LO STADIO A CAMPI NON TE LO FACCIAMO FARE: UN MESSAGGIO PER ROCCO. IL PRESIDENTE VIOLA RISPONDERÀ SABATO. MOLLA TUTTO O COMBATTE CON TRENTAMILA TIFOSI ALLEATI? FIORENTINA-BRESCIA IL 22 GIUGNO

02.06.2020 00:00 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
LO STADIO A CAMPI NON TE LO FACCIAMO FARE: UN MESSAGGIO PER ROCCO. IL PRESIDENTE VIOLA RISPONDERÀ SABATO. MOLLA TUTTO O COMBATTE CON TRENTAMILA TIFOSI ALLEATI? FIORENTINA-BRESCIA IL 22 GIUGNO

Il messaggio recapitato a Rocco Commisso è forte e chiaro: lo stadio a Campi non te lo facciamo fare. E non è possibile non capire. Da giovedì scorso, quando Joe Barone ha firmato una prelazione d’acquisto dei terreni fuori dal comune di Firenze, come una grande contraerea, uno dopo l’altro sono usciti allo scoperto personaggi pesanti, politici, manager e imprenditori con spiegazioni tecniche, avvertimenti burocratici, consigli strategici, minacce legali e un unico grande obiettivo: convincere il presidente della Fiorentina a lasciar perdere.

Se ne sono lette e sentite tante, dalla situazione urbanistica della zona non idonea e quindi non conveniente, alla priorità che dovrà comunque avere l’aeroporto, dal ruolo determinante nella decisione del sindaco dell’area metropolitana (Nardella) che non dirà mai sì, alla certezza di ricorsi, controricorsi, cause e controcause praticamente già pronti, alle strade che mancano e nessuno farà mai. Il tutto per minare le certezze di Rocco e soprattutto incidere in maniera determinante su una delle sue priorità: la rapidità. Il suo fast fast fast.

Infatti, se i tanti soggetti in causa in questa vicenda hanno già deciso di difendere duramente le proprie ragioni o anche semplicemente vogliono mettere i bastoni fra le ruote, dalle pratiche urbanistiche alle autorizzazioni amministrative necessarie, dalla Regione in giù, c’è il grosso rischio di arenarsi nel mare magnum della burocrazia e della giustizia amministrativa. Fra commissioni, consigli, partiti, amministrazioni, Tar, consiglio di Stato, impatti ambientali, Pinco e Sempronio, a occhio, vuoi che non passino quattro-cinque anni per ottenere i permessi necessari a costruire? Ammesso di riuscire a ottenerli.

Purtroppo, quello che si temeva sta accadendo. Un muro contro muro che sta schiacciando la Fiorentina. Da una parte il sindaco di Firenze Nardella che non deroga all’idea di avere la nuova casa della Fiorentina all’interno dei confini comunali. Non è disposto a mediazioni o valutazioni terze, si è battuto e ha perso, ma si batterà ancora per la Mercafir, ora è impegnatissimo nel proporre il restauro del Franchi. O questo o niente, è la sua ferma convinzione.

Dall’altra parte c’è un imprenditore che ha voglia di investire trecento milioni e dopo aver dimostrato l’inadeguatezza e inattuabilità delle proposte Mercafir e Franchi, lo stadio vuole farlo dove ritiene più opportuno e conveniente per mille ragioni più volte spiegate.

Una situazione che sinceramente avremmo evitato e che avrebbe potuto essere risolta con atteggiamenti diversi. Personalmente non credevo finisse così, ho sempre sperato che la politica fosse in grado di trovare una soluzione nel solito modo consigliato dai democristiani: farsi concavi o convessi a seconda delle situazioni. La vicenda stadio sta diventando invece un pericoloso braccio di ferro fra l’amministrazione e un privato che coinvolge un bene prezioso per tutti: il futuro della Fiorentina.

E qui il discorso va oltre Nardella e oltre Rocco. I tifosi sono già scesi in campo, naturalmente si sono schierati con chi vuole investire per far crescere la loro squadra, poco importa (giustamente) se lo stadio si dovesse fare due chilometri oltre i confini di Firenze, l’importante è farlo. L’importante è non minare i progetti futuri e la crescita della società e della squadra. Gli striscioni apparsi in mezza Toscana sono stati chiari. Un gruppo per lo stadio a Campi ha già avuto più di diecimila adesioni in poche ore, il 93 per cento dei fiorentini ha detto sì allo stadio a Campi in un sondaggio, ventimila tifosi sono già pronti, si sta pensando a una manifestazione per Rocco, incuranti delle restrizioni del Coronavirus o appena la situazione sanitaria lo consentirà. Vedremo.

Rocco tace. Ha passato il week end nel New Jersey, ma è informatissimo, ha seguito tutto, conosce anche le virgole di tutti i discorsi fatti e delle posizioni prese, ha capito il messaggio. E’ amareggiato. Per ora si gode solo l’affetto e la vicinanza dei tifosi, le loro manifestazioni la hanno emozionato e qualcuno dice che gli abbiano dato anche la forza per continuare la sua battaglia per lo stadio della Fiorentina. Del resto in questo momento è molto più forte di un sindaco in evidente difficoltà.

E allora qui siamo al grande interrogativo: cosa farà davvero Rocco? Ce lo spiegherà lui stesso sabato prossimo sei giugno, anniversario del suo arrivo a Firenze. In call conference dagli Usa risponderà alle domande che gli arriveranno da Firenze, farà capire cosa ci dovremo aspettare. E’ disposto a un compromesso, ammesso che ci sia? Si siederà ancora per discutere altre soluzioni? Aspetterà la legge sugli stadi per vedere cosa si potrà fare del Franchi?

O ripensando a una frase di Joe Barone di poco tempo fa “forse abbiamo sbagliato città”, dirà “se qui stanno così le cose, qui non si può investire, me ne vado”? Qualche giorno fa i suoi collaboratori escludevano questa soluzione. Ieri sembrano più cauti, sicuramente più incerti. Non ci sono segnali da interpretare. Ricordiamo che fra l’acquisto, Bagno a Ripoli e il mercato, in un anno lo zio d’America ha investito circa 330 milioni di euro. C’è qualcuno disposto oggi a rilevare la Fiorentina? Difficile con questi chiari di luna, ma ancora più difficile pensare che Rocco si arrenda.

Commisso ha riportato il calcio a Firenze, la passione, l’amore, il senso di appartenenza e la voglia di investire. Far saltare in aria un patrimonio così per scarsa lungimiranza e poca duttilità sarebbe un peccato politico mortale. Fra una amarezza e un’altra, comunque fra poco ci consoleremo con il ritorno del calcio. Ora è ufficiale, la Fiorentina sarà in campo lunedì 22 giugno alle 19,30, naturalmente a porte chiuse.