LA SFIDA ALL’INTER, LE RISPOSTE DI JURIC, L’IRA DI COMMISSO E L’ARRIVO DI RAMADANI: SARÀ UN MERCOLEDÌ DI FUOCO. A SAN SIRO CON LA TESTA SGOMBRA E A CACCIA DI UNA BELLA SODDISFAZIONE. PRIMA DI VOLTARE PAGINA

22.07.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
LA SFIDA ALL’INTER, LE RISPOSTE DI JURIC, L’IRA DI COMMISSO E L’ARRIVO DI RAMADANI: SARÀ UN MERCOLEDÌ DI FUOCO. A SAN SIRO CON LA TESTA SGOMBRA E A CACCIA DI UNA BELLA SODDISFAZIONE. PRIMA DI VOLTARE PAGINA

Aspettando Juric e la reazione di Commisso dopo l’ennesimo no della Soprintendenza, divertiamoci. Con la salvezza in tasca la Fiorentina va a Milano a cuor leggero e con la testa sgombra da problemi di classifica. E’ la situazione ideale per tentare lo sgambetto a una delle grandi del campionato, al club designato per contendere lo scudetto alla Juve nei prossimi anni. Anche perché l’Inter attaccherà per difendere il secondo posto e la Fiorentina potrà impostare la partita in quello che è il suo habitat naturale: difesa compatta e palla in verticale verso gli attaccanti. A Ribery, Chiesa e Cutrone, il compito di lasciare il segno, senza dimenticare Vlahovic, che all’andata segnò un grande e godereccio gol che beffò Conte a tempo scaduto.

Finire bene è l’obiettivo che resta in queste due settimane, ma anche l’epilogo che merita un cuore viola come Beppe Iachini, mai polemico nonostante una panchina traballante, ma semmai sempre sul pezzo a caccia dei punti salvezza. Per il futuro però si aspetta la scelta di Juric, che già stasera, dopo la partita con il Torino, potrebbe dire addio all’Hellas. L’allenatore di Spalato è combattuto, perché Verona gli ha dato tanto, ma la tentazione di dire sì a Commisso è forte e alla fine potrebbe prevalere. Pradè lo stima ed è in pressing da tempo, Rocco invece aspetta di conoscerlo meglio (non è un mistero che avrebbe voluto parlare di persona ai candidati), perché sa che questa scelta non può sbagliarla. Ma la strada è tracciata. E Juric, l’allievo di Gasp, ha tutta l’aria di essere l’uomo designato per iniziare il primo vero ciclo dell’era Rocco. 

A proposito di Rocco, dopo la partita il presidente prenderà la parola per esprimere tutta il suo fastidio per l’ulteriore paletto messo da Pessina tra le ruote viola. Il progetto del centro sportivo così com’è, non va bene. In certe parti, va addirittura rifatto, perché le altezze degli edifici non tutelano lo splendido paesaggio di Bagno a Ripoli. Ora, le osservazioni possono essere anche legittime, perché in fondo la Soprintendenza deve attenersi a leggi scrupolose. I tempi però non tornano: il progetto infatti è stato presentato quasi un anno fa. Perché arrivarci solo ora a certe conclusioni? Perché uscire allo scoperto proprio il giorno della conferenza dei servizi che avrebbe dovuto sancire l’accensione delle ruspe? Domande a cui solo Pessina può rispondere e che naturalmente rimbombano nella testa di Rocco. L’amarezza c’è, ed è comprensibilissima. Il centro sportivo però non è a rischio. Si farà, anche a costo di qualche ritardo. A vacillare semmai è il rapporto diplomatico (già piuttosto precario a dire il vero) con la burocrazia italiana. Dopo questo ulteriore contrasto, sarà ancora possibile mettersi a un tavolo e parlare di stadio? 

Non basta però. Perché oltreché della sfida all’Inter, delle risposte di Juric e Commisso, in questo mercoledì di fuoco si parlerà anche di mercato. A Milano è in arrivo l’ineffabile Fali Ramadani, che come noto ha in pugno un contratto in esclusiva come intermediario designato per la cessione dei gioielli viola. Il primo contatto Fali l’avrà con il Milan per Rebic (in ballo c’è anche il 50% che vantano i viola, soldi freschi da reinvestire subito), ma è difficile pensare che non si facciano due chiacchiere su Milenkovic e magari Chiesa. Il campionato è agli sgoccioli, il mercato invece è già cominciato. E la Fiorentina, Ramadani o no, dovrà esserne protagonista.