L’HA VINTA PRANDELLI. ANCHE PER MARADONA. IL GOL DI MONTIEL PUÒ DARE LA SCOSSA CHE LA FIORENTINA CERCAVA. MA SERVE UN ATTACCANTE VERO APPENA RIAPRE IL MERCATO. VLAHOVIC NON CRESCE, VA DATO IN PRESTITO. CASTROVILLI, CHE SUCCEDE?

26.11.2020 00:02 di Enzo Bucchioni Twitter:    Vedi letture
L’HA VINTA PRANDELLI. ANCHE PER MARADONA. IL GOL DI MONTIEL PUÒ DARE LA SCOSSA CHE LA FIORENTINA CERCAVA. MA SERVE UN ATTACCANTE VERO APPENA RIAPRE IL MERCATO. VLAHOVIC NON CRESCE, VA DATO IN PRESTITO. CASTROVILLI, CHE SUCCEDE?

L’ha vinta Prandelli, dentro e fuori dal campo. Capisco l’allenatore viola quando dice che nel giorno in cui muore Maradona non se la sente di parlare di pallone. Il calcio perde il suo Dio e un Dio merita silenzio e rispetto, agli altri (a noi che amiamo questo sport) restano solo il dolore, il vuoto, la riflessione. Le parole non servono, non aggiungono, caso mai tolgono.

Onore alla sensibilità di Prandelli e alla sua scelta, ma il calcio e la vita continuano.

E’ dura anche per me (ovvio) pensare a Diego che ho visto, ammirato e conosciuto da vero Dio sul campo e (purtroppo) anche nelle debolezze umane e ora scrivere di questa partita di coppa Italia. Ma la Fiorentina ha vinto, ha faticato fino ai supplementari ma ha vinto, ha conquistato gli ottavi e adesso affronterà l’Inter e mi piace pensare che in qualche modo questa vittoria possa essere dedicata anche a Diego, che la squadra viola seguiva con simpatia per Gabriel Omar Batistuta quel numero nove, argentino come lui, che proprio Maradona definì “il miglior centroavanti della storia del calcio”.

E allora, cosa ci racconta la partita di Udine?

L’ha vinta Prandelli, l’ho detto e lo ripeto, ma non soltanto per aver deciso la qualificazione con una mossa, per aver inserito Montiel che ha fatto gol, l’ha vinta per la gestione complessiva. Niente di esaltante, ovvio. Eppur si muove, prendo a prestito parole dalla storia.

Dentro una partita inguardabile (primo tempo), poi brutta e cresciuta un po’ nel finale e nei supplementari, s’è comunque visto qualcosa, un primo pallido inizio di inversione di tendenza. Non è poco dopo il crac col Benevento di appena tre giorni prima. Ora c’è un allenatore che usa tutto il gruppo e sa capire chi premiare e chi bocciare, un allenatore capace di far giocare moduli diversi durante la stessa partita, capace di vederla, la partita, e di intervenire per cambiarla. E’ un nuovo inizio? Lo speriamo vivamente, ma intanto vedere il rombo a centrocampo, vedere inserire giocatori funzionali a quel che serve nel momento della gara, fa ben sperare. Montiel può essere stato un colpo fortunato, ma il cambio era stato fatto per ottenere più forza e superiorità in quella zona dove l’Udinese soffriva e non soltanto per provare a fare qualcosa. Lirola e Montiel, una catena di destra con gente fresca. Quando imploravo “fate qualcosa di calcio”, ora qualcosa di calcio comincio a vederla anche dentro una gara comunque brutta.

Intendiamoci, resta una montagna da scalare. Fisicamente non c’è reattività, ma con il lavoro arriverà. Manca la rabbia agonistica, ma le motivazioni vanno coltivate e passano anche attraverso una organizzazione di gioco che complessivamente vedo migliorata e che è cresciuta con il passare dei minuti. Buon segno. 

Piccole cose, oltre al risultato, alle quali aggrapparsi per pensare positivo e credere che il lavoro di Prandelli iniziato da due settimane, possa portare fuori da questo insopportabile stallo.

Ci sono giocatori da recuperare nel gioco, ma anche nelle motivazioni e mi viene in mente Castrovilli. Ma s’è comunque vista un po’ di voglia in più, se non proprio l’orgoglio. Alla fine dentro una non-partita da zero a zero, chi ha avuto la forza per provare a vincerla è stata la Fiorentina più dell’Udinese. E l’ha vinta.

Ripeto, poca roba, ma per ritrovare la strada giusta bisogna cominciare dai sassolini.

E poi il calcio, spesso, offre delle occasioni da prendere al volo. Mi piace pensare che questa vittoria possa diventare benzina per l’orgoglio dei giocatori e aiuti a cacciar via la negatività che circonda questo gruppo. Una vittoria come questa, all’ultimo momento, strappata e sofferta, a volte può essere un salvagente nel mare in tempesta. Il calcio è pieno di svolte negative e positive e in questa partita io una piccola positività ce la vedo.

Resta, grosso come una casa, il problema dell’attacco. Kouamè, che Prandelli conosce bene, è l’ombra del giocatore del Genoa. Non ha funzionato neppure da seconda punta. E’ uno scattista, forse crescerà quando starà meglio fisicamente e sarà più reattivo. Forse. Quello che preoccupa più di tutti però è Vlahovic. Se non apre gli spazi per i centrocampisti, se non fa pressing in fase di non possesso, se non tiene una palla per far salire la squadra, se perde tutti i duelli e sbaglia anche le occasioni gentilmente offerte, c’è da preoccuparsi. Il ragazzo resta interessante, ma è acerbo. Forse gli hanno detto troppo presto che è un campione e lui ora lo pensa davvero, fatto sta che anche se questa Fiorentina crescerà (speriamo) sarà comunque dura senza un attaccante capace di giocare per e con la squadra. Manca un mese o poco più all’apertura del mercato e non è difficile trovare in giro, anche in prestito, un giocatore più pronto di Vlahovic che per me deve andare a giocare in una squadra dove non ci sono pressioni eccessive. Piatek o non Piatek, (non credo in Milik), ma qualcosa va fatto subito e Rocco credo l’abbia capito. Del resto dell’attaccante s’è discusso anche quando s’è programmata la ripartenza con Prandelli e credo che l’intenzione di andare sul mercato ci sia. E forte. 

Torno a Montiel. La positività dei ragazzi può essere un’altra chiave per ritrovare energie, ma Prandelli sa benissimo che in questi momenti servono gli esperti e i carismatici come Borja e speriamo che per domenica recuperino Ribery e Bonaventura. C’è il Milan capolista e non la piccola Udinese, si va a San Siro e una grande sfida può essere un’altra occasione per far recuperare l’orgoglio a questa squadra. Mi sbilancio e prevedo Dragowski, Caceres, Milenkovic, Pezzella (se sta bene) e Biraghi; Amrabat, Pulgar, Bonaventura, Castrovilli; Ribery e Cutrone visto che è un ex. Ma i supplementari potrebbero aver svuotato di energie qualcuno e questo andrà valutato, ovviamente.

Intanto Rocco s’è emozionato per Montiel e non è poco. Anzi è troppo. Ma Rocco è fatto così e quando da lui arriva energia positiva va presa a chili.

Chiudo con una vicenda privata e mi scuso, ma ci tenevo a ringraziare i 18221 lettori di questo giornale online (e non solo loro) che hanno partecipato al mio dramma personale. In fondo siamo una grande famiglia e questo da forza.