IL “METODO IACHINI” RIVITALIZZA LA SQUADRA E RIVALUTA PARTE DEL MERCATO ESTIVO. IN DIFESA SI AVVICINA JUAN JESUS

17.01.2020 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
IL “METODO IACHINI” RIVITALIZZA LA SQUADRA E RIVALUTA PARTE DEL MERCATO ESTIVO. IN DIFESA SI AVVICINA JUAN JESUS

Tre partite, due di campionato e una di Coppa Italia, nelle quali la fiorentina non ha mai perso. Due soli gol subiti, di cui uno su calcio piazzato a Bologna, e tre sfide nelle quali la squadra viola è sempre stata la prima a segnare. Basterebbero questi primissimi e superficiali dati per certificare i cambiamenti in casa viola. Se negli scorsi mesi era stato sempre l’atteggiamento a limitare le prestazioni, oggi è come se la squadra entrasse in campo con tutt’altro approccio e mentalità. Merito certamente del metodo Iachini, della sua normalità applicata al lavoro che ha consentito ai calciatori di ritrovare benzina nelle gambe. 

Nessuna opinione. Quando si fa riferimento a un cambiamento radicale negli allenamenti, nelle metodologie, nell’intensità e nella mole di lavoro si fa pura cronaca di quanto tutti i protagonisti in causa hanno già raccontato. Non bastasse il modo in cui la Fiorentina ha corso al cospetto dell’Atalanta, hanno pensato Commisso e i giocatori a sottolineare come con Iachini sia cambiato il mondo. Uno stacco evidente con il lavoro più teorico, e meno atletico, che aveva portato avanti Montella, con le sue convinzioni, sin dal ritorno a Firenze voluto dai Della Valle, e sul quale probabilmente L’Aeroplanino farebbe bene a sviluppare qualche riflessione almeno stando ai risultati degli ultimi anni. 

Da Lirola a Dalbert, dal ritrovato Benassi alla difesa più solida, la cura Iachini ha già fornito frutti, e soprattutto riportato agli occhi dei tifosi la variante del gioco a due punte che mancava da tempo. Si potrà eccepire che Montella non avesse a disposizione un rinforzo come Cutrone (al quale auguriamo davvero di diventare bomber come auspicato ieri in sala stampa) ma pensare che i problemi dei viola si limitassero ad assenze pesanti, o scelte estive completamente sbagliate non teneva evidentemente di conto quanto poco il gruppo seguisse, con le gambe e con la testa, il precedente allenatore.

Se Dalbert nelle prime sfide aveva impressionato grazie alla preparazione sostenuta con Conte - almeno così si raccontava - era bastato pochissimo al brasiliano per tornare nell’anonimato salvo poi riapparire quasi magicamente al cospetto di Hateboer, quasi che i carichi di lavoro di Iachini gli avessero fatto più che bene. Lo stesso Lirola, i cui limiti di tenuta mentale alle pressioni erano stati resi pubblici direttamente da Montella, sembra pian piano ritrovarsi e non solo per il gol vittoria ai nerazzurri, mentre il Benassi finito nel dimenticatoio si è subito ripreso la scena a suon di gol. Quanto a Federico Chiesa basterebbe osservare la sua rinnovata attività social, il suo sorriso, i suoi abbracci a compagni e tecnico nei momenti di esultanza per capire come e quanto siano cambiate le cose nello spogliatoio (anche grazie a un intervento societario sul suo futuro che non poteva più esser rimandato).

Questo non significa che Montella avesse sbagliato tutto, o che Iachini abbia invece la bacchetta magica, ma certo ridimensiona anche giudizi e responsi sul valore di una squadra che non varrà l’Europa ma che non ha nemmeno così tanti problemi da finire in fondo alla classifica o consegnarsi a qualsiasi avversario in preda al terrore più assoluto. Certo qualcosa non ha funzionato, la cessione di Pedro é la prima spia in tal senso seguita a ruota dal rendimento di Boateng e Badelj, ma non tutto il lavoro della squadra dirigenziale di Commisso é da buttare. D’altronde qualsiasi parallelo con le precedenti gestioni, o la precedente guida sul mercato, sarebbe improponibile viste le siderali distanze tra le due proprietà: una rimasta 17 anni, l’altra arrivata da appena sei mesi. 

Iachini di certo ha mostrato che un po’ di sano realismo, un bel carico di stress fisico attraverso allenamenti più lunghi, intensi, e più vicini alle metodologie del passato, restano patrimoni inestimabili del nostro calcio, e per questo tutt’altro che trascurabili. Riuscendo peraltro a trasmettere una grinta e un carattere al gruppo che fino oggi sembravano improponibili. Avete visto come Beppe salutava il pubblico dopo aver battuto l’Atalanta? E come se lo stringeva un sorridente Chiesa? È da lì che la fiorentina può ripartire, dalla cura Iachini che a dispetto di tanti pregiudizi (scontati per uno come l’ex viola che ha sempre più badato alla sostanza che non alla forma) sta funzionando oltre chiaramente al mercato.

Il passaggio del turno in Coppa getta acqua sulle critiche (a tratti persino violente) piovute sulla squadra mercato viola, quasi che con l’avvento di Iachini sia finalmente possibile valorizzare gli innesti estivi come Lirola o quelli invernali come nel caso di Cutrone. Di certo, archiviato il momentaneo addio a Pedro sul quale però la Fiorentina potrà vantare l’ultima parola, sul fronte del mercato si continuano a cercare un difensore (Juan Jesus al momento è tornato in pole position con Roma e Fiorentina che discutono su una cessione definitiva o un prestito con obbligo di riscatto) e un centrocampista. Viste le lungaggini per Duncan, però, occhio alle sorprese con l’identikit dell’obiettivo ideale che porta verso giocatori pronti, d’esperienza e in grado di inserirsi subito in un gruppo che Iachini ha saputo bonificare nel giro di appena due settimane.