L’ABBRACCIO DELLA SQUADRA A BADELJ: CON LUI E BOA NASCE UNA FIORENTINA FORTE NELLA TESTA PRIMA CHE NELLE GAMBE. PRADÈ PREPARA I COLPI, CI ASPETTA UN FERRAGOSTO DI FUOCO

07.08.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
L’ABBRACCIO DELLA SQUADRA A BADELJ: CON LUI E BOA NASCE UNA FIORENTINA FORTE NELLA TESTA PRIMA CHE NELLE GAMBE. PRADÈ PREPARA I COLPI, CI ASPETTA UN FERRAGOSTO DI FUOCO

Sta nascendo una Fiorentina forte nella testa prima che nelle gambe. Badelj e Boa portano esperienza, consapevolezza, curriculum e personalità. Saranno presenze fondamentali soprattutto nello spogliatoio, due leader che si aggiungono a Pezzella e dei quali questa squadra aveva bisogno come il pane. Prince si è preso il 10, ha le spalle larghe e ha già fatto nascere un bel feeling con Chiesa. Milan invece è semplicemente uno di noi: avesse potuto tornare indietro, probabilmente non se ne sarebbe mai andato. Ieri, prima del primo allenamento, è stato abbracciato da tutti. Da Benassi, Biraghi, Pezzella e la vecchia guardia, da Montella e lo staff, dai magazzinieri e coloro che lavorano da anni intorno alla Fiorentina: Badelj ai campini è qualcosa di più di un bel giocatore, è un simbolo. E i motivi, è perfino superfluo ribadirli. 

All’usato sicuro, Pradè ha già aggiunto la corsa e i polmoni del giovane Lirola e adesso prepara i colpi veri. Quelli che scopriranno le carte viola in questo primo anno targato Commisso. La rivoluzione infatti è solo all’inizio e il fatto che i soldi, per Rocco, non siano un problema, lascia pensare che in questo mese la Fiorentina sarà una delle grandi protagoniste del mercato. Mezzala, punta esterna, difensore centrale, forse anche terzino sinistro: ci aspetta un Ferragosto bollente e proprio mentre il fischio d’inizio della stagione si sta avvicinando. Berge è il nome più chiacchierato per il centrocampo, Tonali resta un gran desiderio, Rongier un’alternativa interessante, senza dimenticare Demme, forse il meno tecnico, ma pure lui affidabile: sono tutti nomi importanti. Come peschi, peschi bene. Giovedì poi chiude il mercato inglese: chi di loro non avrà trovato la strada per arrivare alle sterline della Premier, potrà diventare una preda viola. Il grande regalo poi potrebbe essere l’attaccante da aggiungere al Boa, al rampollo Vlahovic e naturalmente a Chiesa. De Paul resta un nome buono, ma molto dipenderà da Montella: Boateng è stato scelto anche perché è un jolly, ma di base sarà usato da centravanti arretrato, da assist man per mandare in porta Chiesa. Più che un centravanti d’area dunque potrebbe servire un alter-ego di Federico, un altro attaccante svelto e tecnico che usi al meglio le sponde del Boa. L’ultimo nome (fatto da Firenze Viola) è Pedro del Fluminense, ma naturalmente sarà dura scoprire cos’ha in testa Pradé. Almeno finché il ds non uscirà allo scoperto.

Pradé però ha anche un’altra partita da vincere: le cessioni. E non solo per una questione di budget. Montella sta allenando una pletora di esuberi. Eysseric, Dabo, Thereau e pure Cristoforo non fanno parte della squadra che ha in testa l’Aeroplanino, ma sono ancora qui. Andranno ceduti anche a costo di regalarli, perché nessun allenatore è felice di allenare più di 30 giocatori. Sicuri del posto - oltre a Dragowski, i nuovi e i giovani ex Primavera - ci sono solo Pezzella, Milenkovic e Chiesa: “Nella Fiorentina del futuro ci sarà posto solo per 2-3 degli attuali titolari”. Pradé è stato fin troppo chiaro: se ci sono compratori per Benassi, Biraghi e Simeone, si facciano avanti. Come terzino (se l’Inter affonderà il colpo per Biraghi) potrebbe arrivare Rodriguez del Milan: Montella lo volle in rossonero e potrebbe ritrovarlo a Firenze. Le idee non mancano, gli euro neppure. Ferragosto sta arrivando, la nuova Fiorentina sta per nascere.