ITALIANO È VIOLA, ORA DIFENDIAMOLO. CON LUI NASCE L’IDEA DI UNA FIORENTINA DIVERTENTE E VOTATA ALL’ATTACCO: SI PUÒ APRIRE UN CICLO. ANTONIO L’UOMO GIUSTO PER STAR VICINO AL NUOVO ALLENATORE

30.06.2021 10:54 di Leonardo Bardazzi   vedi letture
ITALIANO È VIOLA, ORA DIFENDIAMOLO. CON LUI NASCE L’IDEA DI UNA FIORENTINA DIVERTENTE E VOTATA ALL’ATTACCO: SI PUÒ APRIRE UN CICLO. ANTONIO L’UOMO GIUSTO PER STAR VICINO AL NUOVO ALLENATORE

E ora difendiamolo. Tutti. Senza se e senza ma, compreso chi ancora nutre dubbi sulla sua scarsa esperienza o sulle inevitabili pressioni che comporterà allenare a Firenze. Vincenzo Italiano è viola e dopo un mese di tira molla e tensioni, si può finalmente tornare a parlare di calcio. Gattuso e le liti furibonde con Mendes sono ormai il passato, adesso conta solo fidarsi di chi è appena arrivato, scegliendo il viola anche a costo di fare braccio di ferro con i vecchi amici dello Spezia, che insieme a lui, e, giusto ribadirlo, soprattutto grazie a lui, hanno vissuto stagioni storiche per il piccolo club ligure. Il nuovo allenatore ha dimostrato idee e una voglia matta di emergere, nello spogliatoio lo raccontano come leader assoluto, da Moena lavorerà per dare identità e gioco. E’ una scommessa, ma anche una bella idea con cui gettare le basi per un futuro diverso. Crescere insieme a lui si può, a patto naturalmente di concedergli il tempo necessario. Uno così ha bisogno di entrare nella testa dei giocatori e soprattutto conoscerli a fondo. Chiede tanto, soprattutto in allenamento. E anche per questo non mi aspetto rivoluzioni immediate dal mercato, sarà il ritiro in Trentino infatti il nuovo inizio viola. Sull’argomento, la cosa migliore l’ha detta Prandelli: “Spero che possa incidere sulle scelte dei giocatori perché poi alla fine pagano sempre gli allenatori”. Una frase saggia, che mette Italiano al centro del villaggio viola. Con lui infatti si può aprire un ciclo, fatto di un calcio divertente, sfrontato, alla ricerca della vittoria contro chiunque. Non è detto che tutto riesca subito e anche per questo decisiva sarà la società. Che dovrà essere brava a sfruttare l’entusiasmo dei tifosi e il calore del Franchi finalmente riaperto, ma anche a tenere la barra dritta dopo qualche risultato storto e le inevitabili polemiche tutte fiorentine che ne seguiranno. In questo senso, ancora una volta, torna d’attualità l’importanza di non perdere Antognoni. Giancarlo è Firenze nel calcio, conosce tutto della città e delle dinamiche, sa quali corde toccare con la piazza e con i calciatori. Il confronto di ieri con Barone, se non altro, è servito per tornare a parlarsi. Dopo una settimana di mare, ci sarà il secondo round. Le parti restano distanti, ma forse il buon senso potrebbe avere la meglio. A un neo arrivato come Italiano, avere uno come Antonio al suo fianco, non può che far bene. 

Con il nuovo allenatore a proposito, anche i precari, da Callejon e Kouame a Kokorin (sempre che pensi più al calcio che alle Lamborghini…), senza dimenticare il capitano Pezzella, ormai all’ultimo anno di contratto con la Fiorentina, avranno la possibilità di riscattarsi, mentre i giovani (su tutti Maleh e Sottil) avranno il tempo di mettersi in mostra: da lì in poi arriverà il tempo delle scelte. Discorso a parte per Milenkovic: va o resta? E se va, quanto porterà nelle casse? Per costruire la nuova squadra, c’è bisogno anche di qualche cessione remunerativa. La certezza è che la Fiorentina punterà sulla qualità, sui piedi buoni e sulla corsa: palleggio e intensità sono l’Abc del calcio di Italiano e in quella direzione andrà il lavoro del nuovo trio Barone-Pradé.Burdisso. L’altra certezza è che salirà in montagna una squadra con la rosa meno extralarge, chi ha il contratto in scadenza molto probabilmente dovrà cercarsi un’altra sistemazione. Addio dunque a Borja, a Caceres e molto probabilmente anche a Ribery, che fino a sabato era speranzoso di poter restare anche con un ruolo meno centrale rispetto a quello avuto finora, ma che adesso si sta guardando intorno per capire dove finire la sua fantastica carriera. Lasciar andare Franck, se davvero sarà così, non sarà banale. E’ vero, ha segnato poco e marcato spesso visita, ma all’interno della squadra è stato un punto di riferimento assoluto. Vlahovic lo considera un fratello maggiore e quando si è acceso, soprattutto contro le grandi, ha fatto la differenza. Le scelte comunque si rispettano. La Fiorentina vuol investire, Gonzalez è già arrivato e altri lo seguiranno. L’estate è solo all’inizio. Adesso finalmente abbiamo un allenatore e un’idea di calcio in testa. Viste le premesse, non è poco.