IN ATTESA DEL 9, C’È IL 10 A ROMPERE LA NOIA. ALLA FIORENTINA PERÒ, OLTRE AL GIOCO, MANCA LA LEGGEREZZA. LE POLEMICHE NON SERVONO A NULLA, SE NON A FARE CONFUSIONE. IN COPPA COL TURNOVER, POI A ROMA PER GIOCARSELA A VISO APERTO

28.10.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
IN ATTESA DEL 9, C’È IL 10 A ROMPERE LA NOIA. ALLA FIORENTINA PERÒ, OLTRE AL GIOCO, MANCA LA LEGGEREZZA. LE POLEMICHE NON SERVONO A NULLA, SE NON A FARE CONFUSIONE. IN COPPA COL TURNOVER, POI A ROMA PER GIOCARSELA A VISO APERTO

In attesa del 9, ci godiamo il 10. Gaetano Castrovilli è il gioiello viola, il portento che rompe la noia e ti fa vincere le partite, che ti fa pensare che davvero si può godere anche vedendo la Fiorentina. Castro dopo il lockdown non era più lui, ma in questo avvio sta dimostrando tutto il suo talento: rischia la giocata, si intrufola in area avversaria con tenace pericolosità, segna e fa segnare. E’ ancora giovanissimo, ma gioca da veterano: in una parola, è maturo per essere un trascinatore viola e perché, no, anche azzurro. Ha già segnato 4 gol in 5 partite, eppure non è ancora al massimo della condizione, visto che continua a convivere con qualche vecchio acciacco. I gol però non sono tutto, perché in partita fa sempre più cose utili, rischia la giocata perché sa di poterselo permettere, ma al tempo stesso cerca il dialogo con i compagni. Tra le tante bellezze di domenica, scelgo proprio l’assist per Milenkovic, perché alla tecnica unisce la capacità di leggere l’azione, l’abilità di giocare a testa alta. Per diventare Antognoni ha ancora tanto pane duro da mangiare, ma la classe è enorme e la Fiorentina ha fatto benissimo a giocare d’anticipo e mettere sul piatto un rinnovo che lo blinderà fino al 2025.

Oltre a lui però, questa squadra ha ancora troppo poco per essere convincente. La vittoria con l’Udinese è arrivata tra mille sofferenze, a un certo punto, in vantaggio 2-0, sembrava di rivivere la partita con lo Spezia, coi viola alle corde e gli avversari a prendere fiducia. C’è voluto un grande Drago per chiudere la strada ai friulani, al resto, come detto, ha pensato il 10, mentre gli attaccanti facevano (e non è la prima volta) scena muta. Callejon, fuori ruolo e fuori forma, è stato un fantasma, a Vlahovic invece non è arrivato un pallone che fosse uno, ma anche lui ha fatto pochissimo per farsi notare. E lo stesso vale per Cutrone (che paga anche i noti problemi legati all’eventuale riscatto dal Wolverhampton) e Kouame, pure loro completamente avulsi dal contesto. La Fiorentina non ha un gioco codificato, in campo fatica a riconoscersi e a farsi riconoscere. Iachini ha le sue responsabilità, ma di questo abbiamo parlato fin troppo e per una volta si può soprassedere.

L’altro lato oscuro della luna viola è la troppa tensione, la troppa ansia che trattiene la Fiorentina. La squadra non gioca libera di testa, sa che deve dimostrare ma non ci riesce, e quando viene attaccata va in difficoltà. Anche la difesa infatti è insicura e fin troppo perforabile, tanto più che in questo mese di campionato Pezzella non c’è quasi mai stato. Martinez Quarta, marcatore di temperamento, potrà dare il suo contributo, ma è la testa che va cambiata. Servirebbe maggiore leggerezza e invece ci si confonde tra pappagalli e polemiche più o meno reali. E’ tutta fuffa, che non serve per crescere e di sicuro non serve alla squadra per rendere al massimo, ma su cui invece insiste molto anche Commisso. La riconoscenza verso Rocco è sentimento comune a Firenze, ha speso un sacco e sta facendo tanto per costruire qualcosa di bellissimo come il centro sportivo. Le scelte tecniche però sono altra cosa, quelle vanno bene solo se arrivano i risultati. Altrimenti, nel calcio, nessuno può essere immune da critiche. Come detto allora, conta la squadra, conta divertire i tifosi e ovviamente contano i punti in classifica. Il resto è contorno. E visto che contano i fatti, oggi c’è la coppa. Il passaggio del turno con il Padova è il minimo sindacale, come ripetiamo ogni anno infatti questa è l’unica vera competizione che la Fiorentina può ambire almeno a sognare. Il cammino stavolta è particolarmente complesso, all’orizzonte (oltre all’Udinese, se oggi batterà il Vicenza) ci sono Inter e probabilmente Milan. Provarci però è un obbligo, partendo da una vittoria incoraggiante oggi pomeriggio. Giocare contro una squadra di C può essere l’occasione giusta per sbloccare le punte. Vlahovic & C. non saranno Ibra o Dzeko, ma non valgono neppure il nulla cosmico visto finora. E’ un problema anche di testa. Sbloccarsi per tornare a pensare positivo. Ecco perché battere il Padova può essere un gran bel modo per preparare Roma. Con l’Olimpico alle porte, è logico aspettarsi molti cambi. Venuti e Barreca sulle fasce, almeno uno tra Duncan e Pulgar in mezzo, Kouame seconda punta e magari Callejon pronto all’uso per mettere benzina nelle gambe. Ribery, semmai, sarà fondamentale domenica. Il Padova e la Roma: due appuntamenti importantissimi per questa stagione cominciata con troppe incertezze e inquietudini. Servono risultati e convinzione nei propri mezzi. Il resto serve solo a farsi del male.