LA BATOSTA HA LASCIATO IL SEGNO, PRANDELLI A RAPPORTO DA ROCCO. COMMISSO PERÒ NON MOLLA: VUOL PIAZZARE UN GRANDE COLPO, L’ULTIMA IDEA È KOKORIN (MA NON L’UNICA)

20.01.2021 11:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
LA BATOSTA HA LASCIATO IL SEGNO, PRANDELLI A RAPPORTO DA ROCCO. COMMISSO PERÒ NON MOLLA: VUOL PIAZZARE UN GRANDE COLPO, L’ULTIMA IDEA È KOKORIN (MA NON L’UNICA)

La squadra a rapporto da Prandelli e la dirigenza, lo stesso Prandelli chiamato a colloquio nel quartier generale di Commisso. La batosta ha lasciato il segno, nel morale e nell’autostima di una squadra che continua dannatamente a fare una fatica bestiale a far gol e punti, a trovare un’identità e una strada per diventare credibile. I tifosi schiumano rabbia, anche se la pandemia ovatta tutto. Quello che stiamo vivendo è un calcio asettico, che in qualche modo lascia un piccolo alibi ai calciatori, nel senso che nel campionato del coronavirus possono nascere notti magiche come quella di Torino, ma anche giornate orribili come quella napoletana. A far rabbia però è la mancanza di carattere, di quell’orgoglio che anche nelle difficoltà ti fa alzare la testa. Prendere sei gol non esiste, Prandelli ha certamente sbagliato la formazione, ha scelto di osare nel momento sbagliato, ha chiesto a Castrovilli di giocare in un ruolo non suo e puntato sulla coppia Ribery-Callejon che in questo momento è un lusso che non si può permettere. C’è modo e modo di perdere però e farlo in quel modo, senza combattere, quasi senza dignità, grida vendetta. Alla Fiorentina, a capitan Pezzella, a Milenkovic, Castrovilli, Callejon e in generale a tutti i  giocatori, l’obbligo di cercare il riscatto immediato. Sabato con il Crotone è uno scontro diretto a tutti gli effetti: chiunque giocherà, dovrà farlo col coltello tra i denti, con la consapevolezza che la pazienza, come gli alibi, è davvero finita. 

Rocco intanto è sempre più chiuso nel suo silenzio, preso com’è dai cattivi pensieri sullo stadio e da una classifica che lo delude. Il Commisso entusiasta e coinvolgente, quello sempre disponibile con tutti e pronto ogni volta a ribadire la voglia di sfidare il mondo, sembra non esserci più, e questo, parlando di futuro, preoccupa. Eppure i pochi che hanno avuto la fortuna di parlarci, giurano che il presidente viola non voglia mollare. Con Prandelli ieri è stato un incontro franco: il presidente, facile immaginarlo, ha preteso chiarimenti, ha tentato di capire i motivi del crollo e ha rinnovato la fiducia all’allenatore, a patto che certi scempi non si ripetano mai più. Tra riunioni per il centro sportivo e in attesa di incontrare Nardella sull’intricata questione stadio, Rocco però ha dato via libera anche al mercato. La Fiorentina infatti si è messa in testa di piazzare almeno un grande colpo, anche se ancora non si sa chi sarà l’allenatore del futuro e anche se lo stesso Pradè resta in bilico dopo un paio d’anni tutt’altro che soddisfacenti. Il ds e Barone comunque hanno avuto carta bianca per scandagliare il mercato internazionale: si cerca una punta, un esterno affidabile ma anche un centrocampista in grado di alzare il livello sia tecnico che caratteriale. Torreira è un’ipotesi, nonostante Prandelli abbia già chiarito di non pensare a un regista puro, De Paul è un sogno praticamente irrealizzabile, il Papu invece un’opportunità da prendere al volo, quando lo stesso argentino si sarà reso conto che le grandi possono fare a meno di lui. Come detto però la Fiorentina lavora anche all’estero e le sorprese sono all’ordine del giorno: l’ultima idea è Aleksandr Kokorin, russo dello Spartak, 29 anni e caratterino difficile, 2 gol quest’anno e 7 lo scorso, in appena 10 partite, oltre 100 in totale tra campionato e Nazionale. Il talento ce l’ha, con Vlahovic sarebbe una gran coppia, anche se resterebbe da capire come integrare quei due con Ribery. L’alternativa, secondo Sky, sarebbe Felipe Anderson, funambolo - e quindi molto diverso rispetto al russo - che alla Lazio dette il meglio come fantasista di fascia. I viola però sondano molte piste, leggi anche Maxi Gomez, e come detto c’è voglia di piazzare il colpo e alzare il tasso tecnico generale. L’importante sarà non ripetere gli errori del passato e non fossilizzarsi su nomi inarrivabili (vedi lo stesso De Paul in passato, ma anche Tonali, Milik e qualche altro) per poi trovarsi con un pugno di mosche in mano. Altra cosa importantissima, sarà chiarire con Prandelli e una volta per tutte, come vuol giocare la Fiorentina. Di moduli ne sono già stati cambiati anche troppi, segno che questa squadra è stata costruita con degli errori di fondo, senza una vera e propria conduzione tecnica che evitasse di creare l’equivoco Callejon e di far giocare troppi interpreti in ruoli sbagliati (vedi Castro domenica). 

Ora è il momento delle scelte, anche impopolari, ma convinte. Ancora qualche giorno e sapremo, di certo ci aspettano giorni di fuoco. Il mercato della pandemia è maledettamente difficile, ma dopo aver venduto tanto e con questa classifica qui, la Fiorentina non può più permettersi di aspettare.