LA STORIA SIAMO NOI: COMMISSO AIUTI ITALIANO

15.09.2021 11:05 di Leonardo Petri   vedi letture
LA STORIA SIAMO NOI: COMMISSO AIUTI ITALIANO

Vincenzo Italiano si è preso la Fiorentina e lo ha fatto dopo soltanto tre giornate di campionato e due mesi di lavoro. In questo mi ricorda Paulo Sousa che, nella stagione 2015/16, portò la Fiorentina addirittura in testa alla classifica. Dio non voglia che oggi vada come allora, visto che fu proprio nel gennaio 2016 che si perpetrò l'alto tradimento della vecchia proprietà nei confronti di Firenze e dei fiorentini. Era, quella, una Fiorentina reduce da tre anni splendidi con Montella e dalla semifinale di EL persa contro il Siviglia. È, questa, una Fiorentina reduce da tre anni di medioevo calcistico. Era, quello, l'inizio della fine dei Della Valle; sarà, questo, l'inizio di Commisso dopo due anni pessimi infarcito di errori?

Ricordate quando Sousa, con una squadra che incantava, sottolineò come, senza l'aiuto della società, sarebbe stato costretto a fare la frittata con le uova che aveva? Italiano non lo dirà mai ma sta facendo esattamente questo.

Si, perché ad oggi questa è sicuramente la Fiorentina di Italiano, non è ancora la Fiorentina di Commisso. Per esserlo ci sarebbe stato bisogno e potrebbe esserci presto bisogno (a gennaio?) che il Presidente cali il carico da novanta, faccia pesare sul campionato la scure della sua potenza economica, si convinca e ci convinca che la Fiorentina può vincere, perché la Fiorentina per storia e bacino d'utenza (il famigerato bacino) ha l'obbligo di competere almeno con Napoli, Lazio e Atalanta. E deve farlo senza perdere tempo perché la storia recente della Fiorentina  dice che per competere non servono anni di attesa e preparazione. Non servirono alla Fiorentina di Prandelli e Corvino, non servirono alla Fiorentina di Montella, Prade e Macia. Perché dovrebbero servire alla Fiorentina dell'onnipresente Barone.

Chi vuol davvero bene alla Fiorentina deve partire da qui e deve ripetere a se stesso e agli altri che per una squadra che ha il miglior tecnico emergente e un attaccante da venti goal a stagione è calcisticamente delittuoso accontentarsi dell'anonimo centroclassifica.

Sogno una Firenze che esca dalla mediocrità nella quale versa da anni, che riponga il vino in cartone con cui si disseta da molte stagioni e, insieme alla legittima euforia del momento, torni a ricordarsi della propria storia.

Venuti, Igor, Duncan, Benassi, Saponara, Sottil, erano riserve o esuberi fino a poche settimane fa. Se oggi con Italiano giocano e sono utili c'è da applaudire Italiano ma c'è anche da domandarsi se al tecnico, prima o poi, verranno fornite uova di prima qualità. Perché altrimenti il rischio sarebbe che al primo periodo buio l'eroe Vincenzo possa diventare il capro espiatorio ideale.

Da che mondo è mondo la figura più importante nel calcio è quella del Presidente. Spero che, con questo bell'inizio, Commisso possa farci capire  di avere capito che vincere in Italia per lui è possibile e spero che si sia stancato di vanificare i suoi sforzi economici seguendo i consigli sbagliati di yesman, eminenze grigie, amici degli amici e pseudo sostenitori.

 

Nota della redazione di Firenzeviola.it:

All'interno della prima "Opinione" redatta per Firenzeviola.it da parte di Leonardo Petri, è stata utilizzata un'espressione a dir poco irrispettosa nei confronti del direttore generale della Fiorentina Joe Barone. 

Ci scusiamo e prendiamo le distanze da un paragone così inadeguato (censurato al più presto), soprattutto in un contesto come quello del mondo dello sport e della proprietà e dei dirigenti viola.

Come redazione, garantiamo ai nostri lettori e a tutti coloro che seguono Firenzeviola.it che ciò non accadrà più e che verrà prestata sempre maggiore attenzione anche alle parole e ai contenuti utilizzati dai nostri opinionisti.