IL RITORNO DI FRANCK IL MARZIANO E IL CASSETTO DEI SOGNI VIOLA. OGGI IL RESPONSO SUL PROTOCOLLO: VIA LIBERA AGLI ALLENAMENTI, MA PER LA RIPRESA DEL CAMPIONATO DOVRÀ DECIDERE CONTE. I (SOLITI) DRIBBLING DI CHIESA E UN FUTURO ANCORA TUTTO DA SCRIVERE

10.05.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
IL RITORNO DI FRANCK IL MARZIANO E IL CASSETTO DEI SOGNI VIOLA. OGGI IL RESPONSO SUL PROTOCOLLO: VIA LIBERA AGLI ALLENAMENTI, MA PER LA RIPRESA DEL CAMPIONATO DOVRÀ DECIDERE CONTE. I (SOLITI) DRIBBLING DI CHIESA E UN FUTURO ANCORA TUTTO DA SCRIVERE

Il ritorno del marziano riapre il cassetto dei sogni. Beckenbauer a Monaco lo definì il biglietto vincente della lotteria, qui invece si è dimostrato il genio della lampada capace di battere i segni del tempo e il cinismo di chi lo considerava una sorta di rugosa fotografia buona solo per vendere un po’ di fumo ai tifosi. Ribery è stato luce nel buio viola. Si è preso da subito la Fiorentina sulla spalle, l’ha illuminata a suon di colpi di classe, l’ha fatta crescere e credere in se stessa, l’ha fatta applaudire dalla sua gente, che intanto, proprio grazie a lui e ai soldi di Rocco, aveva riacceso il fuoco della passione. E allora bentornato zio Franck, con quella faccia un po’ così, le tue tute impossibili e il sorriso stampato sulla faccia: non vediamo l’ora di rivederti col pallone tra i piedi, soprattutto ora che tutti noi abbiamo voglia di ricominciare a goderci la vita. 

Certo, tornando coi piedi per terra, è giusto ricordare che certe regole valgono pure per i maghi. Il francese non gioca da novembre, ha 37 anni e dovrà mangiar pane duro prima di tornare in forma. Uno come lui però fa la differenza anche da fermo e allora è normale chiedere a Iachini di pensare a una Fiorentina diversa. Con un Franck in più e capace di aggiungere un pizzico di follia al suo gioco. La buona notizia tra l’altro è arrivata proprio ieri: Ribery sta bene, il doppio tampone fatto tra Germania e Italia ha dato esito negativo. Grazie all'ok dell'ufficio igiene ha potuto anche svolgere il resto delle visite mediche e ora aspetta l’eventuale via libera per evitarsi la quarantena e ricominciare ad allenarsi da solo. La Fiorentina ci spera, sarebbe un altro bel passo in avanti in attesa di riaprire davvero quel cassetto dei sogni e rimettersi addosso la numero 7 viola.

Oggi intanto sarà il giorno giusto per avere risposte sul protocollo del calcio. Il comitato scientifico del governo darà risposte certe, il via libera agli allenamenti di gruppo dal 18 maggio è praticamente scontato, quello della ripartenza del campionato molto meno. Conte vuol vederci chiaro sulla curva dei contagi, in questi giorni c’è troppa gente in giro e il rischio di veder impennare i numeri è altissimo. In ogni caso, sarà il premier a scegliere la linea, ma il modello tedesco è escluso: se la Germania isolerà un eventuale positivo lasciando allenare i compagni di squadra, l’Italia pare avere idee diverse. Anche in caso di ripartenza insomma, sarebbe tutta da verificare la possibilità di chiuderlo davvero questo campionato. Senza contare che comunque sarebbe un calcio di plastica, finto, senza tifo e con partite a raffica, seguite da quarantene obbligatorie e costi per controlli e santificazione talmente alti da tagliar fuori quasi tutti, forse anche la serie B stessa. Urgono insomma idee alternative, specie pensando al prossimo autunno, quando sarà impossibile mettere in piedi un altro campionato fatto di ritiri monastici lunghi un anno e tamponi a raffica. Di sicuro, questa sarà una settimana decisiva. Tempo per tentennamenti, non ce n’è più. 

A proposito di tentennamenti, l’ultima riflessione la merita Chiesa. L’intervista sul Corriere dello Sport ci racconta di un ragazzo carico a mille e voglioso di riprendersi quel posto da protagonista del campionato. Fede ha fatto sacrifici per recuperare il tempo perduto, ha rinunciato alle ferie quand’era infortunato e vuol bruciare le tappe per ricominciare a stupire. Musica per le orecchie di Iachini e dei tifosi viola che con lui, Franck e Castro, possono pensare a un finale di stagione (sempre che si giochi naturalmente) come minimo più sereno. Sul futuro però, Chiesa ha scelto ancora una volta il dribbling: “Penso al presente” e stop. Non una parola sulla possibile permanenza in viola, né sul tanto discusso rinnovo di contratto. Se Castro sogna la 10, Chiesa sui sogni resta in silenzio. Che sia un indizio? Forse. Di sicuro la soluzione dell’intrigo è ancora lontana. Soprattutto adesso che il Covid stringe i cordoni della borsa anche ai ricconi.