IL VIMINALE SDOGANA GLI ALLENAMENTI, LA FIORENTINA PER ADESSO ASPETTA. IL GOVERNO PENSA ALLO STOP: SETTIMANA DECISIVA, INCERTEZZA ASSOLUTA

04.05.2020 00:00 di Mario Tenerani   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
IL VIMINALE SDOGANA GLI ALLENAMENTI, LA FIORENTINA PER ADESSO ASPETTA. IL GOVERNO PENSA ALLO STOP: SETTIMANA DECISIVA, INCERTEZZA ASSOLUTA

Chi se la sente di sbilanciarsi in pronostici su quello che accadrà nel calcio italiano nelle prossime 72 ore si faccia pure avanti, c’è posto. Ci vuole coraggio, mai come adesso è vero tutto e il suo contrario. Mai come adesso l’incertezza assoluta è sovrana. Il pallone non deciderà la propria sorte, venerdì è stato ribadito dall’assemblea di Lega. I club non possono decretare la fine della stagione perché in quel caso non prenderebbero l’ultima tranche dei diritti televisivi. Se a scrivere la parola fine fosse invece la politica, il discorso sarebbe molto diverso. Questa è la tattica. 

Ma il Governo che fa? Da ieri l’indiscrezione che filtra racconta di un imminente intervento a gamba tesa del premier proprio sul calcio per farla finita. Gli spifferi indicano il 6 maggio in agenda. Perché? La ragione è semplice: il vulnus è il protocollo scientifico da applicare. Non ci sarebbe sintesi tra la commissione tecnico-scientifica dell’esecutivo e i medici sportivi. Si sono incartati su quel punto e non ne escono. I sanitari del calcio sono scettici. Non da ora, ma da settimane. Quelli del Governo non accettano il documento redatto dai medici del pallone. In più c’è l’incognita tamponi: tra pochi giorni i club cominceranno a farli alle proprie squadre. Si parla di 50-60 tesserati a gruppo. Le possibilità che emergano sorprese negative sono elevate. C’è il sospetto che saltino fuori positivi e asintomatici. Sarebbe il segnale decisivo per spingere il premier a dichiarare conclusa la stagione 2019-20. Nel porto delle nebbie del calcio italiano ieri sera però è spuntata una dichiarazione del Ministro dello Sport Spadafora che ha tentato di disinnescare i sussurri sulla decisione di Conte: “Per ora non parliamo proprio della ripresa della Serie A”. Infatti nel week end si è parlato molto della decisione del Viminale, giunta dopo l’input dato da Emilia-Romagna, Lazio e Campania circa la ripresa individuale del calciatori di quei territori all’interno dei rispettivi centri sportivi. Per l’esattezza enunciata così: “E’ consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l'attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private”. Un atto responsabile perché nel momento cui l’ultimo DCPM aveva restituito la possibilità alla gente comune di  tornare a far attività all’aperto, non si capiva perché i calciatori dovessero - se lo avessero gradito - sudare per strada e non nelle strutture societarie. Questa decisione, però, del Viminale cozzerebbe con i rumori di una chiusura della stagione, ventilata da più parti e secondo altri in arrivo, appunto, mercoledì. Che senso avrebbe il lunedì consentire la ripresa degli allenamenti individuali e il mercoledì proclamare lo stop? Un’altra domanda che non sottrae nulla, ma addiziona incertezza ad un quadro già molto confuso. 

La Fiorentina ha riflettuto appena conosciuta la disposizione del Viminale, ma dopo ha scelto opportunamente di tenere ancora chiuso il Centro Sportivo Astori. Davanti ad uno scenario così fluido, meglio attendere gli sviluppi di una settimana davvero importante piuttosto che affidarsi a pericolose fughe in avanti. E poi, diciamolo con franchezza, sarebbe stato produttivo far correre uno o più viola in una struttura deserta e blindatissima perché chiusa in ogni suo angolo? A quel punto più conveniente lavorare a casa con i propri comfort a portata di mano. 

Da oggi si riparte. Senza pronostici, aspettando solo gli eventi. Consci che comunque andrà a finire, andremo incontro ad una lunga estate del calcio.