LE MILLE VITTORIE, IL 10 DI CASTRO. ROCCO GONGOLA, LA FIORENTINA CONVINCE. I MERITI DI BEPPE E QUEL SOLITO DIFETTO LÀ DAVANTI. ORA L’ULTIMO SFORZO SUL MERCATO, PER TORNARE PROTAGONISTI

20.09.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
LE MILLE VITTORIE, IL 10 DI CASTRO. ROCCO GONGOLA, LA FIORENTINA CONVINCE. I MERITI DI BEPPE E QUEL SOLITO DIFETTO LÀ DAVANTI. ORA L’ULTIMO SFORZO SUL MERCATO, PER TORNARE PROTAGONISTI

La 1000 con il 10. La Fiorentina vince, con meriti evidenti, fa cifra tonda al Franchi e si gode il suo gioiellino con addosso il numero più bello: come inizio non c’è male. E dire che Chiesa e Castro, fino al momento del gol, erano stati tra i viola meno convincenti. Loro, come Ribery, per una volta umano invece che supereroe, avevano sbattuto contro la difesa granata, senza incidere, senza trovare spazio e idee per trasformare in vittoria il debutto stagionale. 

Invece proprio un’accelerazione micidiale di Chiesa, chiusa sul secondo palo dal numero 10, ha cancellato i dubbi e fatto godere il popolo viola. Salutate la capolista, si legge sul web, mentre Commisso gongola: “Siamo più forti dello scorso anno”, dice il presidente. E ha ragione. Con Amrabat in mezzo, la differenza sarà ancora più netta. Fa piacere anche sottolineare la bontà del lavoro di Iachini, bravissimo nel preparare la partita attraverso questi continui cambi di gioco che hanno costretto il Toro a rincorrere e aperto varchi per l’ottimo Biraghi. La squadra ha un’anima, gioca e si sacrifica insieme e anche chi entra,  come Ceccherini (titolare all’ultimo tuffo al posto di Pezzella) o il sindaco Borja, utilissimo nel finale, fa la sua figura. 

Da un punto di vista tattico, le continue aperture da destra a sinistra, l’ampiezza del gioco e la continua ricerca del cross, sono situazioni che la Fiorentina sta provando da tempo e che anche le amichevoli pre-campionato avevano messo in mostra. Nel 3-5-2, sono un’ottima idea, a patto naturalmente che gli attaccanti la buttino dentro. In questo senso però, c’è ancora molto da lavorare. Kouame ha doti atletiche rarissime, ma come cannoniere ancora ha parecchia strada da fare. Sirigu gli ha negato un gol fatto, ma lui ci ha messo del suo in almeno due occasioni. Siamo alle solite insomma: la squadra è solida dietro e pur non incantando, crea parecchio là davanti. Ma segna poco. La sfida è lì. Per dar fastidio alle più forti, per provare ad essere la vera sorpresa del campionato, urge la maturazione dei tre ventenni di belle speranze. Rocco ci crede, Beppe invece avrebbe volentieri preso un 9 dal curriculum già fatto. Se arriverà l’offerta giusta per Chiesa (ma se la richiesta è superiore ai 70 milioni, come dice Pradè, sarà dura che qualcuno bussi alla porta…) può ancora succedere di tutto. Ma anche senza l’addio del 25, la sensazione - al di là delle dichiarazioni di rito - è che la Fiorentina farà ancora qualcosa di importante. 

Di sicuro, Fede, potrà essere l’unica eccezione che conferma la regola. I big restano tutti. A partire da Milenkovic, una roccia ieri contro Belotti e un pilastro su cui costruire le solide basi per la risalita viola. Nel 2020, la Fiorentina continua a essere la miglior difesa del campionato (appena 20 gol subiti) e grazie anche a questo può vantare 5 vittorie nelle ultime 7 partite ufficiali giocate. Numeri che certificano la crescita. E gli indubbi meriti dell’allenatore. Siamo solo alla prima comunque, per le certezze dovremo aspettare. Già a Milano infatti sarà un altro film. Intanto però godiamoci questi tre punti. Vincere la prima, ha sempre un gusto speciale.