“IO E LUI SIAMO SIMILI, L’HO SCELTO PER QUESTO”: ROCCO E RINO, QUESTIONE DI FEELING. OGGI COMMISSO FESTEGGIA DUE ANNI VIOLA, DALLA PROSSIMA SETTIMANA L’ACCELERATA SUL MERCATO

06.06.2021 10:34 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
“IO E LUI SIAMO SIMILI, L’HO SCELTO PER QUESTO”: ROCCO E RINO, QUESTIONE DI FEELING. OGGI COMMISSO FESTEGGIA DUE ANNI VIOLA, DALLA PROSSIMA SETTIMANA L’ACCELERATA SUL MERCATO

“Io e lui siamo simili, per questo l’ho scelto”. Rocco e Rino sono la coppia d’assi a cui è affidato il nuovo Rinascimento fiorentino. La Calabria nel cuore, le origini umili con la salsedine sulla pelle, le partite di pallone sulla spiaggia, la scorza di chi ha lottato e fatto sacrifici per farcela, la voglia di non arrendersi mai e soprattutto l’ambizione. Commisso ha scelto Gattuso anche per tutto questo. La stima ovviamente arriva da lontano, per i titoli vinti al Milan, la Coppa del Mondo e l’ottimo inizio di carriera da allenatore. La differenza però l’ha fatta l’empatia, la fiducia nell’affidarsi a un professionista dal curriculum fantastico, magnetico per i giocatori e per chi gli sta intorno, con la stessa fame di quando a Schiavonea, a 12-13 anni, si infilava nelle auto degli amici più grandi pur di allenarsi con gli Under19.

Questione di feeling, insomma. Anche se ora, naturalmente, viene il bello. E se volete anche il difficile. La sfida comune è riportare la Fiorentina dove merita. Il patto tra di loro è già chiarissimo, tra calabresi bastano poche parole per dirsi tutto, anche perché uno sa che l’altro le rispetterà al 100%. Rino ha chiesto una squadra forte, all’altezza delle sue ambizioni e di quelle di Firenze. Ha chiesto di allenare il gruppo al completo prima possibile, con scelte di mercato anche nette a patto di non avere musi lunghi nello spogliatoio. Commisso è pronto a dargli carta bianca, immaginarsi di poter spendere 200 milioni è pura fantasia, ma nonostante i tempi di Covid e tagli per tutti, la Fiorentina - è bene ribadirlo, perché troppo facilmente passa come cosa scontata - è uno dei pochissimi club di serie A che paga regolarmente gli stipendi, che non ha debiti con le banche, ma che anzi può vantare una proprietà ricca e appassionata. 

Dalla bellissima Marina di Gioiosa, che lo stesso Commisso ha salutato in diretta radio e vivendo la quale si capiscono tante cose di Rocco e dei suoi valori, giurano tutti che il presidente viola è ancora più determinato: “Dategli fiducia e lui vi porterà in alto - dicono parenti e amici, con cui Rocco continua a sentirsi, nonostante manchi dalla Calabria da quasi 10 anni - è un uomo di cuore e l’accoglienza che gli ha regalato Firenze al suo arrivo non la dimenticherà mai. Le critiche gli hanno fatto male per questo, lui ci sta mettendo soldi e tutto sé stesso. Sbagliare capita, ma uno come lui, che dai palloni con gli stracci si è fatto miliardario, non molla certo alla prima difficoltà”. In altre parole, si è messo in testa di costruire una grande squadra. Proprio oggi per altro festeggia due anni tondi di Fiorentina, dopo tanti soldi spesi e troppe delusioni, è arrivato il tempo di rifarsi.

Dalla prossima settimana a proposito ci sarà l’assalto al mercato. Sergio Oliveira sarebbe un gran colpo, al Porto si è consacrato e lui stesso non nega di aver voglia di misurarsi con un campionato più importante del portoghese. Venti milioni e passa per il cartellino non sono uno scherzo per un 29enne, ma come detto Rocco vuol accontentare Rino e la regia di Mendes aiuterà a trovare la quadra. Occhio anche alla pista Bakayoko, che magari potrebbe arrivare in prestito: nel centrocampo di Gattuso, sarà importante anche il fisico. L’altra pista da seguire porta agli esterni. La Fiorentina ne ha bisogno come il pane, serve gente in grado di saltare l’uomo e muoversi senza palla. Guedes e Corona sarebbero il massimo, ma la concorrenza è dura. In difesa si aspetta che qualcuno faccia sul serio per Milenkovic, anche su Ribery Rino si è preso tempo per decidere. Di certo uno tra Franck e Callejon saluterà, Gattuso vuole rinnovare e punta sull’energia. Non si può sbagliare, non si vuole sbagliare. Sta nascendo una Fiorentina di Calabria, con la testa dura, il cuore grande e l’ambizione di Rocco e Rino, due per i quali il verbo perdere, non dovrebbe esistere.