IL FAST, FAST, FAST DI COMMISSO E UN'OPPORTUNITÀ DA COGLIERE

06.09.2019 00:00 di Tommaso Loreto Twitter:    Vedi letture
IL FAST, FAST, FAST DI COMMISSO E UN'OPPORTUNITÀ DA COGLIERE

"Qui in Italia però, l'ho detto dal primo giorno, bisogna fare le cose più velocemente, così si dà la possibilità a chi vuole di investire. I soldi ci sono, la volontà pure". Va di fretta Rocco Commisso, lo si è nuovamente capito in una giornata ricca di parole e premi per il presidente. E non potrebbe essere altrimenti. Oggi sono passati tre mesi dal suo arrivo a Firenze (era il 6 giugno quando atterrò all’aeroporto di Peretola da presidente della Fiorentina, e chissà se non si sia subito interrogato su un aeroporto a fianco dell’imbocco autostradale). In quasi 100 giorni il nuovo proprietario della Fiorentina ha dovuto per forza di cose correre, così come del resto avviene dalle sue parti quando si parla di programmi e investimenti. 

Il tempo di ricostruire l’organigramma, chiamando il fidato Joe Barone e il disse Pradè, e già era tempo di mercato. Quel che ne è seguito è stata una rivoluzione della rosa e delle abitudini consolidate in 17 anni della precedente gestione. A giudicare dai primi risultati non è andata male. Nel giro di poco i tifosi si sono ritrovati di fronte un patron che scende in campo e saluta prima delle sfide interne ed esterne, che addirittura passa dalle biglietterie per ringraziare del fresco record di abbonamenti, fino all’arrivo di un prospetto come Ribery con tanto di presentazione-show.

Se al termine del mercato estivo qualcuno è rimasto deluso per quel colpo che doveva arrivare sulle corsie esterne, e che nell’ultimo giorno di trattative si è tramutato nella trattativa per il prestito di Ghezzal, andranno tenuti di conto anche i tempi strettissimi con i quali la nuova dirigenza si è dovuta confrontare e soprattutto il calendario in salita che ha rappresentato il primo grande ostacolo per la squadra di Montella. E’ vero che a Genova il ko finale ha rappresentato un passo indietro rispetto alle indicazioni incoraggianti arrivate all’esordio con il Napoli, ma è altrettanto vero che di tempo ne andrà concesso anche al tecnico per assemblare i tanti volti nuovi. 

Di tutti gli aspetti del cambiamento in casa viola, però, ce n’è uno che ha più bisogno di altri di tenere il passo del tycoon americano, quello delle infrastrutture. Anche in questo caso c’ha messo pochissimo la Fiorentina a bussare alle porte del Comune per sviluppare i propri progetti e che si tratti di stadio, restyling del Franchi o centro sportivo le idee sembrano già molto chiare. Commisso ha voglia d’investire, di legare ancora di più il marchio di Firenze alla Fiorentina provando a sfruttare nel migliore dei modi il richiamo turistico della città. 

Sotto questo profilo c’è poco da insegnare a chi vive l’universo stelle e strisce, lo ha dimostrato l’impatto in termini d’immagine che ha avuto la tournée viola in America, tanto che la sensazione principale è che l’avvento di Commisso sia una grande opportunità non solo per il club viola, ma per la stessa città. Che adesso ha l’occasione di implementare le proprie strutture sportive (tanto più per quanto riguarda l’idea di un centro sportivo simile a un campus universitario) affinché il marchio viola si leghi a doppio nodo al prestigio e al richiamo che da sempre Firenze può vantare a livello mondiale.

Dopo decenni in cui le proprietà viola si sono succedute senza grandi riscontri pratici alle proprie idee oggi per Firenze e la Fiorentina c’è una nuova chance, un nuovo primo passo da muovere. Mettendo in condizioni un imprenditore di investire e far crescere non solo il richiamo mediatico del club ma anche le sue potenzialità in termini di fatturato (con tutto ciò che ne consegue a livello di fair play finanziario). Tracciando una strada percorribile, sì, ma anche favorevole come le cronache sportive del paese che ha visto crescere la Mediacom raccontano. Ci dovrà pur essere una via di mezzo tra il pragmatismo statunitense e la burocrazia italiana. Non resta che augurarsi che, rispetto al passato, alle parole seguano fatti, e che un po’ tutti decidano di tenere il passo spedito di Commisso, “fast, fast, fast”. 

Tommaso Loreto - Direttore www.firenzeviola.it