IL PUNTO D'ORO DI BEPPE, CON VLAHOVIC CHE FA 13. RIBERY, SCIOCCHEZZA DA DILETTANTE. MA ANCHE UN CAMPIONE SA CHIEDERE SCUSA, E VA PERDONATO. ORA TUTTI ASPETTANO ROCCO: C'È DA SCRIVERE IL FUTURO

04.04.2021 11:05 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
IL PUNTO D'ORO DI BEPPE, CON VLAHOVIC CHE FA 13. RIBERY, SCIOCCHEZZA DA DILETTANTE. MA ANCHE UN CAMPIONE SA CHIEDERE SCUSA, E VA PERDONATO. ORA TUTTI ASPETTANO ROCCO: C'È DA SCRIVERE IL FUTURO

Un punto con Beppe, con le armi di Beppe. E con Vlahovic che ha fatto tredici. Ce n’è abbastanza per scartare l’uovo senza troppi patemi, anche perché, con il Cagliari sgonfio, il punto di Marassi è diventa una piccola vittoria viola sulla via della salvezza. La partita non è stata granché, il secondo tempo addirittura si può descrivere in uno sbadiglio lungo 45 minuti, con la Fiorentina in dieci per la fesseria di Ribery ma ordinata e determinata a portarsi via il risultato, e il Genoa più attento a muovere la classifica che deciso a rischiare per fare il colpaccio. Meglio due feriti che un morto, dice il proverbio. E così è andata. Del gioco onestamente non interessa più, si bada al sodo e con un punto di vantaggio in più e una partita in meno da giocare, si può tornare da Genova con animo più leggero. Anche perché manca sempre meno alla fine di questo patimento. Bravo Beppe comunque, entrare in corsa non è mai facile, meno che mai in una squadra che ha nella fragilità psicologica uno dei suoi punti più deboli.

Di buono, oltre al punto, c’è la compattezza dimostrata nel momento più difficile, i progressi di capitan Pezzella e naturalmente il gran gol di Vlahovic. L’unico, vero, astro nascente di questa annata da cancellare. Il suo diagonale sinistro è ormai un marchio di fabbrica, i progressi stanno però nello smarcamento, nello scatto sul primo palo che brucia il marcatore e lo porta a battere in porta un attimo dopo il colpo di testa di Castro: sono movimenti da punta vera, che finora Dusan faticava a mettere in mostra. La crescita insomma è figlia del grande lavoro del ragazzo, che adesso legge meglio l’azione e sta imparando a usare anche il fisico. Il tassametro intanto corre: siamo a 13 gol, da solo il giovane serbo ha segnato più di un terzo delle reti totali viola. Il ritorno di Commisso, nei prossimi giorni, dovrà servire a mettere la parola fine alla storia del contratto: uno del genere, fatto in casa e così pieno di talento ed energia, la Fiorentina, non può permettersi di perderlo. Ci si aspettava, e tanto, che anche Ribery desse una mano a Beppe in questo finale di stagione. Franck invece ha tradito, si è fatto prendere dal nervoso come un ragazzino alle prime armi, forse accecato dalla fatica o frustato dalla sua partita anonima, come se non sapesse che con un fallo del genere si va a fare la doccia e si rischiano due giornate di squalifica. La sciocchezza è di quelle colossali, anche perché con un avversario più forte e deciso, sarebbe potuta valere l’ennesima sconfitta. Fare processi però non serve: ha chiesto scusa e conoscendolo è il primo a non veder l’ora di rifarsi. Sarà pure vecchietto, avrà segnato solo un gol e giocato un campionato sotto le aspettative, ma resta pur sempre l’unico fuoriclasse di questa piccola Fiorentina. Ti aspettiamo Franck, per chiudere questo stramaledetto campionato, c’è ancora bisogno di te. Con l’Atalanta magari sarà l’occasione per rivedere Kouame o per dare minuti a Callejon: Iachini, anche in questo è stato chiaro. Rilanciare i desaparecidos è un altro obiettivo. Male anche Milenkovic, anche se il gol genoano nasce da un pressing fatto coi tempi sbagliati di Castrovilli e da una pigrizia generale già vista e rivista in queste ultime partite, e maluccio anche gli esterni, più volte asfaltati dalla corsa di Zappacosta.“Ci manca sempre qualcosa per vincere”, ha detto Caceres a fine partita. Mai frase fu più azzeccata. Come detto però, non è più tempo di analisi. Contava badare al sodo. Prendiamoci la buona reazione e la compattezza iachiniana in 10 contro 11, aspettando il ritorno di Commisso. Aprile dovrà essere il mese dei punti pesanti per chiudere la pratica, ma anche delle scelte per il futuro. L’allenatore, contratto di Vlahovic, il futuro di Pradé, la rivoluzione tecnica, i bracci di ferro sulle infrastrutture. C’è una voglia matta di mettersi questa stagione alle spalle, e pensare finalmente a un futuro migliore.