LA SCELTA DI ROCCO UN PREMIO AL LAVORO DI IACHINI, MA ANDRÀ DIFESA CON FORZA

31.07.2020 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
LA SCELTA DI ROCCO UN PREMIO AL LAVORO DI IACHINI, MA ANDRÀ DIFESA CON FORZA

Sono cinque i punti in più rispetto alla scorsa stagione raccolti fino a ora dalla Fiorentina, dovesse arrivare una vittoria domenica a Ferrara la differenza salirebbe a otto. In più, come ulteriore regalo nell'ultima stagionale al Franchi, Beppe Iachini si è concesso pure un passaggio dalla parte sinistra della classifica. Un bottino migliore rispetto alla salvezza striminzita raccolta con il Genoa all'ultima giornata che rappresenta la dote con la quale il tecnico si è presentato di fronte alla società per il confronto definitivo.

La premessa risulta necessaria per chiarire come nel momento delle scelte sulla conferma di Iachini siano sì pesate le ultime prestazioni della squadra (non ci fosse stato il k.o. di Roma sarebbero stati otto risultati utili consecutivi) ma anche quanto di buono avesse già seminato il tecnico. Ed è soprattutto nel clima di coesione e unità che Beppe ha saputo ricreare che Commisso ha intravisto l'idea di una conferma, difendendola mentre dalla società arrivavano nuove proposte come Juric e Di Francesco e concretizzandola in un bollente giovedì di fine luglio.

Certo, la mossa di dare fiducia a Iachini mette Commisso forse per la prima volta di fronte a un malumore diffuso, ampio, almeno da parte di chi nutriva altre aspettative. In tema di ambizioni pare prematuro giudicare preventivamente quel che potrebbe fare una squadra rinforzata nelle mani dell'allenatore marchigiano, ma se il curriculum e i risultati del passato qualcosa dicono c'è da capire chi si aspettava altri tipi di annunci a cominciare da quel sogno Spalletti anche stavolta destinato a rimanere tale.

Il tempo e il campo diranno se Commisso ha fatto bene o meno, di certo sul tavolo restano alcuni punti di partenza: il primo è il valore dato dalla proprietà a principi quali fiducia e meritocrazia che Iachini ha saputo interpretare portando a termine il proprio compito, e in un mondo in cui il merito spesso finisce in secondo piano un riconoscimento del genere (dopo anni in cui il clima in Fiorentina era ben altro, soprattutto quando c'era da prendere decisioni) fa certamente piacere. Il secondo il fatto che sia sempre e comunque Commisso ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte, anche in questo caso, come del resto avvenuto la scorsa estate con la conferma di Montella e la permanenza di Chiesa.

Così per la prima volta da quando è arrivato a Firenze il proprietario americano ha diviso nelle reazioni e nei giudizi, tra chi vede un ridimensionamento delle ambizioni sbandierate nella prima stagione italiana e chi, invece, di fronte a nomi come Giampaolo o Maran avrebbe comunque preferito la conferma dell'attuale guida tecnica. Intanto, sciolto il nodo dell'allenatore, è ora possibile programmare un nuovo anno. Se qualcosa questa stagione ha raccontato è che alla Fiorentina farebbe un gran comodo un centravanti che come minimo sia abituato ad andare in doppia cifra, un regista che possa dirigere con più costanza rispetto a Pulgar e magari quel difensore mancino in grado di costruire l'azione che la società aveva già cercato in estate (soprattutto se uno tra Pezzella e Milenkovic dovesse andarsene).

D'altronde il mercato si preannuncia breve e intenso, andrà in scena praticamente in contemporanea con le prime gare della prossima stagione, e presentarsi ai nastri di partenza con operazioni avviate e idee chiare sarebbe fondamentale. Lo stesso futuro di Chiesa è oggi l'altra priorità da affrontare, e se come ha raccontato l'attaccante dopo la tripletta al Bologna adesso discuterà del domani con la società non resta che augurarsi che dopo le tante riflessioni avviate negli ultimi mesi si decida d'intraprendere una strada condivisa con tutte le parti in causa. Perchè adesso, messo al suo posto il tassello relativo al tecnico, è arrivato il momento di prendere in considerazione anche che squadra gli verrà messa a disposizione.

Perchè soprattutto quella, ancora prima dell'allenatore, farà la differenza. 

Tommaso Loreto - Direttore www.firenzeviola.it