LA CONFERMA DI BEPPE, IL TARLO NELLA TESTA DI ROCCO E QUEL GIOCO ANCORA DA TROVARE. PAQUETÁ, UN MERCATO DA NON SBAGLIARE E LA LOTTA AI VETUSTI LACCI DELLA BUROCRAZIA. OGGI VIA AI TAMPONI VIOLA, MA IL GOVERNO NON SA ANCORA COSA FARE

06.05.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
LA CONFERMA DI BEPPE, IL TARLO NELLA TESTA DI ROCCO E QUEL GIOCO ANCORA DA TROVARE. PAQUETÁ, UN MERCATO DA NON SBAGLIARE E LA LOTTA AI VETUSTI LACCI DELLA BUROCRAZIA. OGGI VIA AI TAMPONI VIOLA, MA IL GOVERNO NON SA ANCORA COSA FARE

Il beneficio del dubbio. Se il campionato, come possibile, non riprenderà, Beppe resterà lì dove vuole stare. Sulla panchina viola. Commisso come sempre è stato chiarissimo: dopo essersi trovato Montella in panchina, l’estate che sta per arrivare doveva essere il momento della scelta più forte, forse più importante. Doveva essere il momento per affidarsi a un allenatore top in grado di far volare la Fiorentina. Un Sarri, uno Spalletti, oppure un manager straniero con il curriculum da Champions. Gioco, divertimento e risultati. Rocco in fondo vuole questo, perché lo chiede Firenze e perché è l’obiettivo per cui è voluto tornare in Italia dopo aver fatto soldi al di là dell’oceano. Il Covid però ha rimescolato le carte e bloccato il campionato: in questo contesto è quasi impossibile tentare il colpo di portare a Firenze un grande nome, anche perché la nuova Fiorentina è in fase embrionale e non ha (ancora) l’appeal per convincere chi in alto c’è già. Normale dunque non affidarsi all’ennesima scommessa e dare fiducia a chi finora si è dimostrato affidabile. Anche perché Iachini ha la maglia viola come seconda pelle e rincorre l’occasione della carriera: “Quando sono in dubbio, la mia scelta è dare un’opportunità a chi già conosco”. 

Nelle 9 partite in cui ha guidato la Fiorentina, Beppe è stato capace di far reagire una squadra impaurita, di fare punti e conquistare la gente. Non è poco, anzi. Per convincere tutti, Rocco compreso, però, doveva fare un ulteriore salto in avanti. Doveva sciogliere le briglia alla sua squadra, doveva creare quel gioco che da troppo tempo al Franchi non si vede più. Ribery poteva diventare un grande alleato, la rinuncia al solito, stantio 3-5-2, un’ipotesi interessante su cui lavorare. Da qui il tarlo nella testa di Commisso, che da una parte aiuta Beppe e dall’altra lascia il futuro in un limbo di incertezza. 

Il mercato ovviamente potrebbe cancellare molti dei dubbi rimasti. Con una squadra forte per davvero, l’obiettivo di tornare in Europa potrebbe essere centrato a prescindere dal curriculum dell’allenatore. L’ultima idea a proposito è Paqueta, per la verità già cercato a gennaio con scarsi risultati. In inverno la Fiorentina lo trattò in prestito, ma alla fine non se ne fece nulla anche per le titubanze del giocatore. Paquetà, chiariamolo subito, non è Kakà. Non ha quelle qualità, non ha la corsa né il senso del gol del vecchio amore di Berlusconi. Ma è comunque un centrocampista di classe, che benissimo si sposerebbe con le doti di Castrovilli e Ribery. I tarli, anche in questo caso, però, restano: potrebbe, Beppe, permettersi lui, Castro, Franck, Chiesa (sempre che resti, cosa tutt’altro che scontata) e una punta? E varrebbe la pena spendere i 35 milioni che il Milan chiede per comprare un giocatore dai piedi buoni ma ancora inespresso? Con quei soldi, forse, si potrebbe ritentare per De Paul, che anche nell'Argentina sembra un giocatore più strutturato, più maturo, rispetto al rossonero. Di sicuro colpi del genere non vanno sbagliati. Perché il Covid ha ristretto le borse di tutti e perché il famoso fatturato viola è ancora lontano anni luce rispetto a chi comanda le classifiche europee. A proposito, Nardella sta riparlando di Franchi. “Proporrò un incontro con il ministro Franceschini per cambiare le leggi attuali”. La storia dello stadio è una novella dello stento che ha ormai stancato chiunque, ma Commisso insiste. E il sindaco vuole dargli corda. Chissà allora che non si possa riparlare di Campo di Marte. Magari provando a sciogliere i vetusti lacci della Soprintendenza e lasciando ai club la possibilità di investire. Nel frattempo non resta che attendere il famoso protocollo per far ripartite il calcio, mentre le squadre, Fiorentina compresa, già da oggi daranno il via alla delicatissima fase dei tamponi per tutti. L’accordo, per ora, non c’è, e infatti il consiglio federale di venerdì è slittato alla prossima settimana. In questi giorni si tenterà il tutto per tutto per arrivarci, soprattutto se altri Paesi, Germania in primis (la Merkel dovrebbe pronciarsi già oggi) daranno l'ok. Il Governo per ora vive di dubbi e nel timore che i contagi aumentino. E anche per questo aspetta. Non stupisce allora che si assista a stucchevoli e sempre più numerose polemiche politiche intorno al pallone. Il partito del “riapriamo tutto” si fa sempre più folto, il dirette Facebook si sprecano. Il calcio d’altra parte ha milioni di appassionati e sposta opinioni di massa, oltreché voti. La Fase 2, da questo punto di vista, è un film già visto.