LA FIORENTINA GIOCA A UDINE SABATO ALLE 18, MA A PORTE CHIUSE. IACHINI PIACE A ROCCO SEMPRE PIÙ, STOP A NUOVI TECNICI. TORNANO TITOLARI CUTRONE, BADELJ E IGOR. DAL 3-5-2 SI LAVORA AL 3-4-3. STADIO: DOPO IL NO ALLA MERCAFIR, TROPPI OSTACOLI

25.02.2020 00:01 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
LA FIORENTINA GIOCA A UDINE SABATO ALLE 18, MA A PORTE CHIUSE. IACHINI PIACE A ROCCO SEMPRE PIÙ, STOP A NUOVI TECNICI. TORNANO TITOLARI CUTRONE, BADELJ E IGOR. DAL 3-5-2 SI LAVORA AL 3-4-3. STADIO: DOPO IL NO ALLA MERCAFIR, TROPPI OSTACOLI

La Fiorentina giocherà a Udine sabato prossimo alle 18 come previsto dal calendario, ma rigorosamente a porte chiuse. Manca soltanto l’annuncio ufficiale, ma dopo la richiesta avanzata dalla Federcalcio, nella serata di ieri è arrivata la disposizione del Governo. Non resta che aspettare la decisione della regione Friuli Venezia Giulia che dovrà recepire ufficialmente la decisione governativa e annullare la precedente ordinanza che imponeva il rinvio di tutte le manifestazioni sportive fino a sabato prossimo, partita dell’Udinese compresa.

Insomma, siamo agli adempimenti burocratici, ma la decisione politica è stata presa e non ci aspettiamo un irrigidimento sulle sue posizioni della regione Friuli. 

Saranno sei in totale le partite senza pubblico che si giocheranno fra sabato e domenica (compreso il big match Juve-Inter). Sono interessati tutti gli stadi delle regioni del nord Italia colpite dai provvedimenti per la prevenzione della diffusione del Corona virus. Il rinvio delle partite avrebbe portato problemi organizzativi e di calendario non indifferenti, si è optato per gli stadi chiusi al pubblico e in un momento di grave emergenza come questo, il provvedimento non fa un piega. Le alternative praticamente non esistono e se le società ospitanti avranno sicuramente dei problemi, davanti alla salute pubblica tutto il resto non conta. Comunque Udine continua a rivelarsi per la Fiorentina una trasferta problematica, se volete maledetta a pochi giorni dalla ricorrenza dei due anni del dramma di Astori.

Che Fiorentina arriva a questa partita? Mi porto dietro l’ultimo quarto d’ora della sfida con il Milan, la sensazione che questa squadra abbia delle potenzialità che fatica a esprimere a cose normali. C’è bisogno di un’emergenza, di una scossa, di una motivazione forte, ma anche di coraggio e di un’idea. Ripartiamo da qui, dal pareggio di Cutrone, da una partita recuperata in dieci uomini (successe anche con l’Atalanta in coppa), da un modulo più coraggioso e dall’intuizione di Iachini degna di un grande allenatore, che s’è inventato un sorprendente, ma efficace 3-4-2 trasformato spesso in 3-3-3 con Chiesa a tutta fascia. 

Non vorrei invece più vedere quella squadra con la difesa talmente bassa da finire chiusa dal Milan dentro l’area, senza la forza di uscire, ma una squadra che pur nel gioco all’italiana metta altra grinta, altro coraggio e quelle qualità tecniche che comunque ci sono. 

Ha ragione Iachini quando ricorda che sta lavorando soltanto da meno di due mesi, ma è arrivato il momento di crescere nella personalità. Senza chiedere la luna, qualche progresso nella mentalità e nell’interpretazione delle partite lo aspetto al più presto. L’atteggiamento adottato in emergenza deve diventare la normalità.  

Attraverso questo passaggio si nasconde anche il futuro di Iachini. Mi risulta che Rocco sia entusiasta del lavoro del nuovo allenatore, è uno stakanovista, ha una grinta bestiale, non molla mai nulla, chiede tanto ai giocatori, si pone sempre grandi obiettivi. Diciamolo: Rocco si rivede nell’atteggiamento di Iachini. 

Commisso la vita l’ha affrontata così e la sua partita l’ha vinta. Allo zio d’America piace talmente tanto Iachini che ha chiesto tempo ai suoi manager prima di dare una valutazione completa e trarre conclusioni sul futuro. Se la Fiorentina crescerà ancora, se questo spirito porterà anche risultati e gioco, Iachini sarà confermato.

Al momento sono messe da parte le analisi su altri profili di allenatori e per ora non ci saranno abboccamenti o contatti esplorativi con altri tecnici che pur erano nella lista dei graditi per il futuro. Sembra assopita l’idea di andare a prendere un grande nome, dopo aver contattato Blanc e averci provato con Allegri, l’idea di rilanciare un personaggio come Iachini, autentico cuore viola, stimola molto Rocco. Si è sempre sentito talent scout, anche dei manager delle sue aziende ed essere una sorta di imprenditore re-Mida lo affascina. Vedremo se ancora una volta avrà visto giusto. 

Barone e Pradè, ovvio, seguono l’idea del presidente e tutto sommato sono d’accordo, il lavoro fatto fino ad oggi è ampiamente positivo, se la Fiorentina crescerà in maniera costante, a sorpresa, Iachini potrebbe davvero essere confermato anche per l’anno prossimo. Mancano tredici partite e il crescendo dovrà essere graduale, ma evidente. Il tempo non manca.

Già sabato a Udine, sull’onda del pareggio strappato in dieci, mi aspetto una gara interpretata con coraggio. Il 3-5-2 può essere giocato anche in modo diverso, con più aggressività, pressing alto, difesa non troppo schiacciata e spinta degli esterni. Qualche cambio di formazione ci sarà. Al posto dello squalificato Dalbert giocherà quasi sicuramente Igor. Il giovane brasiliano difende, ma sa anche spingere. Torneranno pure Badelj in cabina di regia e Cutrone in attacco. Il croato sta bene, nessuno come lui sa dare i tempi di gioco e le geometrie. L’ex milanista sta recuperando la forma dopo mesi di inattività e la sua voglia s’è vista sabato. Darà il cambio a Vlahovic, la competizione fa bene a entrambi.

Durante la settimana Iachini però sta lavorando molto anche sul 3-4-3, un modulo che la Fiorentina dovrebbe avere come stabile alternativa a partita in corso, ma anche in certe gare quando condizione fisica e autostima saranno cresciute. In questo senso, anche il recupero di Ribery potrà aiutare moltissimo.

Intanto Rocco, come un fiume in piena, continua a rilasciare interviste su interviste. E’ il noviziato, giusto che si faccia conoscere e faccia conoscere soprattutto le sue idee sul calcio. Non ho consigli da dare a nessuno, a volte fatico anche a darli a me stesso, ma una riflessione sull’uso della comunicazione, per quel che ci capisco io (poco), andrebbe fatta. La sovraesposizione mediatica è evidente, alla lunga potrebbe diventare un boomerang per Rocco e per la Fiorentina. 

Comunque, almeno così sappiamo molte cose delle intenzioni del presidente e ci pare ormai chiaro che è sconsigliato a tutti scommettere un euro su un nuovo stadio a Firenze. Del no alla Mercafir abbiamo scritto da tanto tempo e purtroppo dell’ottimismo Nardelliano resterà probabilmente soltanto un bando appicciato su uno dei tanti plastici. Da Diego a Rocco, la storia si ripete.

Ma adesso, anche davanti all’idea Campi è spuntata una salita difficile quanto il Pordoi. C’è da cambiare la destinazione dell’area e ovviamente non dipende solo dal comune di Campi, va messo in moto quel mostro che si chiama burocrazia amministrativa, qualcosa che rende incerto anche il certo. E il fast fast fast rischia di farsi benedire. 

L’appello di Rocco ai sindaci dei comuni dell’area metropolitana la dice lunga, ma racconta anche che lo stadio rischia davvero di diventare un miraggio compromettendo la crescita economica della Fiorentina.