LA FIORENTINA TORNA A UDINE DOMENICA SERA MA IL CLUB NON CI STA. LA FARSA CONTINUA. ALLARME COMMISSO: PUÒ PRENDERE QUALSIASI DECISIONE ORA CHE È DELUSO PER LO STADIO, LA VIOLA È SENZA FUTURO. E LA POLITICA DOVRÀ RISPONDERE DI 300 MILIONI BUTTATI

03.03.2020 00:01 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
LA FIORENTINA TORNA A UDINE DOMENICA SERA MA IL CLUB NON CI STA. LA FARSA CONTINUA. ALLARME COMMISSO: PUÒ PRENDERE QUALSIASI DECISIONE ORA CHE È DELUSO PER LO STADIO, LA VIOLA È SENZA FUTURO. E LA POLITICA DOVRÀ RISPONDERE DI 300 MILIONI BUTTATI

Il rapporto fra Commisso e il calcio italiano è ai minimi termini, fra i farseschi rinvii per il corona virus che costringeranno la Fiorentina a tornare a Udine domenica sera e lo stadio che non gli fanno fare, non sono certamente dei giorni positivi.

Cosa succederà, dunque, nelle prossime settimane? Nessuno per ora ha certezze, ma Rocco non è un tipo capace di stare tranquillo, a vivacchiare (Diego docet!) o peggio, a subire tutte le situazioni imposte dal destino cinico e baro. Appartiene alla tipologia leone e come tale reagirà.

Quello che deve preoccupare di più Firenze e la Fiorentina è, ovviamente, la vicenda pirandelliana legata allo stadio.  E’ ormai chiaro da settimane che lo zio d’America non parteciperà all’asta per l’acquisizione dei terreni della Mercafir, aspettiamo solo l’ufficialità. I perché e i percome li abbiamo scritti molte volte e vanno dal costo eccessivo, alle incognite tecniche, ai tempi di realizzazione e della burocrazia.

A quel punto, con il no alla Mercafir, cadrà pesantemente tutto il castellino di carta costruito negli anni con eccessivo ottimismo e scarsa lungimiranza. Un castellino che non aveva convinto neppure i Della Valle e che adesso rischia di togliere energia propulsiva anche a Rocco. Per i Fratellini a Pallini c’era l’opzione Project Financing poi saltata, per Commisso è in ballo l’acquisizione dei terreni, ma i capannoni della Mercafir sono sempre al loro posto e i dubbi sull’intera operazione gli stessi di sempre.

Ieri Nardella in consiglio comunale ha cercato di ribadire che l’acquisizione dei terreni può essere un affare per chiunque, consente la costruzione di un albergo da 200 camere e di un centro commerciale da 20 mila metri, ma ha dimenticato di dire che edificare in quella zona non ha appeal e convenienza senza il volano di uno stadio. E volendolo comunque fare senza avere una squadra di calcio sarebbe pura follia.

Siamo al gatto che si morde la coda, il bando è stato ovviamente costruito per la Fiorentina e se la Fiorentina non partecipa, sbaglierò, ma non vedo via d’uscita. Comunque il discorso è soprattutto un altro, meno tecnico e più politico-sportivo, se volete.

Se Rocco Commisso non costruisce lo stadio, alla Mercafir o altrove, e non aumenta così il fatturato della società viola, scordiamoci una Fiorentina da Champions o roba del genere. Questo non lo dico io, è un dogma calcistico. Per come funziona il calcio oggi, con il fair play finanziario, questa distribuzione dei diritti televisivi e i costi di gestione, se non alzi il fatturato, anche con i soldi in banca da spendere, hai le mani legate. Ti può capitare di essere bravissimo per un periodo (vedi Atalanta), ma alla Fiorentina per arrivare a certi livelli, anche con tutta la bravura e la fortuna possibili, servirebbero anni ed anni con percentuali scarse. E Rocco ha fretta. Ha in testa un programma triennale e non decennale. Che fare allora? C’è ancora la possibilità di trovare una soluzione?

Sono queste le domande che dovrebbero farsi tutti quelli che governano questo territorio e hanno a cuore il futuro della Fiorentina, ma anche dell’economia. Ricordiamo che Rocco ha 300 milioni a disposizione da investire nell’operazione stadio e gettare al vento un’opportunità simile sarebbe quantomeno incauto.

Sappiamo benissimo, e su questo Nardella ha ragione, che questo bando non si può toccare, l’area è pubblica, il prezzo stabilito da terzi, sulla Mercafir in questa fase non si può andare a una trattativa privata. Bene. Mi rifiuto però di pensare che nelle maglie della burocrazia amministrativa non ci possa essere un’altra soluzione possibile che salvi l’interesse pubblico e accontenti Rocco.

Ma voglio anche allargare il discorso. Siamo sicuri che si stia facendo tutto per trovare una soluzione praticabile? E qui torno al discorso Firenze. Se davvero nel territorio comunale fiorentino non ci sono altre aree idonee, mi piacerebbe che della vicenda si occupasse seriamente la Città Metropolitana. Proprio per non rischiare di buttar via il possibile investimento. Capisco ancora Nardella, lo stadio vorrebbe farlo nel suo comune. E se non si può?

A mio modestissimo avviso, Nardella potrebbe fare uno scatto in avanti, dimostrarsi in qualche modo statista (Ops…) e pensare al futuro della intera comunità. Svestendo i panni egoistici del sindaco, lasciando perdere la sua collezione di plastici, mettendo la divisa da sindaco della citta metropolitana, potrebbe diventare lui il motore per fare comunque lo stadio. Che sia a Campi, a Signa o altrove. Naturalmente se compatibile e accettabile. Nardella, tanto più che non può essere rieletto sindaco, potrebbe ricoprire il ruolo dell’amministratore illuminato, di chi risolve un problema e fa comunque l’interesse della Fiorentina e della collettività.

Dico questo perché oltre alla Mercafir, c’è anche il rischio che Rocco lo stadio non lo faccia proprio più da nessuna parte. Ha annusato un vento contrario, ha paura che non scegliendo Firenze, in altre zone potrebbe andare incontro ad anni di burocrazia sfrenata, bastoni fra le ruote e conseguenti ritardi. Se qualcuno, Nardella appunto, accertato che in Firenze non c’è soluzione, si facesse garante e paladino di un’altra strada?

Sarebbe qualcosa di straordinario per una comunità intera, l’area fiorentina, che nel 2020, guardando al futuro, non dovrebbe avere più barriere.

Ma forse sto ragionando da utopista. Vado oltre. Comunque avere alla svelta un altro stadio sarebbe un interesse enorme anche per i bilanci comunali. Il Franchi, purtroppo, va a pezzi. Per continuare a ospitare 30-40 mila spettatori e partite (speriamo) europee presto serviranno interventi radicali e forse strutturali. Un altro tema da esaminare con grande attenzione. Comunque, fate quel che volete, ma fate, per non condizionare il futuro della Fiorentina.

Rocco è entrato nel calcio con entusiasmo, per investire, per divertirsi e per vincere. E’ tutto collegato. Il rischio altissimo è quello di far disamorare un presidente che avrebbe tutto, energia e idee comprese, per far tornare grande la Fiorentina. Sinceramente non ce lo vedo, ma spero di sbagliare, un Commisso presidente per tanto tempo di una Fiorentina nel limbo della classifica. Farlo mollare sarebbe un delitto e non deve succedere. L’effetto Rocco va ancora cavalcato, le ricadute positive si vedranno a tutti i livelli. Non basta. Oltre che per lo stadio, la proprietà americana sta battagliando anche in Lega.

In questi giorni drammatici del Corona virus, Joe Barone è stato uno dei più duri nello stigmatizzare il comportamento farsesco dei dirigenti della Lega calcio, nel criticare un modo medievale di gestire il pallone, dove le regole non sono uguali per tutti e la macchina non funziona. Lo scossone americano sta arrivando, forse è davvero il momento giusto per provare a demolire i centri di potere, ma Rocco ha bisogno di sentire il vento in poppa e non in faccia.

Intanto, a proposito di farsa, il consiglio di Lega riunito ieri ha deciso di recuperare e far giocare domenica prossima e lunedì, non s’è ancora capito se a porte aperte o chiuse, le gare rinviate nel week end scorso. Il calendario del campionato slitterebbe di una settimana, col Brescia si dovrebbe giocare il 15 alle 15. Domenica prossima a Udine la Fiorentina dovrebbe giocare il posticipo delle 20,30, anche se su questo aspetto Joe Barone ha fatto capire di non essere d'accordo. Come dire, una settimana dopo si fanno le cose che una settimana prima non sono state fatte… Roba da Scherzi a parte…