHE UNA SBERLA PUO’ ESSERE SALUTARE). BENTORNATO DAINO, IL NUOVO LUPATELLI

Innanzi tutto Sinisa, perché è giusto che sia così. A Firenze non è mai stato amato, forse anche per colpa nostra. Della città intendo. L’eredità lasciata da Prandelli però sarebbe stata un macigno per chiunque, in quel momento era normale fare paragoni, inevitabile guardare al passato con nostalgia. Tipo tosto, carattere duro, lingua tagliente e modi bruschi, Mihajlovic non scese a patti con nessuno e finì per andarsene tra i fischi. La sua Fiorentina d’altra parte non aveva mai convinto, anche se riguardando bene i tratti di quella storia viola, non si può negare che senza Jovetic (infortunato al ginocchio già in ritiro) il serbo aveva ben pochi assi nella manica. La squadra era mediocre e lui non seppe tirarle fuori quell’ardore che questo ultimo, splendido Bologna, ha invece saputo fare. 

Ora però la storia è un’altra e va ben oltre il calcio. Sinisa lotta contro il cancro, il Full Metal Mister si troverà a giocare la partita più difficile della sua vita. L’invidiabile forza di volontà che ha sempre dimostrato, gli darà una mano: dovrà passare da giorni tremendi e folate di speranze, dovrà affidarsi ai medici e stringere al petto la sua famiglia. Sono passati molti anni, ma ricordo perfettamente cosa si prova in quei momenti, cosa sia il dolore fisico e quello mentale. Non ci sono altre strade, bisogna passare da lì. Anche se fa male, tanto male. Se però ce l’ho fatta io, figuriamoci se non può farcela lui: forza Sinisa allora, ti aspettiamo al Franchi. 

Ora la Fiorentina. Da ieri sera è partita la tournée americana, purtroppo senza acquisti ma con la consapevolezza che possa diventare determinante per conoscere cosa passi per la testa di Chiesa. Anche Pradé aspetta di mettere la parola fine alla questione, perché dal futuro di Fede passa anche gran parte del mercato viola. La storia è arcinota, Commisso si sta giocando la faccia ma la corte della Juve rende tutto maledettamente complicato. Basta silenzi, comunque. E qui parlo di Federico: dopo aver visto Rocco sarà lui che dovrà uscire allo scoperto. Anche a costo di farci sapere una verità che avremmo preferito non conoscere.

Intanto però si gioca: mercoledì c’è il Chivas Guadalajara, sabato l’Arsenal, poi si chiuderà col Benfica. Le possibili figuracce, diciamocelo francamente, sono dietro l’angolo, perché le ultime due sono big europee e la Fiorentina, questa Fiorentina, non è ancora pronta per affrontare certe sfide. Fossero sberle comunque potrebbero diventare anche salutari: in fondo è solo calcio d’estate, l’importante è che dopo il viaggio di piacere negli States, comincino ad arrivare giocatori in grado di fare la differenza. Tonali, l’abbiamo già detto, sarebbe il top a centrocampo, mentre davanti abbiamo capito che a Simeone sarà dato il benservito. Chi arriverà? Presto per saperlo, Pradé sta facendo un giro di orizzonti, anche se il nome di Balotelli (sempre che si dimezzi lo stipendio) non va scartato del tutto. SuperMario è un rischio, ma a un anno dall’Europeo, potrebbe valere la pena tentare. Sono curioso anche di vedere come si chiude il caso Veretout. I 18 milioni del Milan non sembrano sufficienti, la Roma per ora nicchia e il giocatore è costretto ad allenarsi da solo. E’ la classica situazione che non conviene a nessuno e che rischia di mettere i bastoni tra le ruote del povero Prada. Niente comunque placa l’entusiasmo ritrovato dei fiorentini. Delle migliaia di abbonamenti già sottoscritti, molto sono di tifosi che ultimamente avevano abbandonato il loro posto allo stadio in polemica con Della Valle. Ritrovarli è un gran bel segnale. 

Bentornato, infine, a Dario Dainelli, vecchio capitano con la Fiorentina nel cuore. “Rivorrei un Lupatelli”, aveva detto Pradè in conferenza stampa. Ecco,  con Dainelli l’ha trovato. Dario è il classico uomo spogliatoio, a Firenze è sempre stato il compagno a cui affidarsi, quello della parole buona per tutti, dei consigli al momento giusto e delle serate scanzonate. Gianfranco Monti me lo ha raccontato spesso, ai tempi di Prandelli era Dainelli a prendersi cura di tutti i compagni: “Mister ci lasci una sera libera a settimana e la ripagheremo sul campo”. Quella Fiorentina era un gruppo fantastico, giocò in Champions e fece sognare. Chi dice che si pesterà i piedi con Antognoni sbaglia: Giancarlo sarà il collante tra Firenze e Commisso, Daino sarà l’uomo spogliatoio. Quello che mancava.