L’ARTE DEL RIMANDARE, MA INTANTO LA VIOLA HA MILENKOVIC E VLAHOVIC. PER UN ANNO

20.08.2021 11:05 di Stefano Prizio Twitter:    vedi letture
L’ARTE DEL RIMANDARE, MA INTANTO LA VIOLA HA MILENKOVIC E VLAHOVIC. PER UN ANNO

"Mai rimandare a domani ciò che puoi fare benissimo dopodomani". Ammoniva ironico lo scrittore statunitense Marck Twain. Intendiamoci: per la Fiorentina avere Milenkovic e soprattutto Vlahovic per un anno ancora, è qualcosa di importante, anzi di più. Tuttavia, sul come sia giunto il rinnovo di Milenkovic, di un solo anno, con Vlahovic che al momento non ha firmato il rinnovo, qualche osservazione è d’uopo farla: intanto, la società viola ha lasciato passare tempo prezioso, riducendosi ai giorni dopo il ferragosto, quando, ad esempio con Vlahovic, bisognava sedersi per il rinnovo il minuto dopo che Prandelli gli dette la maglia da titolare, preferendolo a Cutrone e Kuamè, facendo la fortuna della società e del calciatore.

Invece si è colpevolmente atteso, tanto che a tre giorni dalla prima di campionato con la Roma, i tifosi viola e persino Italiano, non hanno ancora certezze sull’ assetto della squadra, questo proprio nell’estate in cui la Fiorentina aveva fatto quella bella figura di mettere in fuga il tecnico prescelto, Rino Gattuso.

E poi, tornando a Milenkovic, il difensore rinnova per un anno solo, semplicemente perché la Fiorentina non ha trovato chi le offrisse la cifra giusta che è un po’ come la storia di quel tizio alla festa che avvicina la bella fanciulla e le domanda in un orecchio: ‘Passeresti la notte con me per 10.000 euro?
E lei risponde: ‘ beh per 10.000….. si’. E lui ancora: ‘ e per 100 euro? Lei: ‘ ma dai…. Per chi mi hai presa? 100 euro?? E infine lui: ‘Per chi ti ho presa è chiaro, cioè per quella che sei, ora basta solo mettersi d’accordo sul prezzo’.

Il prezzo. Anche per Milenkovic, Vlahovic e qualunque giocatore che dovesse venire in futuro, esplodere, far benissimo nella Fiorentina, la
questione sarà sempre il prezzo. Non il progetto tecnico del club, la sua ambizione, l’ambizione sportiva del miliardario statunitense Commisso.
Per ora in casa viola si è scelto di procrastinare che è "l'arte di stare al passo con ciò che è successo ieri, per evitare il domani”. 

L’americano ha risolto al modo della politica italiana: “Il rinvio è il momento significativo di ogni disegno riformatore", diceva infatti Aldo Moro e Giulio Andreotti gli faceva eco col suo celeberrimo: ‘Meglio tirare a campare che tirare le cuoia’. Naturalmente non si tratta di un vizio della sola Fiorentina, è un po’ tutto il calcio italico che si comporta così.

Specie sul caso Vlahovic occorreva evitare che il proprietario e il Dg incorressero in figure non da premio Nobel a causa delle loro roboanti e improvvide dichiarazioni del tipo ‘Per il contratto di Vlahovic siamo ai dettagli’ ( Joe Barone a Moena), alla faccia dei dettagli.

Così facendo si butta la palla in corner, e si guadagna un anno per evitare di fare come quando Chiesa fu sostituito da Callejon. C’è infatti un anno per cercare alternative e persino imbastire trattative. E in un anno succedono tante cose, anche in una società dove non volano le aquile.