IL RICORDO DI CICCIO, LA SCIARPA DI BAGGIO E IL RITORNO DEL CICLONE ROCCO: C’È BISOGNO DI TORNARE A SENTIRSI PARTE DI QUALCOSA. L’ENORME SOLCO CON LE GRANDI E I MOTIVI PER CREDERE DI POTER TORNARE LASSÙ

07.04.2021 11:21 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
IL RICORDO DI CICCIO, LA SCIARPA DI BAGGIO E IL RITORNO DEL CICLONE ROCCO: C’È BISOGNO DI TORNARE A SENTIRSI PARTE DI QUALCOSA. L’ENORME SOLCO CON LE GRANDI E I MOTIVI PER CREDERE DI POTER TORNARE LASSÙ

Il primo anniversario dalla morte del nostro Sandro Rialti e i trent’anni da quel glorioso trionfo sulla Juve, con Mareggini, la magnifica coreografia della Fiesole e Baggio che raccoglie la maglia, con un gesto diventato simbolo d’amore e gratitudine nel cuore di ogni tifoso viola, ci hanno fatto rituffare nei ricordi, lasciando il presente in un angolo buio, insignificante rispetto alle emozioni che si prova voltandoci indietro. 

La Fiorentina è molto di più di una salvezza ottenuta per demeriti altrui, è molto di più di pareggi stentati e partite da sbadigli. C’è bisogno di ricominciare a sognare, di sentirsi parte di qualcosa, di credere in qualcuno e (quando si potrà) riempire lo stadio non solo per amore, ma anche per il gusto e la consapevolezza di star per diventare attori di qualcosa di bello. Anche per questo l’imminente ritorno di Rocco Commisso sarà decisivo. C’è da scegliere che strada prendere per tornare in alto, a quali uomini affidarsi, chi lasciare andare e quanti soldi mettere sul piatto per creare una Fiorentina all’altezza delle ambizioni della città e di quelle del presidente. 

La strada è irta e tortuosa, trasformare il brutto anatroccolo in cigno è roba da favole, la realtà però è pane duro per i denti viola: la zona Europa è lontana 22 punti, la Champions addirittura 26. Chi sta lassù ha segnato dai 45 ai 68 gol, la Fiorentina appena 36. Chi sta lassù ha vinto almeno 16 partire su 28, la Fiorentina è ferma a 7. C’è un abisso insomma, che difficilmente si potrà colmare solo con un’estate di calciomercato. Eppure, lo spirito con cui Rocco è sbarcato qui, la sua cocciutaggine e il suo sconfinato conto in banca, lasciano pensare che il bello possa ancora arrivare. La pandemia ha colpito duro, il Franchi vuoto è una coltellata per gli innamorati viola e per le casse del club. L’UEFA però ha deciso che almeno per un po’, il Fair Play Finanziario andrà in soffitta. Chi se lo potrà permettere insomma, potrà spendere. Un bel vantaggio se si ha un proprietario da oltre 7 miliardi di patrimonio personale, secondo, in Italia, solo a Zhang e Berlusconi. Eppoi a giugno saranno in tanti a dire addio, col monte ingaggi che si abbasserà di colpo, lasciando a Pradè o chi per lui (ma come già detto la conferma del ds non è lontana) la possibilità di investire. Ribery, Borja, Caceres, gli allenatori ancora a libro paga, Eysseric, Maxi Olivera, Barreca, Malcuit. Tra prestiti e scadenze si parla di oltre 20 milioni lordi di risparmio, anche se a qualcuno di loro (Franck soprattutto, ma anche Caceres), potrebbe essere offerto un rinnovo a cifre più basse. Qualche altro invece sarà ceduto, senza rimpianti. Il primo della lista è Milenkovic, un altro potrebbe essere Pezzella, ma la lista è destinata ad allungarsi. Anno nuovo vita nuova, c’è bisogno d’aria fresca a Campo di Marte. A tutto questo si aggiungerà la prima rata di Chiesa (8 milioni per il secondo anno di prestito), la cessione di Lafont e qualche altro, come Lirola e Duncan: il famoso tesoretto insomma c’è eccome. Il resto, come sempre, lo metterà Rocco. Attraverso Mediacom e i suoi assegni a sei o sette zeri. Scrivere un nuovo capitolo di storia viola, si può. L’importante sarà avere idee chiare da difendere con forza, senza tentenni e imparando dagli errori compiuti. 

Intanto però c’è da salvarsi. Il traguardo in questo caso è vicino, ma non ancora raggiunto. Con l’Atalanta sarà dura, il Cagliari però andrà a San Siro e logica vuole che il vantaggio viola potrà essere almeno confermato anche domenica sera. La missione comunque è tener duro, c’è l’assoluta necessità di arrivare allo scontro diretto in Sardegna senza troppi patemi d’animo. Bisogna chiudere la pratica prima possibile e fidarsi di Beppe. Anche per questo però, dal ritorno di Commisso non ci si potrà aspettare annunci a raffica. Finché la matematica lascerà nel limbo, non potrà esserci altro spazio che per la corsa salvezza. L’unica eccezione potrebbe essere Vlahovic, su di lui sì che c’è da far chiarezza subito. Il ragazzo viaggia a ritmi da grande e aprile dovrà essere un mese decisivo per capirne il destino. Lo cercano in tanti, la missione viola è tenerlo a tutti i costi. Il contratto scotta, ma di casi Chiesa ne abbiamo avuti già abbastanza. Se si vuole davvero scrivere una pagina nuova, i migliori vanno tenuti. E Dusan è il primo della lista. Per l’allenatore invece bisognerà pazientare, anche perché dal club giurano che una scelta definitiva non è stata ancora fatta. Le grandi manovre però sono già cominciate da un pezzo, anche dello stadio torneremo a parlare molto presto. E con il ciclone Rocco di nuovo in città, le sorprese sono all’ordine del giorno.