IL MONITO DI COMMISSO E UNO SCHIAFFO CHE FA ANCORA MALE. A FIRENZE SI PARLA DI TUTTO MENO CHE DI CALCIO, MA LA FIORENTINA E’ AFFANNOSAMENTE ALLA RICERCA DI SE STESSA ORMAI DA ANNI. DE ROSSI E UN AZZARDO AD ALTO RISCHIO

05.07.2020 00:01 di Leonardo Bardazzi   Vedi letture
IL MONITO DI COMMISSO E UNO SCHIAFFO CHE FA ANCORA MALE. A FIRENZE SI PARLA DI TUTTO MENO CHE DI CALCIO, MA LA FIORENTINA E’ AFFANNOSAMENTE ALLA RICERCA DI SE STESSA ORMAI DA ANNI. DE ROSSI E UN AZZARDO AD ALTO RISCHIO

Basta distrazioni, c’è una salvezza da conquistare. Il monito di Commisso dagli Stati Uniti, ribadito da Barone e Pradé nel faccia a faccia con la squadra, è arrivato forte e chiaro fino a Firenze. Lo schiaffo subito mercoledì fa ancora male, la società e i tifosi adesso pretendono una reazione. Prima della lettera di Rocco però erano successe molte cose, nessuna però legata a quello che si è visto (o forse sarebbe meglio dire non si è visto) in campo: arbitri, legami con Ramadani, pseudo nuovi allenatori, senza dimenticare l’infinita battaglia per lo stadio. Si parla di tutto meno che delle partite da vincere, meno che dei vuoti tecnici della Fiorentina. 

Il vero problema viola però è che manca un’identità di gioco, un’impronta in grado di lasciare il segno durante le partite. Il Sassuolo a Firenze sapeva cosa fare e quando farlo. La Fiorentina invece non ne aveva la minima idea. E il risultato è stato la logica conseguenza di tutto questo. Ogni volta che si perde, è caccia al colpevole: una volta è l’allenatore, un’altra il ds che ha sbagliato tutto, un’altra ancora il giocatore che non ha più voglia di stare qui. Da anni però la Fiorentina ha smarrito se stessa, vive di folate dei singoli, di strappi e cadute rovinose. L’anno scorso si è salvata per il rotto della cuffia, quello precedente ha vissuto solo sui nervi per la tragica scomparsa di Astori, in questa stagione invece non è stata né carne né pesce. La madre di tutti i problemi è stata la scelta dei Della Valle di vendere i pezzi migliori senza sostituirli degnamente, pensando al bilancio più che alla reale qualità della squadra. Da lì in poi la discesa è stata inesorabile e questo nonostante Commisso abbia già speso montagne di soldi per la Fiorentina.

Per il futuro c’è bisogno di ritrovare un cammino comune, una visione d’insieme che permetta alla squadra di avere un’idea riconoscibile di calcio. Servirà ritrovare quella simbiosi tra ds e allenatore alla base dei successi di una squadra, come quella che ebbe proprio Pradè con il primo Montella per esempio, che ha l’Atalanta con Gasp, la Lazio con Inzaghi, il Sassuolo con De Zerbi e anche il Parma con D’Aversa, un altro avversario da non sottovalutare per la Fiorentina stanca e confusa di questo periodo. De Rossi, al di là delle smentite, è un’idea reale di Pradè e Barone, tanto che sarebbero partite anche le prime telefonate in Federazione per capire la possibilità di arrivare alla deroga. L’assoallenatori non pare troppo convinta, ma non è questo il punto: Pradé non è nuovo a questo tipo di scelte, a Roma infatti contribuì a promuovere Montella dai Giovanissimi alla prima squadra. Ma siamo sicuri che DDR, grande giocatore e capitano ma completamente senza esperienza in panchina, sarebbe l’uomo giusto al posto giusto? Firenze ha bisogno di certezze, la tifoseria è stufa di delusioni e anche Rocco vorrebbe passare all’incasso. La Fiorentina del domani ha bisogno di una guida sicura, di un allenatore che sappia imporsi e imporre il proprio calcio. Iachini è ormai fuorigioco, e lo sa. Questo finale però sarà fondamentale anche per lui, che comunque vale molto di più rispetto alla pessima figura rimediata con il Sassuolo. Proprio il Sassuolo ieri ci ha fatto un assist da sfruttare: il Lecce è sempre fermo a 25. Nonostante la settimana nera, a Parma ci sarà un pizzico di pressione in meno. Un piccolo grande aiuto per questa fragile Fiorentina da anni ormai, affannosamente alla ricerca di se stessa.