L'URLO DI ROCCO

08.10.2021 10:08 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
L'URLO DI ROCCO

L’urlo è un celeberrimo quadro del pittore norvegese Munch, un capolavoro di tratti e colori capace di risvegliare in ogni animo umano, il senso della disperazione, della rabbia e dello stupore. Urlare fa bene, come insegna Arthur Janov, lo psicoterapeuta padre della terapia primaria, basata proprio sul senso liberatorio dell’urlo primario (primal scream). Tutti abbiamo necessità di urlare ogni tanto. E come può urlare un ‘povero’ miliardario  stufo di iniettare capitali in un sistema, quello del calcio, che ha regole inique per giunta non rispettate dai più forti? 

Gli tocca cacciare un urlo che gli costerà ancora una volta di tasca sua perché da una parte la vicenda Vlahovic sconquassa la stagione in corso e farà perdere quattrini al club e sul cartellino ormai deprezzato del giocatore serbo e sull’acquisto, ormai inderogabile, di un altro forte attaccante a gennaio. Commisso è come se gettasse in faccia, con un urlo appunto, la banconota preziosissima a chi lo tratta come se fosse solo il pollastro da spennare, l’urlo che chiude la noiosa vicenda Vlahovic, va quindi interpretato in chiave giocatore serbo, ma anche contro il sistema calcio nazionale, e infine in ambito locale, dove la disponibilità di Commisso ad investire di tasca sua sulle infrastrutture (leggi stadio), è stata frustrata dalla lobby rossastro spenta e incappucciata che preferisce pescar monete dal pentolone pubblico già ampiamente raschiato, piuttosto che lasciare un po’ il volante in mano al munifico straniero. Ed ecco l’urlo: "E allora tenete... Mi posso permettere anche di perdere altri soldi con questo ragazzino arrogante e mal consigliato".

Adesso tocca a Italiano reggere l’onda d’urto dell’urlo, il tecnico viola ha già dimostrato di essere un eccellente allenatore nel preparare i giocatori e mettere la squadra in campo, e farla giocare bene, adesso dovrà dimostrare quanto è bravo a gestire una situazione che esula dal fatto tecnico, ma riguarda la società e la gestione psicologica dei calciatori, per l’ottimo Vincenzo sarò una prova inedita, perché non si tratta più di prendere un gol in meno o farne uno in più, si tratta di tenere unito un gruppo il cui unico finalizzatore è messo all’indice dal presidente e vive un momento di forte stress. L’augurio è che pressione e tensione si mutino in stimolo, in benzina per spingere al massimo il motore viola.