IL REALISMO, L’AMBIZIONE E QUELLA QUESTIONE DI FEELING CHE ROCCO NON HA DIMENTICATO. LA FIORENTINA COMPRERÀ ANCORA, MA QUESTO SARÀ UN MERCATO LENTO. COL CASO CHIESA CHE POTREBBE RISOLVERSI SOLO AL FOTOFINISH

05.08.2020 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
IL REALISMO, L’AMBIZIONE E QUELLA QUESTIONE DI FEELING CHE ROCCO NON HA DIMENTICATO. LA FIORENTINA COMPRERÀ ANCORA, MA QUESTO SARÀ UN MERCATO LENTO. COL CASO CHIESA CHE POTREBBE RISOLVERSI SOLO AL FOTOFINISH

Bello finire con due vittorie, ma una città come Firenze non si accontenterà mai di arrivare decima. Commisso dunque non si offenda se qualcuno arriccia il naso dopo la conferma del buon Beppe Iachini o dopo aver sentito che il nono posto sarebbe un piazzamento accettabile per il prossimo campionato. I tifosi viola vivono di ambizione, del desiderio di combattere contro le grandi: è la storia di questa città, il calcio in costume nacque proprio per gonfiare il petto contro chi assediava le mura e anche la pazzesca passione viola è figlia dell’orgoglio di chi non vuol sentirsi inferiore a nessuno. Un anno fa Rocco venne accolto come il salvatore proprio per questo: il suo sbarco dall’America stoppava anni di noia e polemiche, coi Della Valle ormai da tempo sull’Aventino e la squadra a boccheggiare in fondo alla classifica. 

Proprio quell’empatia nata spontanea, fa pensare che Rocco non si tirerà indietro neppure dopo aver vissuto un anno molto più difficile del previsto. La sua amarezza, sia ben chiaro, è giustificatissima. Nel suo monologo di lunedì ha voluto ribadire di aver speso più di tutti, di aver fatto l’impossibile per la Fiorentina e questo nonostante la burocrazia. Da qui a dire che tirerà i remi in barca, ce ne corre. Forse per strategia, l’impegno a riportare la squadra subito in Europa non c’è stato. Ma, c’è da scommetterlo, Commisso terrà fede alle sue promesse, e a quel feeling che lo lega ai fiorentini. Con la città c’è un patto chiarissimo: statemi vicino e io vi riporterò in alto. Magari non così in fretta come sognavano in tanti, ma comunque in alto. In settimana è previsto un summit tra lui, Barone, Pradè e Iachini per gettare le basi per la Fiorentina che verrà. In ponte ci sono 4-5 acquisti, di cui tre di livello. Finora Rocco però ha deciso quasi tutto da solo: un consiglio non richiesto è fidarsi anche dei suoi manager. Nessuno mette in dubbio che con Mediacom Commisso abbia, da solo, creato un impero. Ma il calcio fa storia a sé e spesso delegare le scelte tecniche a professionisti del settore, si è rivelata cosa saggia. Pradé fece benissimo in coppia con Macia e ora che uno come Marcello Carli (esperto anche di settore giovanile) si è liberato dal Cagliari, potrebbe essere un’idea ampliare, con lui, l’organico societario. Ma ovviamente, se e solo se i manager avessero reale libertà di movimento. Altrimenti sarebbe inutile aggiungere galli nel pollaio.

Di sicuro, quello che sta per cominciare sarà un mercato complicato. Compresso, con pochi soldi in giro e tanti esuberi da piazzare. Servirà pazienza, anche perché nel caso viola molto dipenderà da Chiesa. La Juve è sempre lì in agguato, ma naturalmente se ne guarda bene dall’offrire ciò che Rocco vorrebbe. Sarà una guerra di nervi. Lunga e fastidiosa. Ma il contratto corto e il lungo tira molla col giocatore impongono una scelta netta, anche a costo di rimetterci qualcosa. Da risolvere c’è anche il caso Milenkovic, uno per il quale varrebbe fare un sacrificio pur di tenerlo qui. Aspettare l’eventuale addio dei big prima di buttarsi a capofitto sugli acquisti però sarebbe un autogol clamoroso. La Fiorentina ha bisogno di rinforzi subito, senza se e senza ma. Mandzukic sarebbe un grande acquisto (chiedere a Ribery per conferma), a Beppe piace anche Piatek, più giovane, meno affascinante, ma anche con una voglia matta di riscatto. Spese folli, questo lo abbiamo capito, non ne saranno fatte, ma l’epoca dell’autofinanziamento (grazie al cielo) è finita e la Fiorentina, c’è da scommetterlo, sarà protagonista. 

L’amarezza di Rocco in ogni caso non va sottovalutata e in questo senso sarà determinante capire cosa succederà in Parlamento. Domani scadono i termini per presentare emendamenti al famoso decreto semplificazioni, subito dopo scatteranno dibattito e votazioni in aula. Da New York (e da Firenze) aspettano notizie finalmente confortanti. Ci fosse il via libera, la prossima conferenza di Commisso sarebbe molto diversa.