IN MEZZO ALLA BUFERA GATTUSO SPUNTA IL COLPO GONZALEZ. ITALIANO DAVANTI A TUTTI. ANTOGNONI È UNA GRANDE RISORSA, PERCHÉ DEVE DIVENTARE UN PROBLEMA?

19.06.2021 11:35 di Mario Tenerani   vedi letture
IN MEZZO ALLA BUFERA GATTUSO SPUNTA IL COLPO GONZALEZ. ITALIANO DAVANTI A TUTTI. ANTOGNONI È UNA GRANDE RISORSA, PERCHÉ DEVE DIVENTARE UN PROBLEMA?
FirenzeViola.it

Partiamo dalle ultime notizie di una settimana che resterà scolpita nella storia della gente viola, non certo per un profilo di positività. La Fiorentina ha preso un esterno molto forte, Nicolas Gonzalez, 23enne, nazionale argentino, tipo  che in attacco sa fare tutto: destra, sinistra, volendo finto nueve. Ottima operazione di mercato. Ha gamba, sulle fasce uno così serviva davvero. Torna anche Sottil, giusto il controriscatto, la Fiorentina crede in un giocatore cresciuto a Campo di Marte.

I 23 milioni più 4 di bonus per Gonzalez hanno il sapore della risposta immediata ad una situazione imbarazzante, creatasi per il caso Gattuso. E’ già stato detto e scritto molto sulla vicenda. Non c’è tanto da aggiungere. Di sicuro se gli attori in commedia non parleranno ufficialmente su quello che è accaduto, qualsiasi ricostruzione sarà zoppa per non dire farlocca.

Ognuno porta avanti, legittimamente, la tesi che più gli interessa e che soprattutto giustifica gli errori commessi. Ed è innegabile che entrambi i contendenti ne abbiano fatti. Si va dalle esagerate richieste economiche di un procuratore famoso, tra l’altro, per le sue onerose parcelle - insomma che Mendes e i suoi simili viaggino su intermediazioni stellari è cosa nota - all’arrabbiatura di un allenatore, infuriato, trapelata dal suo entourage, perché tradito sul mercato. Aspettava i giocatori promessi e questi non sono arrivati. Quale delle due ricostruzioni ufficiose sarà la versione più aderente alla realtà? Impossibile verificarla se nessuno aprirà bocca. E invece di chiarezza questa storia ne avrebbe un gran bisogno. Proprio per non rinvangarla più, per sotterrarla.

Quanto alla crociata che il presidente Commisso intende intraprendere contro i 3-4 padroni incontrastati del mercato mondiale, ci sentiamo di dire che si tratta di cosa buona e giusta. Ma prima di Commisso ne aveva parlato il numero uno della Fifa, Infantino: quando aveva fatto riferimento a 7 miliardi di euro di intermediazioni che ogni anno escono dal mondo del calcio per finire nelle tasche di questi registi del business mondiale del pallone. Il problema c’è, ma va affrontato a livello politico sportivo, con gli organi di governo calcistico, attraverso una rete di presidenti pronti a fare sistema. Un uomo solo al comando rischia di andare a sbattere nel muro, facendosi molto male. I famosi mulini al vento. E allora, benissimo rifiutarsi di pagare commissioni di decine di milioni, sacrosanto, ma molto meglio prevenire la criticità. Come? Evitando di ingaggiare allenatori gestiti da Mendes o intermediari del suo lignaggio, presentandoli tra l’altro col suono dei cannoni, come se prima di questi non vi fossero stati tecnici all’altezza a Firenze. La prudenza è sempre una buona compagna di viaggio. Non si può andare a cena nel più prestigioso ristorante della città e poi contestare il conto se è salato. Bisognerebbe informarsi prima sul costo della carta. Nessun problema, per carità, tutta esperienza da fare nel mondo del calcio.

Gattuso, poi, con la vicenda Tottenham, per altro finita male per lui, oltre ad aver fatto infuriare i tifosi viola, ha dimostrato che la sua testa era già sintonizzata altrove. Troppi spifferi ci hanno informati in questi mesi di una non profonda convinzione di Gattuso nello scegliere la Fiorentina. Una titubanza vinta dall’insistenza nel corteggiamento da parte del presidente Commisso. E così, al primo scricchiolio, Gattuso ha salutato i viola e se ne è andato. Sperando che Londra gli potesse regalare felicità e invece non lo hanno fatto nemmeno atterrare. Solo 23 giorni di regno viola senza partite per il quinto allenatore dell’era Commisso.

Ora la dirigenza deve pensare al sostituto di Rino e fin dal primo momento le attenzioni si sono indirizzate sul tecnico emergente della scorsa stagione: Vincenzo Italiano. Uno che guidando la squadra dotata del più povero monte ingaggi della serie A ha raggiunto una salvezza miracolosa. Conquistata col gioco e con tanto coraggio. Avrà poco passato Italiano, ma potrebbe avere un grande futuro.

L’allenatore veneto ha da poco firmato il rinnovo con la proprietà statunitense dello Spezia. Per la società viola non è facile portare avanti una trattativa così delicata sul piano diplomatico: la carta vincente dovrebbe essere il presidente Commisso, in buoni rapporti con l’omologo Platek. La Fiorentina giustamente non ha intenzione di fare un braccio di ferro, deve essere Italiano a mandare segnali di un certo tipo anche se c’è una clausola di un milione da pagare. Sembra che lo Spezia non sia rimasto soddisfatto dell’atteggiamento del suo allenatore, i liguri si sarebbero aspettati da Italiano una maggior volontà di restare, visto che la firma era arrivata da poco tempo. Ma l’ambizione è il motore dell’uomo e per Italiano Firenze potrebbe diventare il trampolino della vita. La sensazione è che i due presidenti si metteranno d’accordo, magari agendo su eventuali contropartite tecniche o qualcosa che possa venire incontro ai desiderata dello Spezia. In Liguria si sono già mossi, monitorando il mercato alla caccia di un nuovo allenatore e quindi tutto lascia immaginare che la fumata bianca per i viola potrebbe arrivare in tempi abbastanza brevi. Alternative? Gira sempre il nome di Fonseca, mentre Garcia avrebbe fatto sapere di preferire una squadra impegnata in Champions oppure potrebbe concedersi un anno sabbatico. La pista Liverani sembra raffreddata così come quella che porta a Mazzarri.

Nella settimana della polveriera Gattuso non si capisce perché il club viola si sia complicato la vita col caso Antognoni. Sul piano politico questo scontro è risultato una scelta improvvida. La società ha fatto una proposta che il Capitano ha declinato come irricevibile: francamente settore giovanile e scouting sono settori importanti, ma non per Antognoni. Per quello che rappresenta, che ha fatto e che ha dimostrato nella sua vita a Firenze e non solo, Giancarlo meriterebbe altro, quantomeno non di essere trattato così. Infatti ha deciso di andarsene.
Continuiamo a pensare che Antognoni più che una bandiera fine a se stessa, sia una risorsa tecnica. Farlo diventare un problema è assurdo. E’ formidabile nel saper dividere l’oro dal bronzo in un calcio in cui ci sono dirigenti che non riconoscono un mancino da un destro. Perché non sfruttarlo da questo punto di vista? C’è ancora spazio per rimediare se la società lo vuole. Basta applicare un po’ di buon senso. Antognoni è la storia, qualcosa di diverso da tutto il resto.