LO CELSO IL PRESCELTO. LA FIORENTINA PROVA A CHIUDERE. NO A BAJRAMI. LA CILIEGINA DI ROCCO. MILENKOVIC, ORE DECISIVE. I DISFATTISTI GIÀ PRONTI: ASSURDITÀ DOPO IL GALATASARAY. BASTA CON TORREIRA, NON C’È SOLO IL CAMPO

02.08.2022 11:05 di Enzo Bucchioni Twitter:    vedi letture
LO CELSO IL PRESCELTO. LA FIORENTINA PROVA A CHIUDERE. NO A BAJRAMI. LA CILIEGINA DI ROCCO. MILENKOVIC, ORE DECISIVE. I DISFATTISTI GIÀ PRONTI: ASSURDITÀ DOPO IL GALATASARAY. BASTA CON TORREIRA, NON C’È SOLO IL CAMPO

La Fiorentina ha deciso: il centrocampista di qualità dovrà essere davvero di qualità. Non per fare il Catalano, ma nel senso che questo giocatore dovrà fare la differenza, essere pronto, avere grande tecnica, esperienza e carisma.

Il ruolo è determinante e serve qualcuno di categoria superiore. Negli incontri che ci sono stati in Austria fra Barone, Pradè e Italiano si è arrivati a questa conclusione: non si prenderà un giocatore qualsiasi.

E così tutta l’attenzione adesso è concentrata sull’argentino Lo Celso del Tottenham, il preferito dall’allenatore, che corrisponde all’identikit appena tracciato. Nazionale argentino, giocatore di categoria superiore, adattissimo per il gioco viola. Proprio per le ragioni appena dette, è caduta la candidatura di Bajrami dell’Empoli, un giocatore che piace, ma è un ’99, non ha alcuna esperienza e avrebbe bisogno di un periodo di ambientamento. Oltre al costo alto, naturalmente. E allora, ha ragionato la Fiorentina, teniamoci i nostri.

E se invece l’acquisto va fatto facciamolo di alto livello. E l’idea di andare oltre i parametri economici è forte, fra pochi giorni tornerà Rocco a Firenze, ha tanta voglia di premere il gas, magari questa potrebbe essere la ciliegina, come si diceva ai tempi di Cecchi Gori.

Ma quante possibilità ci sono di chiudere l’affare? In questo momento è difficile dirlo. Il giocatore, almeno secondo indiscrezioni, preferirebbe tornare in prestito al Villareal, dove è stato bene e sarebbe per lui la squadra ideale per preparare il mondiale. Gli spagnoli puntano a un rinnovo del prestito e forse su questo può giocarsi tante possibilità la Fiorentina. Se Commisso dà l’ok, con il Tottenham è possibile anche ragionare su un acquisto, magari non ai venti milioni richiesti dagli inglesi, e con un’ampia dilazione nei pagamenti. Anche l’ingaggio sfora i famosi tre milioni della Fiorentina, ma quando si vuole portare a casa un colpo c’è da studiare l’architettura per farlo reggere.

Questo sta succedendo in queste ore, ci sono intermediari al lavoro per cercare di trovare una soluzione gradita a tutte e tre le parti in causa, ma soprattutto al Tottenham e alla Fiorentina. S’è capito infatti che Lo Celso ha parlato del Villareal per calcolo normale, ma la prospettiva Firenze e l’idea di costruire una squadra per la Champions con Nico Gonzalez e Quarta lo potrebbe attrarre.

Italiano, ovviamente, spera che si possa chiudere prima possibile in un senso o nell’altro per dirottare eventualmente le attenzioni su un profilo simile, di alto livello. Questa è l’intenzione della Fiorentina e se davvero dovesse arrivare un giocatore di prima fascia sarebbe la conferma che questo gruppo, ma soprattutto questa società, crede di poter alzare l’obiettivo per provare a diventare la nuova Atalanta, una squadra non pronosticata che grazie al gioco e al buon calcio è arrivata tre anni di fila in Champions.

Lasciamoli lavorare, mi verrebbe da dire.Fino ad oggi le caselle sono andate a dama e spero che qualcuno abbia apprezzato in pochi minuti le capacità immediate di leggere le situazioni e la tecnica di Dodò, giocatore sopraffino. A questo grande investimento (alla fine circa 18 milioni), se ne potrebbe aggiungere un altro per un ruolo ancora più delicato come il centrocampista di qualità.

Nell’agenda, dopo Lo Celso e accantonato Bajrami, altri profili interessanti ci sono. Vedremo.

E resta il nodo Milenkovic. Poche ore per sapere, la situazione è chiara e già scritta diverse volte. Il giocatore deve decidere entro pochi giorni, non oltre questa settimana, se accettare il rinnovo fino al 2026 con la Fiorentina, o chiedere di essere ceduto forse all’Inter. La Juve osserva. L’offerta vera non è ancora arrivata, alla fine potrebbe anche restare. In caso di addio, invece, servirebbe un altro centrale di esperienza e qualità, Quarta fatica con il modo di giocare di Italiano, ha troppe amnesie e Nastasic potrebbe andarsene. Ma aspettiamo, le bocce non sono ferme e sicuramente un difensore importante arriverà. E non è neppure vero che il serbo è stato tenuto fuori con il Galatasaray per paura di un infortunio. Giocherà domani con il Qatar dal primo minuto con Dodò esterno, l’allenatore ha preferito così per cominciare da domani ad amalgamare i movimenti su quella fascia.

Ma anche qui fatico a capire, ma forse è un problema mio. E’ bastata una sconfitta in una partita amichevole nel mese di luglio per far rimettere fuori la testa ai soliti noti. A volte penso possa essere il caldo.

Quando facevo il cronista e avevo come capi dei professionisti di primissimo livello, gli ordini erano chiari: mai fare le pagelle durante le amichevoli precampionato, non dare giudizi drastici, ricordarsi sempre che queste gare fanno parte della preparazione estiva. Saggezza. Oggi, senza ricordarsi della caratura internazionale del Galatasaray, della loro preparazione avanti di almeno dieci giorni, di una squadra esperta e scafata, ho letto delle robe da Sant’Uffizio di Coverciano. Si vede che alla Fiorentina manca la brillantezza, è chiaro che la squadra sta cercando di trovarsi e di muoversi in sintonia e quello è l’obiettivo, è evidente che Italiano stia ruotando tutti. Nonostante questo e al netto di alcuni errori e leggerezze che non vorrei più vedere, la Fiorentina ha fatto il suo in termini di personalità e di intesa. E’ stata in campo bene e ha chiuso all’attacco con tanta voglia, ma sarà al cinquanta per cento dello stato di forma… Forse. Alcuni anche meno. Come si fa a sparare su Cabral, a criticare Benassi terzino, a far fuori Quarta o rimpiangere Torreira? Di quest’ultimo parlerò dopo…

Insomma, esagerazioni inutili che speravo fossero finite e invece sono soltanto sopite.  Tutto questo, al di là del mio parere che conta zero anche se siamo stabilmente trentamila a discutere di calcio fra amici, a fronte del mondo del calcio che ammira Italiano e quello che fa la Fiorentina.

Ieri Zeman ha esaltato Italiano: è il mio erede. Non male. L’altra sera ho condotto una grande serata a Montecatini, in piazza, con sei campioni del mondo del 1982 e non hanno fatto altro che chiedermi della Fiorentina, delle idee di calcio e del lavoro di Italiano che intriga tutti.

Misteri della fede calcistica o voglia di tanto peggio tanto meglio. Sarebbe pazzesco. Quello che conta è che l’allenatore abbia visto in questa sconfitta degli elementi positivi e la crescita del lavoro che dovrà essere a punto con la Cremonese e al top per gli spareggi Conference.

A proposito, oggi si conoscerà la sfida dalla quale uscirà l'avversaria dei viola nei playoff. Devo dire che fra le otto possibili nessuna può impensierire, anche se tutte vanno affrontate al massimo. Se la Fiorentina ha grandi ambizioni lo dovrà dimostrare da subito, a volte è l’aspetto mentale che ti fa crescere di più.

Ora torno su Torreira. Continuano a circolare cose senza senso, neanche se fosse andato via Messi. Ha fatto un ottimo campionato agevolato dal gioco della squadra. Punto. Sta andando al Galatasaray per pochi milioni, cinque-sei. E forse tre di ingaggio. Qualcuno ha commentato: ma allora poteva rimanere a Firenze. Già. Rispondetevi da soli. La Fiorentina sta studiando per tornare ad essere una grande società e le grandi società quando valutano i giocatori devono pensare al rendimento, al costo, ma anche ai comportamenti complessivi dentro e fuori dal campo, all’incidenza positiva o negativa in un gruppo, a quello che ogni giocatore da e quello che toglie. Se hanno deciso di non riscattare Torreura presumo che il tutto sia frutto di una valutazione complessiva ponderata e non di istinto o solo voglia di risparmiare. E’ chiaro? Non dirò mai più nulla su una vicenda molto provinciale, mi diceva un altro dei miei maestri: “I giocatori passano, le società restano”. Aveva ragione…