IL PERICOLO EUFORIA E QUELLA FRASE DI MONTELLA DOPO IL TRIONFO SULLA JUVE FIRMATO PEPITO. CON L’UDINESE UNA BATTAGLIA DA VINCERE CON LA TESTA. CHE NUMERI RIBERY, E’ LUI IL COMANDANTE PERFETTO A CUI AFFIDARSI PER SALIRE ANCORA

06.10.2019 00:00 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
IL PERICOLO EUFORIA E QUELLA FRASE DI MONTELLA DOPO IL TRIONFO SULLA JUVE FIRMATO PEPITO. CON L’UDINESE UNA BATTAGLIA DA VINCERE CON LA TESTA. CHE NUMERI RIBERY, E’ LUI IL COMANDANTE PERFETTO A CUI AFFIDARSI PER SALIRE ANCORA

“L'entusiasmo fa bene, l'euforia no. Quella è dannosa”. Sono passati sei anni ma quella frase di Vincenzo Montella è sempre attuale. La Fiorentina (ottobre 2013) veniva dal tripudio con la Juve, tripletta di Pepito e giù lo stadio: roba da raccontare ai nipotini, da conservare nella mente come una delle partite viola più belle di sempre. La settimana dopo ecco il Chievo, l’avversario più piccolo della serie A, anticipato dal monito dell’Aeroplanino: guai a distrarsi, la vittoria contro la Juve può diventare davvero preziosa solo aggiungendocene altre. 

La storia oggi più o meno si ripete, anche se naturalmente battere questo Milan non vale i quattro memorabili schiaffi alla Vecchia Signora di Conte. Tre vittorie di fila in campionato però sarebbero tanta roba (alla Fiorentina non succede dal clamoroso filotto post morte di Astori) e Montella giustamente sta facendo di tutto per tenere alta la tensione. L’Udinese è una delle poche squadre di A che gioca ancora all’italiana, si chiuderà e proverà a ripartire, ha giocatori molti fisici e spesso ricorrerà al fallo. In poche parole, sarà una battaglia. Alla Fiorentina il compito di agire con astuzia e pazienza, aspettando il momento giusto per accendere la corsa Chiesa e il genio di Ribery. 

Una delle chiavi della partita sarà muovere palla velocemente evitando errori banali di palleggio (e quindi contropiede avversari), sfruttando al massimo le fasce e le incursioni senza palla dei centrocampisti. Nel secondo tempo poi potrebbe tornare utile il famoso centravanti, anche perché Vlahovic in settimana è stato spesso provato nel tridente insieme a Ribery e Chiesa, segno che Montella a questo tipo di soluzione ci sta pensando davvero, anche e soprattutto in vista di due mesi nei quali il calendario metterà di fronte tante medio-piccole. 

Entusiasmo sì euforia no, si diceva. Questa partita va giocata con la testa, senza pensare che la vittoria venga da sola e senza farsi prendere dalla frenesia se il gol non dovesse arrivare subito. E’ una prova di maturità, dopo i meritatissimi elogi di San Siro adesso la Fiorentina giocherà da favorita e quasi certamente senza poter usare l’arma migliore: il contropiede. Il genio della lampada col 7 comunque sta che è una meraviglia e (con l’amico Frey in tribuna) prepara nuove magie: la Lega calcio ha pubblicato qualche numero del vecchietto venuto dalla Baviera.

Vince duelli uno contro uno l’84% delle volte, accelera la manovra praticamente ogni volta che prende palla (94%), sceglie sempre la giocata giusta (95%) e ha un’efficacia di smarcamento del 94%. E’ un mostro insomma, un campione di tecnica e intelligenza calcistica che diventa in automatico il condottiero ideale a cui affidarsi per far evitare cali di tensione ai giovani viola. Il resto come sempre lo farà il pubblico. Con l’Udinese, a un orario infausto, la Fiesole e la Maratona sono esaurite da giorni: ci saranno circa 35mila tifosi, tutti uniti per spingere la Fiorentina verso il tris. Solo qualche settimana fa si parlava di squadra incapace di vincere, ora invece siamo tutti ansiosi di scoprire l’effetto che fa guardare la classifica durante la sosta. Prima però c’è l’Udinese. Coltello tra i denti e idee chiare come a San Siro. Puoi farcela Fiorentina, ma non credere che sarà una passeggiata. A proposito, a Verona, Montella, in quel 2013, vinse 2-1.