LA FIESOLE È INAGIBILE: APRISSE OGGI, IL FRANCHI POTREBBE ACCOGLIERE SOLO MILLE TIFOSI (E IL COVID NON C’ENTRA). L’ARROCCO DI ROCCO E UNA SOLUZIONE DA TROVARE SUBITO. LA FIORENTINA E TRE SFIDE CRUCIALI, IN CUI OSARE

10.02.2021 11:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
LA FIESOLE È INAGIBILE: APRISSE OGGI, IL FRANCHI POTREBBE ACCOGLIERE SOLO MILLE TIFOSI (E IL COVID NON C’ENTRA). L’ARROCCO DI ROCCO E UNA SOLUZIONE DA TROVARE SUBITO. LA FIORENTINA E TRE SFIDE CRUCIALI, IN CUI OSARE

L’idea era parlare di una rinfrescata da dare alla Fiorentina, che segna quasi mai e vince col contagocce. In vista di tre partite da non fallire (Samp, Spezia e Udinese), di tre scontri diretti cruciali, non sarebbe male infatti pensare a un rilancio del desaparecido Callejon (altrimenti che è rimasto a fare?), magari cambiando modulo e provando a tornare a quattro in difesa, giusto per tentare di dare slancio a un gioco ancora troppo farraginoso e un briciolo di pericolosità in più a un attacco completamente Ribery-dipendente. In queste partite bisogna tentare di vincere, di fronte non ci sarà l’Inter e la qualità della rosa viola potrebbe, anzi dovrà, far la differenza. A patto, finalmente, di riuscire a sfruttarne il potenziale. Prandelli finora ha fatto l’operaio, ma i 14 punti raccolti in 14 partite, dicono che serve fare di più. Che raccogliere qualche punticino qua e là non basta per togliersi l’ansia da bassa classifica. 

Ancora una volta però, tocca parlare di altro. Perché la notizia è un’altra. E per spiegarla bisogna partire da un numero: mille. Dove mille sono le persone che, oggi come oggi, potrebbero entrare al Franchi. Le curve e la Maratona infatti al momento sarebbero inagibili e l’unico settore che potrebbe contenere pochi eletti è la Tribuna. E le restrizioni dovute al Covid c’entrano solo in parte. Il certificato di agibilità dello stadio infatti è scaduto ormai dal maggio scorso e sarà rinnovato e rinnovabile (per dieci anni) solo dopo che i lavori di consolidamento annunciati da Nardella, saranno finalmente compiuti. Messa così è dura dar torto al furente Rocco, che da una parte si sente frustrato dall’impossibilità di investire su un possibile stadio nuovo e dall’altra è costretto a raccogliere calcinacci in un Franchi sempre più vetusto. Da Palazzo Vecchio giurano che senza la pandemia il certificato sarebbe già stato rinnovato, che i lavori sarebbero partiti prima e che comunque il Franchi tornerà a norma in tempo utile per accogliere il pubblico quando la campagna vaccinale lo permetterà. 

Anche qualora la prossima partita col pubblico a Firenze vedesse il pienone sugli spalti, questa corsa al certificato però dimostra che molto si è sbagliato in questa annosa e fastidiosissima vicenda stadio. La corsa alla Mercafir (voluta da Renzi, prima che da Nardella) si è dimostrata un flop clamoroso, il tentativo di intervenire sul Franchi coi soldi viola pure, mentre Campi per il momento resta parecchio sullo sfondo, visto che implicherebbe una serie di accordi bilaterali con Regione e Città Metropolitana che di certo farebbero allungare i tempi (e i costi) fin oltre il sostenibile. 

E mentre il Franchi invecchia, si va avanti con Rocco che ormai parla e punzecchia solo ai suoi canali ufficiali e con il sindaco che rilancia forte l’idea di un auto-restyling, senza ancora avere chiaro cosa abbia in mente la Fiorentina. Commisso oggi stesso farà le valigie e tornerà negli States: il timore dunque è che molta acqua sotto i ponti debba passare per risolvere l’arcano e che l’arrocco di Rocco sia destinato a durare ancora. Eppure tempo da perdere non ce n’è più: urge trovare una soluzione. Comune e credibile. E soprattutto subito, anche con un compromesso se necessario. Il sindaco (lo ha detto lui) si gioca la faccia, il presidente viola quella che considera la partita più importante della sua avventura a Firenze. Le chiacchiere quindi stanno a zero, qui c’è in gioco il futuro. Un po’ come per la Fiorentina, intesa come squadra: è arrivato il momento di tirar fuori tutto quello che si ha, senza perdersi d’animo. Tra frecciate fuori e sconfitte in campo, tira una brutta aria. Il Viola Park però dimostra che qualcosa di buono si può fare per davvero. E’ ora di seguire quella strada, senza permali e polemiche inutili, ma semmai con diplomazia e buon senso. Conviene a tutti.